Mascherine biodegradabili ottenute dal caffè: l’idea vietnamita

6 Luglio 2020

L’emergenza Coronavirus ha reso le mascherine oggetti di uso quotidiano: ormai le portiamo perennemente con noi, come le chiavi di casa e il cellulare. Il mondo della moda strizza l’occhio a questo fenomeno, cavalca l’onda proponendo modelli sempre più glamour ed esteticamente accattivanti. Ma c’è una proposta che arriva dal Vietnam, batte tutte quanto a originalità e si basa anche su un nobile intento: ridurre la produzione di plastica e rifiuti riconducibile proprio all’utilizzo delle mascherine monouso. La materia prima? Il caffè.

Una mascherina ecologica

ShoeX è un’azienda calzaturiera vietnamita fondata da meno di un anno che ha già catturato l’attenzione a livello mondiale lanciando sul mercato le scarpe ecosostenibili prodotte con il caffè. La crisi sanitaria e la necessità di utilizzare dispositivi di protezione individuale ha spinto le menti della compagnia a cimentarsi con un curioso esperimento: proprio i chicchi di caffè sono stati utilizzati per realizzare la mascherina AirX. Unica nel suo genere, è biodegradabile, antibatterica, antimicrobica, vegana al 100 per cento e anche riutilizzabile. Un piccolo strumento per tutelarsi dal rischio di contagio evitando, al contempo, di danneggiare ulteriormente l’ambiente.

Com’è fatta

Per andare più nel dettaglio, la mascherina AirX è caratterizzata da due livelli di protezione, cioè da uno strato esterno fatto con un filato di caffè e un filtro interno realizzato sia con caffè che con nanoparticelle di argento. L’argento colloidale è noto da tempi assai remoti per le sue proprietà antibatteriche, disinfettanti e igienizzanti; è considerato da sempre un ottimo rimedio contro virus, funghi e batteri. La mascherina si può lavare tranquillamente, il filtro deve essere sostituito dopo 30 giorni (e nel frattempo non è necessario lavarlo).

Un obiettivo ambizioso

AirX – ha dichiarato Thanh Le, fondatore di ShoeX – non è solo un mezzo per aiutare a prevenire la diffusione del Coronavirus, ma preserva anche il pianeta”. Fervono i lavori per incrementare ulteriormente l’efficacia della mascherina e farle rientrare nel terzo livello, ovvero nella categoria Ffp3 (o N95); stiamo parlando delle migliori, capaci di filtrare almeno il 95 per cento delle particelle sospese nell’aria. In attesa di raggiungere l’ambizioso obiettivo, l’azienda ha fatto sapere di poter produrre già diecimila pezzi al giorno.

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