Cocktail fai da te: ecco tutti gli errori che dovresti evitare

4 Giugno 2020

Improvvisarsi barman può sembrare facile e alla portata di tutti: in fondo, se pensiamo alla lunga esperienza di degustatori di drink potremmo ritenerci benissimo in grado di cimentarci con scioltezza tra le nostre mura domestiche. In realtà, preparare il cocktail perfetto richiede massima attenzione in alcuni aspetti tutt’altro che secondari: dalla differenza esistente tra lo shakerare e il mescolare, alla scelta del bicchiere giusto fino alla selezione degli ingredienti più adatti. Partiamo, dunque, dagli errori più comuni da evitare per non rischiare di realizzare un cocktail magari perfetto nell’aspetto, ma sgradevole nel gusto.

  1. Non misurate gli ingredienti. Anche se avete intenzione di preparare un cocktail semplice con pochi elementi, la regola fondamentale è misurarli sempre con un bicchierino o un classico jigger che equivale alla dose standard di 44 ml. Andare a occhio può rischiare di compromettere il risultato dando vita a un cocktail sbilanciato.
  2. Usate miscelatori a temperatura ambiente. La temperatura dei cocktail è un elemento essenziale da cui dipenderà la perfetta riuscita. Per garantire il grado di freschezza ottimale dovrete prestare attenzione non solo alla temperatura degli ingredienti, ma anche al contenitore in cui andrete a miscelare i liquidi. Utilizzate, quindi, sempre dei miscelatori ben refrigerati: ciò consentirà di mantenere più a lungo la componente gasata del drink e di ridurre al minimo la diluizione del ghiaccio.
  3. Acquistate sciroppi pronti. L’aggiunta dello sciroppo rappresenta il passaggio fondamentale per conferire il giusto grado di dolcezza al vostro cocktail. Prepararlo è davvero semplice e vi disincentiverà dall’acquistarne di già pronti. Il vantaggio di realizzarlo in casa è quello di calibrare perfettamente la dose di zucchero a seconda dei vostri gusti. La proporzione da seguire prevede una pari quantità di acqua e zucchero semolato. Basterà mescolare con cura quest’ultimo fino a completo scioglimento senza dover ricorrere ai fornelli.
  4. Sottovalutate l’importanza del ghiaccio. Può sembrare strano, ma il ghiaccio non è tutto uguale. Se utilizzate i cubetti che avrete messo nel congelatore versando negli stampini direttamente l’acqua del rubinetto, otterrete un retrogusto insolito e una consistenza troppo liquida. Discorso diverso, invece, se avrete fatto bollire l’acqua prima di riempire gli stampi in silicone e metterli nel freezer. In questo secondo caso, avrete la sensazione di un gusto più intenso e meno piatto.
  5. Acquistate grandi bottiglie di alcolici mai provati prima. Avete assaggiato un cocktail originale dagli ingredienti poco conosciuti e volete riproporlo a casa? Niente paura: magari non sarà al primo tentativo, ma con un po’ di dimestichezza raggiungerete il risultato desiderato. Se si tratta un cocktail a base di amari e liquori o di ingredienti come l’assenzio, il consiglio è quello di acquistarne bottiglie di piccole dimensioni. In questo modo potrete capire se il sapore effettivamente vi soddisfa e se la versione casalinga può essere replicata.
  6. Sottovalutate l’estetica del drink. L’appeal di un cocktail passa anche per il suo aspetto. È tutt’altro che secondaria la scelta del bicchiere e l’aggiunta di guarnizioni a base di frutta e ghiaccio. Dopo aver mixato gli ingredienti dedicatevi alla decorazione del drink: prima di tutto scegliete il bicchiere più adatto, completate con della frutta che richiami il gusto del cocktail e aggiungete un velo di zucchero sul bordo del calice.
  7. Shakerate i cocktail a base di superalcolici. Che sia un Negroni, un Manhattan o un Old Fashioned, i cocktail preparati con l’aggiunta di un superalcolico non devono essere shakerati. Piuttosto mescolateli con un l’aiuto di un bar spoon (cucchiaini dal manico lungo) in modo da preservare la consistenza densa e setosa del superalcolico. Discorso diverso se il vostro cocktail è a base di agrumi (succo di limone o lime) o di latte: in questo caso potrete shakerare vigorosamente insieme al ghiaccio.
  8. Cambiate i passaggi della ricetta. A differenza delle ricette di piatti salati, in cui qualche modifica a ingredienti e dosi è gestibile, per i cocktail il rigore nel rispetto dei passaggi deve essere maniacale. Qualora sbagliaste la proporzione degli ingredienti o ne sostituiate alcuni non sarete di certo aiutati dall’aspetto poco invitante del cocktail: il vostro drink rimarrà fresco e allettante, salvo accorgervi dell’errore al primo sorso.
  9. Scegliete a caso il bicchiere del vostro drink. Alla fine della ricetta troverete senz’altro l’indicazione sul bicchiere più adatto in cui servire il vostro cocktail. Qualora, però, non ci sia nessun riferimento in tal senso, documentatevi in rete e, anche se non avete il bicchiere perfetto, cercate di trovarne uno che si avvicini almeno nella forma e nelle dimensioni.
  10. Tenete il vermouth a temperatura ambiente. Protagonista insostituibile di cocktail come il Manhattan o il Martini, il vermouth darà il meglio di sé solo se conservato perfettamente prima di essere utilizzato. Caratteristica distintiva di questo vino liquoroso di origine piemontese è la persistente aromaticità che non passa di certo inosservata. Il modo migliore per mantenerla intatta a lungo è quello di conservare il Vermut in frigorifero: solo così avrete dei cocktail perfettamente equilibrati.
  11. Esagerate con gli amari. Nonostante ci si orienti sempre sui soliti amari dal sapore delicato e dolce – come Aperol e Campari – preparare un cocktail con l’aggiunta di un amaro può rilevarsi molto rischioso. Ecco perché nelle ricette sono riportate sempre dosi piuttosto esigue (tre gocce o un cucchiaino). Siate, quindi, molto prudenti nell’aggiunta e nel caso stemperate con una quantità maggiore di sciroppo.

I Video di Agrodolce: Bloody Maria