Siamo sicuri che mangiare all’aperto sia meglio per tutti?

27 Luglio 2020

Con l’arrivo dell’estate scegliere il locale giusto per pranzo o cena non è più solo una questione di menu. Anche gli spazi esterni, le terrazze e l’arredo dei dehors urbani possono fare la differenza. A volte, anche solo un tavolino sul marciapiede può dare l’illusione di essere già in vacanza. Ma alcuni fattori ambientali, indipendenti dal ristorante, possono spezzare l’incantesimo. Ecco quali sono gli effetti collaterali del mangiare all’aperto d’estate.

  1. Tra gli inconvenienti che possono turbare una cena o un pranzo all’aperto ci sono gli insetti. A meno che non si stia mangiando in un dehors munito di zanzariere o vetrate (che però attenuano il contatto con l’aria esterna), mosche e zanzare sono in agguato in ogni momento. Siamo dunque costretti a ricorrere a spray repellenti, che in alcuni casi possono persino danneggiare l’esperienza sensoriale fatta a tavola.
  2. Poi c’è lo smog. D’estate si scelgono tavolini immersi nel verde, ma non tutti i locali hanno a disposizione rigogliosi giardini o spazi protetti dal traffico e dai suoi effluvi venefici. Ecco che anche in una viuzza laterale può insinuarsi il tanfo dei gas di scarico, che potrebbero dare ai nostri piatti quel tocco di indesiderato affumicato. Se si vive in una grande città, si è ben consapevoli che questo fenomeno non si attenua nemmeno a ora di pranzo, quando in teoria tutti si fermano per uno spuntino. Forse è il caso di ripiegare su una saletta interna?
  3. A proposito di odori sgradevoli, non c’è solo lo smog a darci fastidio, ma anche il fumo di chi, contando sul fatto che si sta mangiando all’aperto, pensa che fumare non crei problemi agli altri. Sbagliato. Può capitare dunque che, per chi non fuma, il pasto sia condito anche dagli sbuffi aromatizzati al catrame dei tabagisti più accaniti, che non riescono a rinunciare a una sigaretta nemmeno davanti a un buon piatto.
  4. Il traffico porta con sé anche tanti rumori molesti. Stridio di gomme (e conseguente odore terribile di copertone bruciato), strombazzare di clacson, sferragliare di tram, rombo di bus e camion: la sinfonia dei trasporti cittadini può essere molto articolata e danneggiare quel piccolo momento di benessere che si cerca di ritagliarsi tra le pieghe stringenti della giornata.
  5. Sembra quasi un paradosso, ma uno dei più grandi problemi del mangiare all’aperto è il caldo. Sì, perché se nelle sale interne l’aria condizionata può darci l’illusione di non essere in un forno ventilato, all’esterno non abbiamo scampo. In più, il calore assorbito dall’asfalto del marciapiede può restituire quel paio di gradi in più di cui non avevamo affatto bisogno. Perché dunque mangiare, sbuffare e sudare solo per l’illusione di mangiare al fresco? In più, specie in questo periodo di strutture esterne improvvisate, potrebbe non esserci la necessaria protezione da vento e piogge. Così un acquazzone improvviso potrebbe diventare il vostro commensale indesiderato. Fatevi furbi e riparate verso l’interno del ristorante. Qui abbatterete un altro grande problema dei locali con gli spazi esterni: la confusione.
  6. Quando parliamo di confusione, non si deve solo pensare al traffico e al suo corredo sonoro. Infatti, ci sono anche le voci dei nostri vicini e a quelle di chi non sta mangiando accanto a noi, ma magari si sta muovendo nel parco o nella piazza dove il ristoratore ha sistemato i tavolini. I rumori di fondo, presenti e poco clementi verso il nostro momento di ristoro, possono costringerci ad alzare la voce per farci udire dal nostro commensale. La stessa cosa poi fanno gli altri avventori, aumentando esponenzialmente il rumore di fondo, che si somma a tutti gli altri suoni.
  7. Anche il servizio può risentire della scelta di portare i piatti verso tavoli esterni. Infatti, nel passaggio dal pass al cliente può succedere di tutto: moscerini che si posano sul cibo, polvere e altre microparticelle sospese nell’aria, una qualsiasi sgradevole cosa che vola dai balconi sovrastanti il dehors. Ancora sicuri che mangiare all’aperto sia una buona idea?

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