Community Wine: il social network dedicato agli amanti del vino

11 Giugno 2020

Un vero e proprio social network dedicato agli amanti e ai professionisti del vino, Community.Wine è il progetto realizzato e lanciato in rete qualche settimana fa da Rimessa Roscioli. Completamente gratuita, la piattaforma è una sorta di Facebook specializzato, dove vignaioli, sommelier, ristoratori o semplici appassionati possono fare network, ma soprattutto approfondire le conoscenze in materia.

Una volta registrato, ogni utente può personalizzare il proprio account, stringere amicizie, iscriversi a gruppi tematici e partecipare alle discussioni sui forum. La parte più interessante tuttavia è quella didattica e informativa, la cosiddetta VinumVersity, con i video in doppia lingua che vedono protagonisti produttori ed esperti; un percorso tra vigne e cantine selezionate da Roscioli, il cui filo conduttore è l’unicità delle storie umane e i percorsi professionali che si celano dietro un’etichetta e che si intrecciano inevitabilmente con il territorio.

Ogni settimana sono caricati un paio di nuovi video (tra cui l’appuntamento fisso con lo streaming del giovedì) e un corso monografico con domande a risposta multipla con cui cimentarsi dopo la visione delle lezioni. Il sistema di punteggi e classifiche dà ulteriori stimoli, grazie anche alla possibilità di accumulare punti per ricevere bottiglie omaggio o voucher per le degustazioni.

Secondo Alessandro Pepe, fondatore e sommelier della Rimessa Roscioli, la community non è altro che la trasposizione in digitale della mission del locale di via del Conservatorio, nel cuore di Roma. “La Rimessa è sempre stata un luogo di incontro fra appassionati con in comune la voglia di crescere e divertirsi”. Un’idea nata tempo fa e concretizzatasi in questo periodo di stop forzato ma che punta a rimanere un riferimento di cultura enologica anche dopo il tanto agognato ritorno alla normalità.

I nostri Per-Corsi nascono con l’intento di riportare il vino al suo ruolo di connettore sociale, di veicolatore di storie, paesaggi, culture e persone, per arrivare poi alla bottiglia, mettendo al centro il percorso e le persone che portano all’etichetta e non il contrario” aggiunge Pepe. I risultati sembrano dare ragione a questo approccio: dopo la prima settimana erano già più di 500 gli iscritti.

I Video di Agrodolce: Bavarese al cioccolato