Esposizioni gastronomiche: 10 curiosi musei dedicati al cibo

15 Giugno 2020

A causa del Coronavirus i musei di tutto il mondo hanno spalancato le proprie porte ai visitatori anche virtualmente. Grazie a una maggiore attenzione mediatica sono emerse delle vere e proprie chicche per i foodies di tutto il mondo. Una di queste è la Biblioteca del lievito madre di Sankt Vith, in Belgio. In un’epoca di panificatori folli, potrebbe presto diventare la Mecca di molti. Ma non è l’unico: il mondo è pieno di musei dedicati al cibo.

  1. Biblioteca del lievito madre (Sankt Vith, Belgio). Attivo dal 2013, questo museo archivia i lieviti madre. Si trova al Centro per il sapore del pane creato da Puratos, un’azienda specializzata in prodotti per panettieri e pasticceri. In pratica si tratta di una stanza con una serie di frigoriferi dove, ad oggi, si trovano 125 lieviti madri da 25 nazioni diverse. Ogni due mesi tutti i barattoli sono aperti i lieviti nutriti con la stessa farina usata dai loro creatori originari. Tutto è nato grazie a un panettiere siriano che ha chiesto alla Puratos di conservare il suo lievito madre. I figli non lo volevano più usare, sostituendolo con quello industriale. Il primo lievito madre ad entrare ufficialmente nell’archivio viene da Altamura, in provincia di Bari, centro noto per il celebre pane DOP e Presidio Slow Food. L’unico impegno dei conferitori è quello di fornire la farina o altri ingredienti con cui hanno alimentato i propri lieviti. Si può fare un tour virtuale del museo, cliccando su questo link.
  2. Alimentarium Museum (Vevey, Svizzera). L’Alimentarium Museum è stato il primo al mondo dedicato al cibo. È nato nel 1985 per volontà di Nestlè in un edificio rappresentato da una gigantesca forchetta, installata nel Lago di Ginevra, nelle sue vicinanze. Il museo ruota tutto intorno all’educazione alimentare e agli strumenti di produzione. Tra i reperti più importanti c’è una rotella taglia-impasto del 1800 e uno stampo per cioccolato a forma di maggiolino risalente al 1925. Quest’ultimo era legato all’usanza di offrire oggetti di queste fattezze ai bambini, per celebrare il ritorno della bella stagione. Si può visitare anche online.
  3. Musei del Cibo (Parma, Italia). A Parma si trova il Museo dei musei dedicati al cibo. Si tratta di sei gallerie tutte dedicate alle eccellenze locali: si va dal Museo del Prosciutto di Parma a quello del Parmigiano Reggiano, passando per il Museo del Pomodoro, della Pasta, del Vino Parmense, del Salame Felino è un museo di musei. Come scriveva Massimo Montanari nel volume I Musei del Gusto dell’Emilia Romagna, “Questi musei testimoniano la cultura del lavoro che da sempre sostiene le necessità quotidiane dell’uomo e anche i suoi piaceri, giacché non sta scritto da nessuna parte che il bisogno non possa accompagnarsi al piacere; che la storia della fame sia altra cosa dalla storia della gastronomia“.
  4. Museo della patata canadese (Prince Edward Island, Canada). Le patate coltivate su quest’isola attirano turisti da tutto il mondo. Nel Museo della Patata Canadese è possibile vedere la più ampia collezione di macchinari destinati alla coltivazione e lavorazione del tubero, nonché la più grande scultura ad esso dedicato. Le patate hanno interessato molti filantropi, che gli hanno dedicato altre esposizioni come il Museo della patata dell’Idaho e il Museo della patata fritta di Bruges che lancia un inquietante interrogativo: “Qual è il segreto delle patate fritte perfette?” Ancora oggi è difficile dare una risposta.
  5. Museo della Liquirizia (Rossano, Italia). Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli è situato all’interno di una residenza storica e offre la possibilità di osservare tutte le fasi di lavorazione artigianale della liquirizia, con tanto di degustazione finale tra le numerose varietà. Ci sono le radici e la liquirizia gommosa, quella alla menta e quella al cioccolato. Da non perdere il favoloso liquore.
  6. Cup Noodles Museum (Yokohama, Giappone). Il Museo dei Noodles è stato creato dalla Nissin, colosso dei ramen giapponesi. L’obiettivo è restituire un’esperienza colorata, ironica, con animazioni video che illustrano le fasi di lavorazione del prodotto. Nell’Instant Noodles History Cube è possibile ammirare oltre 3.000 confezioni di spaghetti istantanei. Inoltre, c’è la possibilità di mettere le mani in pasta nella fabbrica interattiva, per creare la propria, personalissima ciotola di noodles
  7. Udon Museum (Kyoto, Giappone). Restiamo sempre in terra nipponica, spostandoci a Kyoto, dove è celebrato un altro importantissimo piatto nazionale: gli udon. Ma non solo. Infatti, nell’Udon Museum si approfondisce tutto l’argomento spaghetti, esplorando le varietà regionali, che sono 35.
  8. Kimchi Museum (Seoul, Corea del Sud). Si tratta dell’unico museo dedicato al cibo nel Paese, ma negli ultimi 20 anni ha attirato oltre 100.000 visitatori. Qui il kimchi è una cosa seria. C’è persino una biblioteca dedicata a questo prodotto ed è possibile seguire dei corsi per imparare a prepararlo.
  9. Museo del cibo bruciato (Virginia, Stati Uniti). In Virginia è custodita la più grande collezione di fallimenti culinari del mondo. Si tratta del Burnt Food Museum, il museo del cibo bruciato, creato da Deborah Henson-Conant. Un asso nella sua materia – tanto da essere definita la Jimi Hendrix dell’arpa – non deve essere altrettanto brava con i fornelli. Ma è una bravissima guida: infatti nel museo vi guida lei in persona.
  10. Museo del cibo disgustoso (Los Angeles, Stati Uniti). In questo museo sono esposte 80 tra le più rivoltanti prelibatezze mondiali. Si va dalla carne di squalo marcia (amatissima dagli islandesi) alle cavie peruviane arrostite. C’è anche il nostro Casu Marzu, insieme a un pene di toro crudo. L’idea è nata dalla voglia di sfidare le persone e la loro percezione di ciò che è commestibile e ciò che non lo è.