Erba persa: un bene ligure da preservare

3 Giugno 2020

L’erba persa è la maggiorana (Origanum majorana), una splendida erba aromatica appartenente alla famiglia delle Labiaceae, parente stretta dell’origano. È una pianta di origine nordafricana e ovest Asiatica. In Europa è raro trovarla allo stato spontaneo, È detta erba persa a causa del rischio di estinzionema è coltivata in diversi Paesi del bacino Mediterraneo, è presente in Spagna, Penisola Balcanica, Ucraina, Anatolia e Maghreb. In Italia si trova in Liguria, dove è chiamata anche erba persa per evidenziare il rischio che possa scomparire se si inselvatichisse. In Italia questa pianta può crescere ovunque, sia come pianta coltivata che come subspontanea. Oltre agli orti, questa aromatica cresce molto bene negli incolti e ai bordi delle strade. Il suo substrato preferito è calcareo e tendenzialmente secco. Non c’è un limite altitudinale per l’erba persa, la si può trovare anche su rilievi importanti, fino a 2000 metri sul livello del mare.

La storia

La prima descrizione certa di questa pianta (con il nome di Majorana) ci arriva dal XIII secolo, in pieno Medioevo, redatta dal vescovo Albertus Magnus, scrittore e filosofo tedesco. Probabilmente però era già conosciuta e coltivata ai tempi degli antichi Greci, Era considerato un dono di Afrodite e simbolo di felicitàche la ritenevano un dono di Afrodite e quindi la associavano all’idea di felicità. Ne scrisse probabilmente anche Plinio il Vecchio, autore, ammiraglio e naturalista romano, che descrive un vegetale conosciuto con il nome di amaracus. I riferimenti a questa pianta non mancano anche nelle storie di Francia, Spagna e Germania, in Tunisia per giungere fino in India. Una pianta molto coltivata per l’industria delle essenze: l’olio essenziale di maggiorana era molto utilizzato, sia a uso alimentare per profumare gli insaccati e le carni essiccate, sia nella produzione di saponi e in erboristeria.

Proprietà

L’erba persa è una aromatica dalle molteplici qualità, nella storia è stata utilizzata anche nella medicina popolare come antidepressivo, antisettico e antivirale naturale, per favorire la digestione, curare dolori articolari, muscolari e mestruali. Questa pianta è capace di attuare un’azione stimolante sul sistema immunitario e in particolare sulle infezioni dell’apparato respiratorio, si rivela quindi un buon rimedio per la cura di raffreddore e bronchiti. Le qualità nutrizionali delle sue foglie (la parte destinata all’uso alimentare e aromatico) sono ottime, sono infatti ricche di minerali: calcio, manganese, selenio, zinco, fosforo, sodio, magnesio, ferro, rame e potassio; nella maggiorana non mancano neppure le vitamine, come la A, la C, alcune del gruppo B, e le E, K e J.

In cucina

Questa profumatissima pianta ben si adatta e presta soprattutto agli scoscesi crinali delle coste mediterranee: è infatti una delle erbe aromatiche più utilizzate nelle gastronomie di tutto il bacino mediterraneo. Le sue foglie si raccolgono durante tutto l’anno per essere utilizzate fresche in cucina oppure per farle essiccare. I fiori sono per lo più utilizzati in erboristeria e devono essere raccolti tra luglio e settembre. Nella cucina ligure Meglio non cuocerla troppo per evitare di rovinarne le qualitàè molto utilizzata ed è presente in quasi tutte le ricette della tradizione locale, come i ripieni, le torte salate di verdure oppure nell’ottima cima genovese. Tra le varie cucine d’Europa la maggiorana è diffusa anche nella cucina greca. È comunque un’erba aromatica ottima anche per essere aggiunta a fresche insalate estive o a piatti caldi più delicati e, perché no, anche creativi. Nei piatti più caldi è bene aggiungerla a fine cottura, in modo da non cuocerla troppo per non alterarne le caratteristiche organolettiche.

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