God Save the Gin: la Regina Elisabetta ha lanciato il suo distillato

18 Luglio 2020

Si dice che ogni giorno, nonostante i suoi 94 anni, a mezzogiorno la Regina Elisabetta sorseggi un bicchiere di gin e Dubonnet – tre parti del liquore francese, sette di gin, una spruzzata di lime e tanto ghiaccio – un’abitudine che avrebbe ereditato dalla Regina Madre. E si dice anche che Lilibeth sia solita utilizzare il gin per far brillare i suoi preziosissimi diamanti. Ora, finalmente, Queen Elizabeth può fregiarsi di avere un gin ufficiale tutto suo. Anzi, in realtà, di tutta la famiglia reale. In vendita sullo shop della Royal Collection Trust è infatti apparsa una delicata bottiglia azzurra etichettata come A small batch – Dry gin. Letteralmente, un piccolo lotto di gin secco.

Il gin della regina è prodotto con ingredienti colti Al momento il delivery è possibile solamente nel Regno Unitoa mano nel giardino di Buckingham Palace, che ospita circa 30 tipi di uccelli e 250 specie botaniche, alcune delle quali alla base del nuovo distillato: se ne contano 12, tra cui verbena odorosa, bacche di biancospino, foglie di alloro, foglie di gelso.“È perfetto per rinfrescarsi in estate – si può leggere nella descrizione fornita – il metodo di servizio consigliato è quello di versare una parte del gin in un bicchierino pieno di ghiaccio prima di rabboccare con tonico e guarnire con una fetta di limone”. La bottiglia, da 70cl, costa 40 sterline (circa 45 euro) e si può acquistare nei punti vendita del Royal Collection Trust (di prossima riapertura) oppure online, anche se per il momento il delivery è consentito soltanto nel Regno Unito. Un perfetto regalo per i fan della Regina, ma anche un ripiego per tentare di risolvere alcuni problemi legati al Coronavirus.

La decisione di produrre un gin ufficiale sembra infatti essere arrivata anche per sopperire ai magri introiti registrati negli ultimi mesi dalle casse reali, a causa della pandemia da Covid-19: le residenze reali, di solito assalite dai turisti, sono infatti rimaste chiuse a lungo. E disastrosi sono stati anche gli incassi per quanto riguarda il merchandising, con un buco stimato attorno ai 30 milioni di sterline.

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