Sicilia: 7 nuove aperture per l’estate 2020 tutte da scoprire

1 Luglio 2020

Il settore della ristorazione e del turismo, con tutto l’indotto generato, è senza dubbio uno dei più colpiti a seguito dell’emergenza sanitaria. In questa stagione estiva appena cominciata – in cui si prediligono gli spazi all’aria aperta e gli operatori hanno adottato le misure di sicurezza necessarie – arrivano segnali di speranza e ottimismo per il futuro.

In Sicilia lo chef 2 stelle Michelin Pino Cuttaia ha inaugurato Uovo di seppia Mare, un nuovo progetto di cucina inserito nel paesaggio marino di Licata, luogo d’ispirazione per il grande maestro siciliano dove nascono molti dei suoi celebri piatti. E sempre in provincia di Agrigento è approdato un altro protagonista della ristorazione italiana, Giancarlo Perbellini, con un locale di pochi fronzoli in un contesto di assoluta tranquillità, ovvero quello della spiaggia di Bovo Marina a Montallegro. Il nome Locanda Perbellini al Mare fa eco agli altri due bistrot dello chef, a Milano e a Verona. Il format è lo stesso così come la filosofia, in tavola però questa volta ci sono i sapori della Sicilia.

Voglia di mettersi in gioco anche per lo chef Alessandro Ravanà (in foto) – si dice che proprio dai momenti di crisi nascono le idee migliori – con Le Boccerie, ristorante ispirato alla semplicità e alla concretezza, ubicato nel centro storico di Agrigento. C’è poi chi durante i mesi di lockdown si è preparato a nuove sfide, come Carmelo Chiaromonte, istrionico cuoco errante siciliano che ha deciso di mettere radici a Donnalucata con un ristorante tutto suo, Caro Melo. Sempre nel versante orientale segnaliamo Hostaria Palazzolo, un ambizioso progetto di promozione del territorio pensato dallo chef Raimondo Mendolia: nel weekend gli ospiti potranno abbinare, al pranzo o alla cena, una passeggiata (in collaborazione con una guida locale) tra i vicoli incantati di Palazzolo Acreide, borgo gioiello tra i più belli d’Italia.

Novità anche a Noto dove lo chef Marco Baglieri (in foto) ha preso in mano il timone di Battimandorlo, una raffinata dimora di campagna che quest’anno aprirà il suo ristorante anche agli ospiti che non soggiornano nella struttura. anche noto e palermo si riempiono di novità Infine chiudiamo questo giro dell’Isola con una tappa a Palermo. Il capoluogo siciliano riparte dal mare con Molo Sant’Erasmo, new entry fortemente voluta dal giovane imprenditore Saverio Borgia. A causa della pandemia ha dovuto interrompere, per diversi mesi, i lavori di ristrutturazione del nuovo ristorante di pesce che aprirà i primi di luglio sul water front cittadino. Ecco nel dettaglio i sette nuovi locali siciliani dell’estate 2020 a cui si aggiunge il nome di un giovane talento che, conclusa un’importante collaborazione professionale in una cucina tristellata, ritorna felicemente nella sua Milazzo.

