Mangiato da noi: Cornetti Stellati (Potì e Tortora a confronto)

13 Luglio 2020

Il Cornetto Algida è un gelato iconico. Talmente iconico che qualche anno fa si è deciso di rendere commerciabile la sua parte più amata (iconica anche questa), la punta. algida prosegue con le versioni stellate del suo iconico cornetto Negli anni tante varianti hanno iniziato a far parte del catalogo Algida: gusti classici come cioccolato, fragola, amarena, nocciola, caffè e poi via nelle lande dolci-salate del caramello, passando per il divertente Cornetto Sbagliato, per finire alle varianti attente alla salute come veggy e senza glutine. Quest’anno poi è ritornato sulle scene il Magnifico, un capolavoro nostalgico che bramo ancora oggi. Durante l’estate del 2019 Algida si è però avventurata nell’alta cucina, chiedendo uno spunto creativo a Isabella Potì di Bros: è così nato il primo Cornetto Stellato. Per il 2020, un anno quantomeno particolare, il Cornetto è tornato con una nuova versione di un altro pastry chef: Andrea Tortora. Dato che il supermercato li aveva entrambi, in confezioni da 5, li ho comprati per metterli a confronto.

Ingredienti

Partiamo dagli ingredienti. Cosa contraddistingue ciascuna limited edition (che poi così limited in realtà non è)? La versione Potì recita: gelato alla panna e vaniglia, caramello salato all’uovo, gel di limone, biscotti e caramello, cioccolato bianco.

Nel Cornetto di Tortora, più classico, troviamo: gelato alla panna, cialda al cacao, gel di lamponi e cristalli scoppiettanti di zucchero al lampone. I Frizzy Pazzy, per intenderci. Non è la prima volta che sono accostati al gelato: l’aveva già fatto Andrea De Bellis in tempi non sospetti nella sua pasticceria di Roma.

Vista

Le scatole da 5 pezzi sono eleganti, di cartone spesso decorato con i colori di base delle due versioni: toni del giallo e dell’oro per Potì, nero e grigio per Tortora. Anche la carta dei gelati è personalizzata e riprende le nuance delle confezioni. Sul Cornetto Potì spicca il giallo acceso del gel di limone, cosparso di quadratini minuscoli di biscotto e caramello; la cialda rimane classica.

Il Cornetto Tortora ricorda un cono all’amarena con l’aggiunta dei suddetti cristalli color (e gusto) lampone. La cialda al cacao è ovviamente più scura, ma non quanto faccia intendere la confezione.

Gusto

Il Cornetto di Isabella Potì è goloso ma equilibrato: il gel di limone illumina l’assaggio e predomina giusto il tempo di amalgamare il boccone, poi si fonde con il gusto rassicurante della panna. I quadretti di biscotto e caramello sono abbastanza croccanti, quasi a sopperire alla mancanza dell’onda di copertura di cioccolato che solitamente fa da raccordo tra gelato e cialda (e alla quale li preferisco). Al centro c’è il caramello salato all’uovo: non percepisco né sapidità, né uovo, ma mi piace. Il finale con la punta al cioccolato bianco è perfetto.

La versione di Andrea Tortora è molto più classica, se escludiamo la leggerissima sensazione di zuccherini scoppiettanti. Un cornetto piacione con un trio già vincente in partenza (panna, lampone, cacao). Il gel di lampone spezza bene la ricchezza della panna che chiama un morso (o una leccata, a seconda del vostro stile) dopo l’altro. La cialda al cacao è godibile ed equilibrata, forse troppo: se volevate un finale super-cioccolatoso, cercate altrove.

Conclusioni

Li ricomprerei? Sì, entrambi. Non minacciano di spodestare il Cornetto Classico, ma arricchiscono la gamma con varianti che possono piacere a molti. Tra i due non ho preferenze, credo che ognuno abbia la sua occasione d’uso: più goloso quello di Isabella Potì, più elegante quello di Tortora. Aspettiamo il prossimo Cornetto Stellato!

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