La mensa aziendale diventa diffusa e contactless

12 Giugno 2020

La riorganizzazione del mondo lavorativo è una delle tante conseguenze dell’emergenza Coronavirus e si sta concretizzando in modi diversi, su più fronti. la sicurezza è fondamentale ovunque, a partire dalle classiche mense aziendali La sicurezza deve regnare sovrana ed è quindi necessario che anche il concetto di mensa aziendale passi attraverso una sorta di rivoluzione. Gli ingressi scaglionati e l’estensione degli orari di apertura, finalizzati ad assicurare il distanziamento di almeno un metro, figurano fra le misure più diffuse. Così come la disposizione dei tavoli a scacchiera e la collocazione di dispenser automatici di sanificante per le mani. Ma l’obiettivo è quello di andare oltre, naturalmente grazie alla tecnologia. E proprio riconducibile ai mezzi tecnologici è la nascita della mensa diffusa, contactless e digitale. La cucina? Meglio che sparisca. Le file coi vassoi fra le mani? Non vanno più bene. Prendono forma alternative che promettono alta qualità a fronte di un rischio pari a zero.

Il frigorifero smart e la mensa 4.0

Qualche tempo fa la food tech company milanese Foorban ha lanciato un nuovo modello di ristorante digitale: in poche parole, gli utenti possono ordinare tramite app o sul sito della stessa start up il loro pranzo per riceverlo dopo mezz’ora al massimo, caldo e fumante. L’idea è piaciuta anche a diverse aziende, che di conseguenza hanno preferito eliminare la cucina tradizionale, permettere ai dipendenti di prenotare il proprio pasto comodamente, dalla scrivania, e poi consumarlo nelle apposite aree.

Attualmente Foorban sta collaborando proprio con alcuni clienti per mettere a punto un frigorifero smart e progettare le mense 4.0. Il frigorifero è destinato a diventare una base di pickup e i dipendenti troveranno al suo interno gli alimenti prescelti. La mensa 4.0 sarà una sala attrezzata con grandi vetrine refrigerate dalle quali prelevare i pasti freschi, già confezionati in monoporzione, senza dover affrontare code e assembramenti. “Anche le aree di ristoro – ha spiegato Marco Mottolese, CEO e cofounder di Foorban – allestite in prossimità dei punti di pickup possono trasformarsi all’occorrenza in postazioni di lavoro aggiuntive, per favorire il distanziamento sociale”.

La risposta di Elior Italia

Foorban non è l’unica realtà scesa in campo. Ce ne sono altre, fra cui Elior Italia, ideatrice di Food 360, ovvero un ristorante aziendale chiavi in mano, privo di cucina e personale. Anche in questo caso, i dipendenti consultano un menu digitale – tramite l’app JoyFood – e fanno il proprio ordine; poi lo trovano all’orario stabilito in un pack monouso completo di accessori, dentro una vetrina intelligente refrigerata. Bisogna disporre di un microonde per portare il cibo alla giusta temperatura, ma l’apparecchio è compreso nel servizio quindi il problema non si pone. Per amor di precisione, facciamo presente che Elior si dedica alla definizione di questo servizio da un paio d’anni, quindi da molto prima che scoppiasse la pandemia.

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