  1. Uovo di seppia Mare – Licata (Agrigento). Il 26 giugno Pino Cuttaia – chef bistellato e presidente dell’associazione Le Soste di Ulisse – ha aperto un nuovo spazio al lido Miramare, lo storico stabilimento balneare di Licata. Il nome è Uovo di seppia Mare e propone una cucina semplice e improntata sulla sostenibilità, tema assai caro a Cuttaia che qui ha deciso di riproporre in versione pop alcuni dei cavalli di battaglia del ristorante La Madia. Accanto ai piatti iconici anche le nuove creazioni che portano avanti il tema della cucina domestica di alta qualità, fatta di ingredienti semplici, talvolta considerati poveri, ai quali lo chef ha saputo dare valore e dignità, contribuendo a valorizzare tutta la filiera produttiva. Il menu proposto si ispira allo svago e alla vacanza estiva trascorsa in riva al mare. Gli ingredienti utilizzati sono siciliani, di alta qualità e sostenibili, mentre il mare diventa uno sfondo prezioso che alimenta una cucina fatta di memoria, racconti, profumi e sapori. “Uovo di seppia Mare si intreccia fortemente con l’elemento marino e vuole essere parte integrante della comunità e dell’ambiente – afferma Cuttaia – prendendosi cura di tutti e avvicinando le persone alla cucina, in un connubio di sentimenti e memorie. Questo nuovo locale si propone come luogo ed esperienza in cui sentirsi parte del nostro mare, riscoprendone il valore ambientale e godendo dei suoi sapori, vivendolo emotivamente nei momenti di evasione dalla routine quotidiana”.
  2. Locanda Perbellini al Mare – Bovo Marina (Agrigento). Nuova avventura per lo chef veronese Giancarlo Perbellini che lo scorso 20 giugno ha inaugurato in Sicilia la sua Locanda al mare. Un’ex trattoria a gestione familiare sulla spiaggia di Bovo Marina, in provincia di Agrigento, immersa nella Riserva Naturale di Torre Salsa. Ristrutturato e pensato per il paesaggio che lo ospita, il locale è realizzato interamente in legno e vetro, nel rispetto della biodiversità del territorio. Cinquanta i coperti tra l’interno e l’ampio plateatico esterno nel rispetto delle norme di sicurezza, che una volta rientrata l’emergenza sanitaria diventeranno ottanta, e un’offerta gastronomica diversificata: “A cena proporremo un menu vero e proprio – afferma Perbellini – mentre a pranzo il cliente avrà a disposizione una rosa di 10 proposte tra cui non mancheranno piatti di pasta, insalate e secondi di pesce, mentre abbiamo escluso la carne, ma solo per il pranzo. Al mare le persone vogliono sentirsi libere e Locanda nasce da un’idea molto democratica con piatti che rispettano il luogo dove siamo”. Gli ospiti del bistrot avranno l’opportunità di vivere una doppia esperienza: lo chef ha infatti creato una sinergia con il resort Luna Minoica che propone, per tutta l’estate, diverse tipologie di pacchetti soggiorno in abbinamento alla Locanda Perbellini al Mare.
  3. Le Boccerie – Agrigento. Archiviata la parentesi di Salmoriglio, lo chef Alessandro Ravanà riparte con un nuovo ristorante, Le Boccerie, inaugurato lo scorso 26 giugno nella centralissima via Atenea di Agrigento. Si tratta di uno spazio laboratoriale improntato su un’idea di cucina in perfetto equilibrio tra sperimentazione e memoria. La formula del locale è all day long: da mattina a sera una proposta diversificata dove assaggiare pane, conserve in vetro, salumi contadini, formaggi dei pascoli locali, pasta fresca, l’olio extravergine (c’è un’apposita carta dedicata) e i vini naturali. “Ritrovare i sapori naturali, lavorare gli ingredienti tirando fuori il potenziale di ogni elemento nella massima semplicità”, descrive così la sua nuova avventura lo chef che per il servizio di sala si affida al garbo e all’esperienza della moglie Alessandra Zambuto. Al banco della bottega è poi possibile acquistare i prodotti freschi confezionati, firmati dallo stesso Ravanà, da consumare in sala o da portare a casa. Grande protagonista del menu è la pizza, ottenuta con un mix di farine autoctone siciliane. All’asporto è invece dedicato un menù ad hoc, il “prendi e porta via”, con ingredienti selezionati e facili da assemblare, per un risultato finale di sicuro successo.
  4. Caro Melo – Donnalucata (Ragusa). Dopo anni di cucina errante, trascorsi tra consulenze per la ristorazione, eventi privati e studi di approfondimento, lo chef Carmelo Chiaromonte giunge a una nuova fase del suo percorso professionale e di vita. I mesi di confinamento a causa del Covid, hanno rafforzato in lui l’esigenza di stabilità e così, lo scorso 12 giugno, ha aperto al pubblico Caro Melo, un’osteria rituale – per usare le parole dello chef – ricavata da un’ex trattoria vicino la spiaggia di Donnalucata, il borgo marinaro di Scicli. Solo una ventina circa di coperti per questo locale intimo e informale dove regna la semplicità e il rapporto diretto con gli ospiti. Essenzialità anche nel menu con pochi piatti e una selezione di vini naturali che ruotano a cadenza settimana. I prezzi sono contenuti e la qualità è garantita dalla scelta di fornitori di fiducia come il miele di Andrea Paternoster, il pollame di Aja Gaia di Ciccio Sultano e l’olio extravergine di tonda iblea, la principale cultivar della zona.
