In camper tra i vigneti con Donne del Vino

29 Luglio 2020

Per l’estate 2020 la proposta delle Donne del Vino punta tutto sul turismo eco-sostenibile: la vacanza con sosta in camper su vista vigna, in pieno tema dell’anno dedicato a Donne, Vino e Ambiente. Da luglio, molte produttrici aprono le porte delle loro cantine ai turisti in caravan e camper per offrire loro la sosta di una notte fra i vigneti. È il progetto Donne del Vino Camper Friendly creato insieme al Touring Club Italiano che mira ad avvicinare la grande enologia a chi fa turismo itinerante e, tradizionalmente, intende il viaggio come una scoperta emozionante che lo porta a diretto contatto con la natura, i territori e le persone. 

Sono già oltre 50 le adesioni delle cantine camper friendly delle Donne del Vino: l’elenco completo si può trovare sul sito. L’iniziativa è divulgata anche sul sito del Touring Club Italiano e tramite una newsletter al cluster TCI riservato agli amanti del turismo itinerante. L’idea di unire ospitalità al femminile e camper è della donna del vino friulana Elena Roppa, che abbiamo intervistato per l’occasione, chiedendo a lei qualche informazione in più sul progetto Camper Friendly.

Come hanno affrontato le Donne del Vino il momento di lockdown e la situazione Covid-19? Che strategie sono state messe in atto per affrontare questo frangente?
Le Donne del Vino, imprenditrici agricole, ristoratrici e libere professioniste, dopo un primo normale spaesamento, come è successo a tutti, si sono reinventate velocemente per superare il periodo e mettere in campo nuove energie. Penso alle ristoratrici e a che ha attività agrituristica, che si è dotata di consegna a domicilio. Le aziende agricole, essendo settore primario, non possono fermarsi mai – anche perché la natura non si ferma, e quindi si lavora costantemente sia in campo che per offrire prodotti alle persone. Dal punto di vista della comunicazione, molte delegazioni regionali hanno attivato degustazioni o incontri virtuali utilizzando le piattaforme come zoom oppure le dirette di Facebook. La stessa Associazione Nazionale, durante tutto il periodo di lockdown, ha promosso video dalle vigne delle proprie associate. Un’altra iniziativa molto importante è legata al progetto FUTURE, formazione per le giovani generazioni che vogliono operare nel settore del vino. In questo caso, alcune Donne del Vino di tutta Italia hanno realizzato video tutorial che sono stati pubblicati sul canale youtube delle Donne del Vino.

Qual è la situazione attuale per le cantine italiane?
La situazione attuale per il mondo del vino non è semplice: da un lato il turismo del vino, che ha vissuto molti mesi di stop, dall’altro la commercializzazione del vino che ha visto difficoltà sia per il canale Horeca che per l’export. Ci troviamo, poi, alle porte di una nuova vendemmia e, questo non facilita sicuramente le scelte e le strategie imprenditoriali, visto che i magazzini non sono vuoti.

Qual è il punto di contatto tra il mondo del camper e il mondo del vino?
Il progetto Camper Friendly nasce dai bisogni e dalle richieste delle persone: nei mesi di lockdown, c’era comunque ottimismo per il futuro e le persone pensavano alle vacanze, ma sicuramente in modalità differenti alla stagione precedente. Il distanziamento sociale, come sappiamo, è ora una priorità. Accanto a questo, c’era anche una diffidenza delle persone verso il turismo tradizionale, nel quale si imponevano misure di sicurezza che si contrappongono al concetto di vacanza. Qual era quindi una soluzione interessante? Il turismo in libertà, che diventava un’opportunità anche per tantissime persone che fino all’anno scorso non avevano mai noleggiato un camper! A quel punto è stato logico voler proporre un’offerta turistica per questo trend in forte e rapida crescita. Noi Donne del Vino abbiamo colto questa opportunità.

Come è nata la collaborazione tra il Touring Club e le Donne del Vino?
Quando è nato il progetto Camper Friendly, la nostra associazione ha sondato i vari partner sul territorio che potevano essere utili allo scopo di diffondere la notizia ed informare il target interessato. È stato abbastanza naturale scegliere Touring Club, per i valori che ci accomunano quali serietà, professionalità e uno storico molto importante alle spalle. Touring Club ha, poi, una solida tradizione nella comunicazione al segmento dei turisti in libertà, sia in Italia che all’estero.

Nel 2020 l’enoturismo sembra confermarsi uno dei trend in crescita per il turismo e per il settore vitivinicolo: come mai?
Le aziende agricole e vitivinicole offrono ampi spazi all’aperto e quindi l’enoturismo al tempo del post-Covid19 può concretizzarsi più facilmente rispetto ad altre tipologie di turismo. Va detto, poi, che il turismo del vino e in generale il turismo enogastronomico è una realtà consolidata e quindi oggi ha numeri davvero molto importanti. Nato come branca del turismo culturale, ha oggi una fisionomia a sé stante e non è più appannaggio di un turismo esclusivamente d’élite. Trekking nelle vigne, picnic nei prati adiacenti i vigneti, eventi esclusivi riservati a gruppi ristretti di persone, il turismo del vino è oggi un’offerta variegata e altamente qualificata.

Le Donne del Vino hanno fatto della condivisione e del fare squadra la loro forza: credete che questo abbia portato conseguenze positive concrete al lavoro delle singole produttrici? In che modo?
Il fare squadra è alla base della crescita dell’Associazione, sia in termini di visibilità che di sviluppo professionale. Nell’ultimo anno, c’è stato un incremento importante di associate in tutta Italia, e ricordiamo che per diventare socia delle Donne del Vino bisogna essere una professionista del settore ed essere presentata da socie già in essere, quindi non è un accesso su richiesta della singola. Questo vuol dire che, anche grazie alla nostra associazione, sta crescendo la consapevolezza delle figure professionali femminili nel settore del vino e allo stesso tempo cresce la considerazione, dal punto di vista esterno, della donna come professionista nel mondo del vino. Questi sono traguardi molto importanti in un paese come l’Italia e soprattutto in un settore come quello dell’agricoltura, prettamente maschile, soprattutto per quanto riguarda le posizioni di comando.

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