200 anni di Artusi da festeggiare a Forlimpopoli e Firenze

4 Agosto 2020

Pellegrino Artusi ha raccontato e in un certo senso inventato la cucina dell’Italia unita. Con il suo best seller di sempre La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene, pubblicato per la prima volta nel 1891 e oggetto di numerose edizioni fino alla morte nel 1911, ha contribuito a unire il paese. ogni 4 agosto forlimpopoli e firenze celebrano la nascita dell'artusiI festeggiamenti per i 200 anni della nascita di Artusi, che si tengono il 4 agosto a Forlimpopoli, sua città natale, e a Firenze, che lo accolse e dove è sepolto, sono l’occasione per riflettere sulla figura di questo infaticabile sperimentatore a colpi di ricette, pentole e padelle. Un personaggio che, a distanza di due secoli, si conferma di grande attualità come ha avuto modo di sottolineare Luisanna Messeri nel suo ultimo libro Le stories di #Artusi (Giunti editore), scritto con la food designer Angela Simonelli. Qui tra illustrazioni e ricette ricostruisce la vita di Pellegrino, come lo chiama affettuosamente. Per lei, cuoca pop della tv e appassionata divulgatrice di cultura enogastronomica, in fondo è uno di famiglia: a Firenze è stata proprio lei a promuovere i festeggiamenti in piazza per i 200 anni.

La sua storia

Artusi nasce commerciante di stoffe ma diventa scrittore e intellettuale dopo il trasferimento a Firenze per un terribile episodio familiare che lo vide di riflesso protagonista. La notte del 25 gennaio 1851 la banda del Passatore fece razzia in casa a Forlimpopoli e violentò la sorella Gertrude, poi finita in manicomio. Pellegrino decide di partire alla volta di Firenze, città che aveva già conosciuto durante i viaggi per mercati e negozi con il padre Agostino, forse per dimenticare. Qui, fuori dall’influsso familiare, si può dedicare alle sue passioni.

Non tutto il male viene per nuocere. Anzi, per cuocere – ricorda Luisanna Messeri – perché davvero Firenze aprì un nuovo capitolo nella vita di Artusi. Quando fu libero dalla famiglia, disse addio al commercio per godersi la ricchezza che aveva accumulato, inventandosi una nuova vita. A Firenze, in effetti, trovò l’America”.  a firenze comincia a provare e riprovare le ricette Pellegrino si dedica alle scienze, seguendo le lezioni del Museo di Storia Naturale. Frequenta il gabinetto Vieusseux e la Società Dantesca per coltivare la sua passione per la letteratura come dimostrano i due sfortunati saggi su Giusti e Foscolo che non gli diedero il successo sperato e il riconoscimento di intellettuale a cui aspirava. Da qui l’idea di dedicarsi a una delle sue grandi passioni: la cucina. Nel palazzo in piazza d’Azeglio a Firenze, dove visse a lungo e morì nel 1911, comincia a provare e riprovare ricette su ricette con l’aiuto dei fidi collaboratori Marietta e Francesco. Da questa esperienza vede la luce La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene. Pensare che come ricorda Maria Assunta Sabatini, per tutti Marietta, “Il libro lo cominciò quasi per ischerzo. Poi vide che gli veniva bene e vi si appassionò”.

Il successo del libro

La lingua usata nel libro è bellissima, piena di fiorentinismi. Tanti hanno imparato a leggere spulciando l’Artusi” sottolinea la Messeri a ribadire la valenza culturale e quasi didattica del volume. Non deve quindi sorprendere che l’opera di Pellegrino ancora oggi sia considerata una delle pietre miliari della letteratura dell’Ottocento accanto a Pinocchio di Carlo Collodi e Cuore di Edmondo De Amicis.

Di sicuro il libro ottiene un successo clamoroso fin dalla prima edizione del 1891, pubblicata in appena mille copie. È lo stesso autore a pagare la stampa presso la tipografia Landi di Forlimpopoli dopo che diverse case editrici avevano rifiutato il lavoro. L’opera, nella prima edizione, già conta 475 ricette salite a 790 nell’ultima del 1911. In questo Artusi si conferma un pioniere sotto diversi punti di vista. “Pellegrino non è solo la prova provata del non è mai troppo tardi, ma è pure l’antesignano del self publishing. Cosa dire poi delle tante edizioni della Scienza dove di volta in volta il numero di ricette lievitava grazie ai lettori che gli scrivevano – aggiunge la Messeri -. In un certo senso una condivisione ante litteram. Fatto che lo rende un precursore anche a livello di social. Per questo i giovani dovrebbero leggere La scienza in cucina. Vi troverebbero le loro radici”.

A dispetto dell’unica foto disponibile che lo ritrae con i lunghi baffi e le enormi basette, come voleva la moda del tempo, Artusi è ancora oggi una figura di grande attualità. Più abile di tanti altri chef e autori, anche a distanza di secoli, nel raccontare la nostra cucina per farla arrivare nelle case di tutta Italia. Insomma un influencer ante litteram che fatta l’Italia, riuscì a fare gli italiani mettendoli a cucinare.

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