3 picnic in Alto Adige provati per voi

27 Luglio 2020

Quest’estate il nuovo modo di mangiare all’aperto è il picnic. Nel cesto niente panini stantii o insalate di riso svuotafrigo ma solo prodotti locali e d’eccellenza. Almeno così lo propongono i ristoratori dell’Alto Adige che, complici prati e boschi incontaminati che caratterizzano la regione, hanno trovato nel picnic una valida alternativa alle restrizioni post-Covid. Per avere una visione d’insieme ne abbiamo provati 3. Il primo è quello della famiglia Santer con location mozzafiato sopra il lago Braies; a seguire lo stellato dello chef Chris Oberhammer del Tilia di Dobbiaco mentre il terzo è del maso Pralongiá sull’altipiano tra Corvara, La Villa e San Cassiano.

  1. Il pic chic del Romantik Hotel Santer. La famiglia Santer opera nel mondo dell’ospitalità dal 1860 con la struttura omonima a Dobbiaco (Alemagnastr, 4). Quando hanno dovuto pensare a un picnic da offrire ai propri ospiti, hanno deciso che avrebbe dovuto essere un’esperienza unica. Così il luogo prescelto è la baita di caccia privata della famiglia situata in un alpeggio nei pressi del lago Braies nel cuore delle Dolomiti. E proprio dal lago, dopo una romantica gita in barca remi, si parte per una camminata che porta direttamente in baita. Quello del Santer è un pic chic composto da proposte di altissima qualità. Il kaminwurze, il salamino affumicato tipico tirolese, è prodotto con la carne delle bovine Longhorn a pelo lungo scozzesi allevate dalla famiglia unita allo speck di Nocker, riconosciuto dalla Deutsche Landwirtschafts-Gesellschaft (Società Tedesca Indipendente per l’Agricoltura) come migliore dell’Alto Adige. Il formaggio è il Toblacher del caseificio Tre Cime, riconoscibile per la caratteristica forma a parallelepipedo, nato nel 1883 nella prima Latteria Sociale di Dobbiaco. Ad accompagnare salumi e formaggi lo schüttelbrot, un pane croccante a base di farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie, vino rosso della zona e succhi di mela.
  2. Picnic stellato al Tilia. Chris Oberhammer è lo chef del ristorante, 1 stella Michelin, Tilia di Dobbiaco (via Dolomiti, 31/b). Nella sua cucina, che gestisce da solo, solo prodotti del territorio e in particolare dei contadini di Mons. Il progetto Mons, dal latino montagna, è stato implementato dallo stesso Oberhammer per valorizzare i piccoli produttori locali e si esplicita in un’area del sito web del Tilia dove i contadini sono presenti con una biografia e un e-commerce. I prodotti della rete Mons si trovano anche nelle preparazioni del picnic. Nello zaino del Tilia si trova, a seconda del menu, il pane di segale fatto in casa (schüttelbrot), lo speck di Nocker, il formaggio fresco alle erbe e il formaggio Fienum della latteria di Dobbiaco, il graukase (il formaggio grigio) con canederli, l’insalata di verdure con erbe alpine, farro biologico Waldmeisterhof con carne affumicata e senape e la torta Linzer (crostata con base di pasta frolla alla nocciola, arricchita con cannella, chiodi di garofano, limone e noce moscata ripiena di confettura di ribes e decorata con lamelle di mandorle). Per quanto riguarda le bevande: vino rosso dell’Alto Adige, caffè d’orzo, latte di fieno e succhi di stagione.
  3. Picnic in alta quota all’Ütia Pralongiá. Picnic sön munt è un’iniziativa che raggruppa 10 rifugi dell’Alta Badia con proposte enogastronomiche dell’Alto Adige, da gustare sdraiati su un prato a 2000 metri d’altitudine. Presso i rifugi aderenti all’iniziativa, è possibile ordinare il cestino contenente un menu, diverso in ogni baita, a base di prodotti del territorio e altre specialità locali. I cestini possono essere ordinati in anticipo, contattando il rifugio, oppure li si può ritirare direttamente, senza ordinazione, presso le baite partecipanti. In particolare, quello dell’Ütia Pralongiá è composto da formaggio fresco di capra, avvolto in speck croccante su insalatina e dressing al miele, prosciutto di cervo, crauti stufati e föies da soni (frittelle di patate), yogurt di malga con frutti di bosco e croccantino.

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