Caparsa, l’App che geolocalizza il vino nel settore Horeca

1 Giugno 2020

Caparsa: basta nominarla e subito vengono alla mente la tradizione dei suoi vini e i volti della famiglia Cianferoni a Radda in Chianti (Siena). dal chianti, la prima app per geolocalizzare i vini in ristoranti ed enoteche Una piccola cantina a conduzione familiare, certificata biologica sia in vigna che in cantina, che da tempo si differenzia per le sue storie enoiche fatte di passione e di sfide. Determinazione, carattere, aggregazione e un pizzico di follia contraddistinguono questa realtà chiantigiana, guidata dal capofamiglia Paolo, che insieme alla sua compagna di vita Gianna, conoscono il territorio e il vino nella sua essenza più vera e genuina, tanto da aver coinvolto anche i figli Federico, Filippo, Fiamma, Flavio e Francesco. Non solo tradizione per i Cianferoni, ma anche intuito e tecnologia, che hanno dato vita a un nuovo progetto, una App per geolocalizzare i punti  vendita, le enoteche, i ristoranti e gli alberghi, ma anche gli importatori e distributori che hanno acquistato i vini di Caparsa.

L’idea di Caparsa

L’idea è balenata in testa qualche anno fa a Paolo Cianferoni, dopo aver bevuto una bottiglia di Caparsino, così chi vuole bere al ristorante un buon Rosato di Caparsa, uno Spumante, una Vendemmia Tardiva o un Doccio a Matteo, può scoprire facilmente dove andare, in tutto il mondo. C’è voluto del tempo, del sacrificio, e tante prove, ma alla fine la App di Caparsa, ha preso vita. L’idea era quella di lanciarla durante il Vinitaly 2020, ma il Coronavirus ha scompigliato tutti i piani: Paolo e la sua famiglia, non si sono persi d’animo e hanno deciso lo stesso di promuovere questa App per tutto il settore Ho.Re.Ca, e che sia un augurio di speranza per i ristoratori e gli enotecari in procinto di riaprire tra mille difficoltà.

Come funziona

L’App Caparsa nel mondo del vino è la prima con queste caratteristiche. Funziona così: si sceglie il paese, si digita il luogo e compaiono i ristoranti e i wine bar dove ordinare una bottiglia o un calice, oppure l’enoteca dove acquistare alcuni vini di Caparsa. Inoltre c’è una sezione con le schede dei vini e un’altra dove interloquire con Paolo e tutta la sua famiglia.

L’App Caparsa è gratuita, è in lingua inglese e italiana (che sceglie in automatico secondo la lingua impostata sul device) e si scarica su IOS o Android. In attesa di tornare a viaggiare e di visitare direttamente l’azienda – nel cuore del Chianti e che fa parte dell’Associazione Vignaioli di Radda – una bella idea per restare in contatto con il produttore e godersi un calice di Sangiovese. Ispirerà altre cantine a fare lo stesso?

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