Pesca dal buco incavato, nuovo presidio slow food

13 Agosto 2020

La pesca dal buco incavato, frutto simbolo di Massa Lombarda, comune romagnolo che conta all’incirca diecimila abitanti, è un nuovo presidio Slow Food. È coltivata, per essere più precisi, non solo a Massa Lombarda ma anche a Ravenna, Bagnacavallo, Conselice, Lugo, Faenza Russi e Ravenna. Ed è un frutto tutto da (ri)scoprire.

L’aspetto e il sapore

La pesca dal buco incavato ha aspetto accattivante: è di media pezzatura, caratterizzata esternamente da un bel rosso vivo e da un profondo solco laterale (ecco spiegato il nome). La polpa è bianco-verde, soda e dalla tessitura fine, e non di rado presenta anche sfumature color rubino. Il sapore è inconfondibile, risultato di un perfetto equilibrio fra zuccheri e acidi. Anche l’aroma è coinvolgente, davvero degno di nota. Si gusta come Madre Natura l’ha donata oppure trasformata in confettura o marmellata.

Il successo e il declino

Il paese della frutta: così è stata ribattezzata Massa Lombarda. E in effetti la frutticoltura è sempre stata un pilastro Per decenni hanno rappresentato il 20% della produzione romagnoladell’economica locale. Proprio in questo piccolo centro, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, furono sperimentati i primi impianti per la coltivazione degli alberi da frutto, in primis i peschi. Iniziarono poi le prime esportazioni nel resto dell’Europa e addirittura nel 1927 proprio Massa Lombarda ospitò la Seconda Esposizione Nazionale di Frutticoltura. Negli anni Trenta le pesche dal buco incavato rappresentavano il 20 per cento della produzione romagnola e per i successivi decenni il loro successo non conobbe ombre. Poi, però, arrivarono in Italia alcune varietà di origine americana, che potevano essere conservate più a lungo e quindi trasportate e commercializzate con maggiore facilità. Negli anni Sessanta la produzione raggiunse lo 0,2 per cento. Un declino inevitabile, ma non definitivo.

La rinascita

Qualche anno fa alcuni produttori ortofrutticoli di Massa Lombarda hanno infatti deciso di fare fronte comune per risollevare le sorti della pesca dal buco incavato. Il problema è che non riuscivano a trovare neanche una pianta. Poi, grazie anche alla collaborazione del Comune e del Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena, ne hanno individuate due in un vecchio frutteto. E così è cominciato l’appassionante lavoro per replicarle e consegnarle ad altri agricoltori. Attualmente la produzione è di circa 200-300 quintali all’anno ma non si esclude un incremento. Anzi, è molto probabile.

La festa

Nell’ambito del progetto di recupero e salvaguardia della pesca dal buco incavato è stata istituita nel 2012 una festa annuale ad hoc, che si tiene ogni estate (fine agosto) a Massa Lombarda. Il mercatino dei produttori è affiancato dall’esposizione di creazioni artigianali: cesti in vimini, intarsi in legno, ceramiche. Non mancano proposte gastronomiche a tema e spettacoli folkloristici.

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