  5. Hostaria – Palazzolo Acreide (Siracusa). Arte, cibo e cultura sono le tre chiavi di lettura attraverso cui si snoda il racconto gastronomico dello chef Raimondo Mendolia che il 12 giugno ha tagliato il nastro di Hostaria Palazzolo. Il ristorante propone le ricette tipiche della cucina iblea, caratterizzata da sapori montani di tartufo e salsiccia per cui è famosa Palazzolo Acreide, insieme a un’ampia offerta di proposte a base di pesce e piatti regionali, frutto della grande esperienza maturata dallo chef in giro per l’Italia. Le materie prime utilizzate in cucina sono sempre di alta qualità, tutte sapientemente mescolate per dare vita ad accostamenti originali ed emozionali. Ogni singola portata si trasforma così in esperienza culturale, attraverso un racconto che fa propria l’arte barocca dei palazzi storici e delle chiese settecentesche della bella Palazzolo. Nel terrazzino esterno la vista richiama al palato l’atmosfera della Sicilia d’altri tempi. Negli spazi interni del locale, adeguati alle norme di sicurezza, rivive invece l’atmosfera intima e semplice della vecchia trattoria dove il cibo è protagonista di un racconto corale che regala bocconi di cultura ad ogni assaggio.
  6. Battimandorlo – Noto (Siracusa). Una raffinata dimora di campagna all’interno di una tenuta di 7 ettari coltivata a mandorli, ulivi e agrumi secondo il metodo biologico. Da quest’anno il piccolo ristorante di Battimandorlo, circa 20 posti a sedere, porta la firma dello chef del Crocifisso di Noto, Marco Baglieri, che qui valorizza le sue radici con una cucina siciliana che torna alle origini, senza dimenticare la lezione di leggerezza ed eleganza appresa negli anni. Novità del 2020 l’apertura a cena del ristorante anche agli ospiti esterni (su prenotazione). Una cucina che parte dalla conoscenza e dal valore degli ingredienti territoriali, dai piatti della memoria, dalle ricette tramandate come patrimonio di famiglia e di territorio. Tra i piatti presenti nel menu, che comunque si rinnova continuamente sulla base della stagionalità, ci sono gli arancini di melanzane con crema ragusano, la “Ghiotta” di verdure e ventresca di Tonno, il biscotto di scaccia ragusana, ricotta e triglia, la guancia, topinambur e verdure di campo, gli spaghetti burro, bottarga e lime.
  7. Molo Sant’Erasmo – Palermo. Mancano ormai pochi giorni all’apertura – prevista per i primi di luglio – del ristorante Molo Sant’Erasmo, la new entry dell’estate palermitana. L’idea è di Saverio Borgia, già fondatore del brand Bioesserì insieme al fratello Vittorio. Il nuovo locale proporrà una cucina di pesce contemporanea che, attraverso sapori autentici e diretti, vuole far riscoprire ai palermitani quella parte di città, la costa sud, di cui sembravano essersi dimenticati per molti anni. Il recupero del porticciolo di Sant’Erasmo – dove resiste ancora una piccola comunità di pescatori e dove la foce del fiume Oreto incontra il Mediterraneo – si inserisce nel più ampio intervento di riqualificazione del water front di Palermo, voluto dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. Molo Sant’Erasmo sarà una realtà giovane che darà lavoro a tanti giovani, segnale importante per un settore che sta ancora pagando le conseguenze della crisi Covid: “in un periodo in cui le condizioni economiche sono difficili per tutti – afferma Saverio Borgia – questo progetto porterà 25 nuove assunzioni a Palermo, un piccolo ma concreto segnale di ripartenza che può significare molto in questo clima di sfiducia“.

Infine segnaliamo il rientro in Sicilia di Dario Pandolfo, giovane di talento (classe 1991) che dopo quattro anni nella cucina del St. Hubertus a San Cassiano in Badia – il ristorante tristellato dello chef Norbert Niederkofler – torna nella natia Milazzo, la porta delle Eolie, per prendere le redini del ristorante del Ngonia Bay, un boutique hotel incastonato in una baia incontaminata del versante tirrenico della provincia di Messina.

Fin dalla riapertura, avvenuta lo scorso 26 giugno, Pandolfo ha voluto puntare su un progetto di cucina territoriale, prediligendo i prodotti della filiera corta di contadini, pescatori e allevatori virtuosi siciliani. “Cercare l’originalità nelle origini e intendere il valore della materia prima come il più grande lusso – afferma il giovane chef – è la mia filosofia di cucina. La perfezione si ottiene solo grazie ad un’altissima qualità dei prodotti, alla conoscenza delle tecniche di cottura e a un modo di cucinare totalmente che sia naturale”.

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