Eurovo: le donazioni non si fermano

18 Giugno 2020

Nel pieno dell’emergenza Coronavirus, Gruppo Eurovo ha donato l’equivalente di oltre 1.500.000 uova in ovoprodotti e uova in guscio per aiutare Banco Alimentare a garantire aiuti alimentari a numerose famiglie in difficoltà. Lo scorso aprile ha stanziato 100.000 euro per sostenere le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) di Imola impegnate ad assistere a domicilio pazienti colpiti dal virus e donato due ecografi all’Ospedale di Lugo (RA) e all’Ospedale di Trecenta (RO). In questi giorni si è invece schierato al fianco della Croce Rossa della città di Roma per combattere una nuova battaglia: quella contro la crisi alimentare causata dal lockdown.

Oltre trentamila uova per le famiglie romane

Per essere più precisi, Gruppo Eurovo ha offerto oltre 30.000 uova che saranno distribuite in questo mese di giugno fra 1.280 famiglie residenti nei municipi 13 e 14: “Anche se l’emergenza sanitaria sta lentamente rientrandogli effetti economici negativi del lockdown sono ancora presenti è il commento del presidente Siro Lionello – gli effetti economici negativi del lockdown sono ancora presenti e per molte persone e famiglie d’Italia le difficoltà non stanno certo svanendo, tutt’altro. Serve tenere alta la guardia sotto diversi punti di vista, per questo motivo abbiamo scelto di offrire il nostro sostegno alla Croce Rossa di Roma”. Felice Pistoia, che invece presiede il Comitato 13 e 14 di Roma della Cri, riferisce di una “crisi sociale senza precedenti sul territorio”; fa sapere che sono migliaia le famiglie costrette a chiedere all’associazione supporto e beni di prima necessità. Il nuovo allarme è di certo meno visibile, ma non meno preoccupante: “Per questo motivo – aggiunge Pistoia – confidiamo nell’operato sinergico di tutte le persone e aziende di buona volontà”.

Un dono nel segno della sostenibilità

Gruppo Eurovo ha deciso di operare non soltanto nel segno della solidarietà ma anche in quello della sostenibilità territoriale e ambientale. Le uova consegnate alla Croce Rossa sono infatti le Naturelle Km 0, deposte e raccolte in allevamenti situati nelle campagne laziali e confezionate in un unico centro di imballaggio che ha sede ad  Ariccia. Operando in quest’ottica di filiera corta si valorizza il patrimonio agroalimentare regionale; con un ritorno circolare, è il Lazio stesso a produrre la materia prima e “sostenere con essa – sottolinea Lionello – la propria comunità”. La ripartenza economica deve passare anche da simili ragionamenti.

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