A Milano Crocca può portare alla ribalta la pizza bassa e croccante

15 Luglio 2020

Negli ultimi anni Milano è diventata una succursale di Napoli e della Campania: tante (e molto buone) le pizzerie che propongono pizze di stampo partenopeo, a volte cilentano, in qualche occasione salernitano. Ma che fare se a voi la pizza con il cornicione alto e la pasta sottile e scioglievole non fa impazzire? Potete rivolgervi a locali storici come Coke vicino ai Navigli, rifugiarvi nella pizza al taglio oppure provare Crocca (via Galvano Fiamma, 4), nuova pizzeria in zona Risorgimento.

L’idea di “riportare in auge la pizza anni ’70 e ’80” è del team che ha ideato Pizzium, Marghe, Gelsomina e Giolina, locali che hanno avuto già grande successo in città. Il forno è elettrico, la farina (Petra) è del Molino Quaglia, la lievitazione dura circa 30 ore. Il risultato è una pizza che ricorda la sua sorella romana, anche se non raggiunge i livelli di sottigliezza a cui sono abituati nella Capitale.

Il menu – composto anche da proposte di cucina – è ampio, per una volta non in senso negativo: ci sono davvero tante varianti che stimolano gola e curiosità. Ne ho provate alcune, ma non potevo non assaggiare per prima la regina delle pizze. La Margherita di Crocca è profumata, gli ingredienti sono di qualità e parlano ognuno per sé, oltre a unirsi in armonia nel boccone: pomodoro San Marzano, fior di latte d’Agerola, olio extravergine di oliva, basilico; c’è anche una leggera spolverizzata di parmigiano.

Test d’assaggio anche per una pizza che è già tra le più amate: Salame di cinghiale e piselli. Il dosaggio degli ingredienti è misurato ma soddisfacente, non è una versione italica della sovrabbondante pepperoni pizza. L’unione di crema di piselli, fior di latte, salame di cinghiale e fonduta di provolone piccante è ricca, ma fa da buon complemento alla base croccante.

Capocollo e stracciatella è ormai talmente diffusa nelle pizzerie da essere quasi classica: la versione di Crocca è equilibrata, saporita, con la presenza della salsa di pomodorini gialli a completare (bene) il tutto.

Il resto della proposta si basa su pizze creative e pizze immancabili, con un fil rouge un po’ vintage che ci piace: romana, capricciosa, quattro formaggi, quattro stagioni, ortolana, tonno e cipolla. Le più insolite attirano lo sguardo e l’appetito, le proveremo alla prossima visita: crocchè di patate e bacon, patate e cavoli, polpette e taleggio. Completano la carta bruschette, primi che strizzano l’occhio a tutta la Penisola e dolci golosi. Da bere una selezione di birre industriali e artigianali e vini (anche al calice).

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