In provincia di Udine c’è il primo birrificio condiviso

10 Luglio 2020

C’è una novità che di certo catturerà l’attenzione dei beerlovers: è nato il primo birrificio artigianale condiviso. Un’audace iniziativa del Birrificio 620 Passi, che ha sede a Marano Lagunare, piccolo centro in provincia di Udine, e che fin dalla nascita – era il 2015 – opera nel segno della sostenibilità. Il team, che comprende il Mastro Birraio (nonché fondatore dell’azienda) e 3 ingegneri, ha deciso di intraprendere il percorso “per diventare – si legge sul sito ufficiale – una Pmi innovativa, che certifica il software che permette di monitorare continuamente le nostre performance ambientali. Abbiamo deciso di condividere con tutti Voi questa bellissima esperienza”.

L’obiettivo e i vantaggi

Il Birrificio 620 Passi mira a portare in Italia un modello commerciale relativo al settore della birra artigianale già sperimentato con successo in altri Paesi europei e non. Si tratta di creare una community di appassionati da coinvolgere direttamente nell’attività e che possano godere di una serie di vantaggi fra cui l’accesso a condizioni esclusive (cioè sconti) per l’acquisto della birra e la degustazione in anteprima dei nuovi prodotti. Inoltre, e questo è un passaggio chiave, ogni socio “avrà in mano delle quote dell’azienda e potrà beneficiare del successo che raggiungeremo insieme”.

Altri motivi per investire? Il birrificio fa un elenco dettagliato e schematico: business ad alta redditività (le birre artigianali rendono più di quelle industriali), modello produttivo facilmente scalabile (l’aumento della produzione si ottiene tramite l’acquisto di  semplici tini in acciaio per la fermentazione e maturazione della birra), potenzialità del mercato (che è in costante crescita), multi-canalità delle vendite (si pensi al boom dell’e-commerce generato dal lockdown, che ha ridefinito le modalità di acquisto).

Come si diventa soci

Su CrowdFundMe è partita la campagna di equity crowdfunding: per diventare soci occorre semplicemente acquistare piccole quote, l’investimento minimo è pari a 250 euro. L’obiettivo minimo di raccolta equivale invece a 80 mila euro, cifra che servirà ad acquistare un nuovo impianto di confezionamento (bottiglie e/o lattine); l’obiettivo massimo è di 300 mila euro e, se lo raggiungerà, l’azienda potenzierà la propria attività di marketing al fine di far conoscere meglio il brand e le sue peculiarità operative e finanzierà in tempi brevi la produzione di 3.000 hl. Importante sottolineare che gli investitori potranno detrarre il 50 per  cento di quanto versato dalle imposte, proprio grazie allo status di Pmi innovativa della società.

I Video di Agrodolce: Ravioli ripieni di melanzane e provola