13 fraschette chiuse in provincia di Roma causa coronavirus

21 Luglio 2020

La ripresa delle attività dopo il lockdown causa coronavirus è stata lenta e non esente da problemi. La concomitanza dell’arrivo dell’estate ha però facilitato la riapertura di parecchi locali garantendo spazi all’aperto in modo da ridurre i rischi di contaminazione e rasserenare clienti e proprietari. Tra le abitudini estive preferite dai romani c’è la gita fuori porta alle Fraschette dei Castelli, ma nello scorso weekend 13 delle 27 fraschette presenti ad Ariccia sono state chiuse in seguito ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine per mancato rispetto delle norme anti-Covid19.

Da quanto riportato da uno dei titolari coinvolti, nel suo caso la sanzione sarebbe scaturita a causa della falsa testimonianza di un gruppo di 5 persone riunite in un tavolo all’aperto: le proteste dei ristoratori non si sono fatte attendere nell’autocertificazione fornita dal locale si erano dichiarati tutti membri di un unico nucleo familiare, cosa invece smentita dalle forze dell’ordine. Le proteste dei ristoratori, che da parte loro assicurano di aver fatto il necessario per rispettare le regole, non sono mancate: “Siamo dal parere che sia giusto applicare le norme. Siamo sempre stati aperti al dialogo con il commissario prefettizio e con gli organi competenti – dice Maurizio Zamparini, titolare della fraschetta L’Osteria da Angelo – ma dopo tre mesi e mezzo di chiusura, in questo modo così repressivo, si rischia solo di ammazzare del tutto il commercio, il turismo, la tradizione e scoraggiare le visite degli avventori nella nostra cittadina”. La chiusura delle fraschette però, non è definitiva: da venerdì 24 luglio si potrà nuovamente mangiare le tipicità del luogo.

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