Bloody Mary, la storia di un cocktail iconico

15 Agosto 2020

Ci sono cocktail che hanno la capacità di suscitare emozioni e ricordi già solo dal nome. Il Bloody Mary appartiene a questa categoria. La base del drink è composta da metà vodka e metà succo di pomodoro con una aggiunta di spezie: eppure, a dispetto della semplicità degli ingredienti (e delle origini incerte) si è ritagliato uno spazio nel mondo della mixology e in generale nella cultura anglosassone dove viene degustato anche di mattina. È un cocktail corposo, da mangiare oltre che da bere. Spesso consigliato per curare l’hangover. Facile da preparare anche a casa.

La storia

A consacrare alla leggenda questo cocktail è stato un barman francese del New York Bar, Fernand Petiot. Il locale parigino, negli anni Venti, era noto come Harry’s Bar. Petiot si trasferì negli States a cavallo degli anni Trenta e qui avrebbe messo a punto la ricetta negli anni di servizio (dal 1934 al 1966) come barman del St. Regis Hotel di New York. Secondo altri sarebbe stato l’attore George Jessel in vacanza a Palm Beach nel 1939 a ideare la combinazione magica. Il nome sarebbe un omaggio ai primi clienti che ebbero l’onore di assaggiarlo: i due arrivavano da Chicago dove esisteva un locale, il Bloody Bucket in cui prestava servizio una cameriera Mary, da tutti ribattezzata Bloody Mary.

Per altri invece il colore rosso sarebbe un chiaro riferimento alla leggendaria Regina d’Inghilterra Maria Tudor I, che, per ristabilire il cattolicesimo nel Regno Unito, fece scorrere sangue a fiumi condannando a morte gli oppositori protestanti. Da qui il nome di Maria la sanguinaria. Interessante invece la versione che lo vuole un omaggio all’attrice, Mary Pickford, molto popolare negli anni a cavallo della guerra. Non mancano infine le versioni da film dell’orrore. Gira la leggenda che il cocktail ricorderebbe la tragica fine di una ragazza di nome Mary, sepolta viva per errore. La giovane avrebbe lanciato una maledizione: a chi avesse pronunciato per 3 volte Bloody Mary di fronte ad uno specchio, sarebbe comparsa una strega assassina.

Il successo

Se la paternità della ricetta è incerta, è invece sicuro che fu Petiot il primo a intuire che il cocktail, con l’aggiunta di spezie, ne avrebbe guadagnato in gusto. L’aggiunta di tabasco o salsa Worcestershire a vodka e succo di pomodoro fa la differenza. Probabilmente furono le richieste stesse dei clienti a illuminare il bartender francese. La ricetta originale è molto semplice e, non servendo lo shaker, può essere preparato a casa senza problemi. Secondo le indicazioni dell’IBA, il Bloody Mary infatti si mescola nel bicchiere.

Un’icona della cultura pop

Il Bloody Mary gode di una fama internazionale e di grande popolarità per la presenza assidua sul piccolo e grande schermo. Tanti i protagonisti di film (I Tenenbaum, Il diario di Bridget Jones, Johnny English) e telefilm (I Jefferson, Ugly Betty) che hanno una vera e propria passione per il drink. È citato anche nella canzone Romantico a Milano dei Baustelle. A parlare del drink per la prima volta nel 1939 sul New York Herald Tribune fu il giornalista enogastronomico Lucius Beebe. Nella sua rubrica This New York scrisse: “Il nuovo tonico di George Jessel, che sta ricevendo attenzione dagli editorialisti della città, è chiamato Bloody Mary: metà succo di pomodoro, metà vodka”.

La ricetta

Questa la versione originale di Petiot del cocktail Bloody Mary:

  • 6 cl di vodka
  • 6 cl di succo di pomodoro
  • 4 prese di sale
  • 2 prese di pepe di Cayenna
  • 2 prese di pepe nero
  • 2 gocce di tabasco
  • 1 strato nel fondo del tumbler di Worcester sauce
  • 1 spruzzata di succo di limone
  • ghiaccio tritato

Mettere in un bicchiere succo di pomodoro, salsa Worcestershire e succo di limone, mescolando delicatamente in senso orario per circa 30 secondi. Aggiungere un pizzico di sale e di pepe nero, mescolare ancora, aggiungere 5 cubetti di ghiaccio, vodka e 2 gocce di tabasco. Mescolare ancora per 30/40 secondi e servire in un tumbler alto con un gambo di sedano a guarnizione.

Le varianti

Come spesso avviene la grande popolarità di un cocktail si vede anche dalle infinite varianti. Tra i twist più popolari del Bloody Mary troviamo il Virgin Mary, la versione analcolica, il Ruddy Mary preparato col gin al posto della vodka e il Bloody Geisha, molto diffuso in Giappone visto che si aggiunge il sake al posto della vodka.

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