Rece Rock: Retropizza di Retrobottega a Roma

10 Agosto 2020

Ve ne abbiamo parlato poco tempo fa: Retrobottega si trova a Roma, tra Piazza Navona e il Pantheon, in uno scorcio incantevole ma anche molto caro, non affettivamente parlando, dove un piatto di pasta burro e parmigiano (quello diffusissimo negli States o nelle case dei single disperati) può arrivare a costare 20 euro. VENTI EURO. Attualmente l’ingresso non è a via della Stelletta 4, ma sulla parallela via d’Ascanio 26/a e il locale si sta dedicando alla pizza, con il temporary Retropizza.

– Vista la temperatura che ricorda più da vicino Timbuctu che Roma, sono arrivato a destinazione sudato come Abebe Bikila dopo aver vinto la maratona alle Olimpiadi di Roma nel 60.

– Vengo gentilmente accolto con un accappatoio dallo staff e dopo essermi rinfrescato mi presento a Giuseppe Lo Iudice e Alessandro Miocchi, i due chef proprietari di Retrobottega, che mi fanno visitare le sale interne del ristorante. Per non sentirmi troppo isolato, scelgo di mangiare al tavolo sociale davanti all’ingresso, nella sala Retrovino. L’ambiente dell’enoteca è molto carino, arredato in stile moderno, essenziale ma accogliente e comodo.

– Retrobottega, dalla riapertura post-Covid avvenuta a fine maggio, propone un format momentaneamente incentrato sulla pizza. Purtroppo, a causa delle maledette mascherine che lo staff è costretto a indossare e del fatto che io sia sordo come la Liberty Bell incrinata di Filadelfia, intuisco solo la metà delle cose che mi vengono proposte. Quindi lascio carta bianca agli chef che, vedendo il mio fisico alla Franco Lechner (in arte Bombolo), mi faranno recapitare una varietà e una quantità smodate di cibo.

– Il supplì al ragù bolognese è perfettamente sferico, tanto che potrei agevolmente usarlo per una partita di carambola a tre sponde. È molto buono, sugoso e talmente filante che quando mi sono specchiato in bagno sembravo avvolto nelle ragnatele come il tipo sulla copertina di Very ‘eavy…Very ‘umble degli Uriah Heep.

– La prima sorpresa della serata è il midollo alla brace da gustare insieme alla focaccia alle pesche. Un abbinamento del genere l’avrei trovato improponibile come una cravatta sulla canottiera, e invece si è rivelato molto interessante.

– La pizza rossa con bufala è un grande classico che, in questo caso, non tradisce. La mangio con talmente tanta foga da impataccare di pomodoro la mia maglia e anche quella dei miei vicini di tavolo. Praticamente ora l’ambiente sembra il nascondiglio segreto di Dexter.

– La pizza fiori, alici e capperi è fantastica ed è forse quella che mi è piaciuta di più. D’altro canto temo che abbia irreversibilmente corrotto il mio alito, perché quando l’ho consigliata ai miei vicini (quelli che avevo precedentemente impataccato di pomodoro), hanno chiesto immediatamente il conto. Credo sarà l’ultima volta che siederanno a un tavolo sociale.

– Con l’ottima pizza al salame cotto, ravanelli invecchiati e cipolla inizio ad accusare il caldo come se stessi facendo un picnic in Moon Boot e piumino d’oca sulla superficie di Marte. Sto per gettare la spugna ma, durante la pausa sigaretta, arriva l’ultimo piatto. Il colpo di grazia.

– La focaccia ripiena di roast beef, zucchine e senape ha l’aspetto (e probabilmente anche il peso) di un divano Bocca di Gufram del 1970. Anche se ormai sono pieno come un salvadanaio dopo una tombola vincente di Natale, ne mangio con piacere lo squisito e abbondantissimo ripieno. Se oggi morirò per ingordigia, lo farò comunque col sorriso sulle labbra come mastro Alvaro Puricelli e il principe Torquato Terenzi ne Il Conte Tacchia.

– Saluto il gentilissimo staff di Retrobottega con la promessa di rivederci appena il menu tornerà completo e trotterello come BB-8 di Star Wars verso lo scooter, non prima però di dare l’ennesima sbirciata ai menu e ai prezzi di alcuni locali vicini. Me ne vado con una certezza: da domani non considererò più la pasta burro e parmigiano come ultimo ripiego prima di iniziare a leccare il ghiaccio sulle pareti del freezer.

NDR: Retropizza è un temporary restaurant, non abbiamo un’idea precisa di quanto durerà. Il consiglio è di provarlo tra agosto e settembre.

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