11 mode degli anni ’10 che ci hanno stufato

25 Agosto 2020

Sono stati gli anni in cui abbiamo imparato a riconoscere più chef di quanti ne avessimo mai visti fino a quel momento, alcuni ingredienti sono talmente di moda da trovarsi ormai ovunque quelli che ci hanno trasformati in Masterchef con le mystery box, sono stati gli anni in cui il food è diventato realmente pervasivo, ci è entrato dentro e ha attaccato anche tutti gli altri settori, dai libri, al web, soprattutto la tv. Gli anni Dieci, quel quasi decennio da poco concluso che ci ha traghettati dal 2010 al 2019, sono stati culinariamente parlando gioie e dolori. Le prime, per averci catapultato in questo fervido mondo che ancora oggi macina correttamente ed evolve, com’è giusto che sia. Le seconde per averci (come qualsiasi altro periodo) regalato alcune perle e scoperte che, in tutta onestà, ci hanno un po’ stufato.

  1. La frutta secca per dare croccantezza a qualsiasi piatto, come guarnizione dell’ultimo momento, specialmente su pietanze che sembrano troppo monocorde dal punto di vista della consistenza. Alzi la mano chi non ha mai trovato una granella di pistacchio sulla propria pasta.
  2. Il bacon ha invaso qualsiasi ricetta si potesse preparare, dolce o salata che fosse (ne stiamo monitorando una recrudescenza). Non è più tabù abbinarlo al cioccolato, ma non si mette nella carbonara per fortuna.
  3. Sono stati gli stessi anni in cui si è fatta – si fa per dire – la scoperta del guanciale: ce lo siamo semplicemente ricordato e lo abbiamo infilato dappertutto, dalle classiche e banali amatriciana e carbonara (che ancora oggi continuiamo a perfezionare), ai crostini, alle zuppe, avvolgendolo intorno ai gamberi, nei ravioli, sugli gnocchi.
  4. Food trend di questi dieci anni è stata la mortadella accompagnata dal richiamo della granella di pistacchio. Dentro qualsiasi cosa, dalle mousse alle cheesecake salate,  soprattutto sulla pizza. In questi anni che hanno portato al boom la pizza gourmet non è riuscito assolutamente a mancare, tra gli spicchi già tagliati e disposti simmetricamente sul piatto, quella bella fetta decorata da una rosa di mortadella e spolverizzata copiosamente di verde tritame a sporcare tutto.
  5. Meglio, anzi peggio ancora quando ad accompagnare a braccetto si è aggiunta una bella spatolata di stracciatella. L’altra variante più gettonata è quella con la ‘nduja. La stracciatella – e questo continuiamo a vederlo ancora oggi– è aggiunta a qualsiasi cosa. L’abbiamo messa sulle freselle, sulle zuppe, nei risotti, dentro ai ravioli, in fondo al piatto sotto al pesce. Dice che dava freschezza, esaltando il connubio caldo- freddo. E passi pure quando è stata aggiunta a crudo, ma che senso ha invece averla cotta?
  6. Esattamente allo stesso modo abbiamo infilato ovunque anche la liquirizia, soprattutto nei piatti salati, soprattutto in polvere. Alla fine del decennio abbiamo tirato non volendo le fila di questa moda – trovate una lista di chef e piatti qui – e facendo un rapido calcolo possiamo forse affermare che non si è salvato nessuno, speriamo solo di non replicare troppo presto.
  7. Abbiamo glassato con l’aceto balsamico qualsiasi piatto, pensando di renderlo più appetibile e appiattendolo invece con queste spirali o righe di colore marrone.
  8. Ci siamo deliziati dei ravioli multicolore proposti (soprattutto) nei ristoranti asiatici un po’ più fighetti, tutti uguali e tutti inevitabilmente surgelati.
  9. Abbiamo gustato del ramen dozzinale con mille brodi diversi, spacciato per fatto in casa e realizzato invece con le bustine già pronte arrivate direttamente dal Giappone. Un tip: se il ristorante propone cinque-sei brodi differenti e in menu c’è anche il pokè, cambiate locale.
  10. Continuiamo a farcire i panini bao con qualunque cosa, anche quando l’abbinamento non ci sta un granché.
  11. L’ultima cosa che abbiamo fatto – e che fortunatamente continuiamo a trascinarci dietro con un po’ meno fervore – è aver massacrato l’avocado. Lo abbiamo tagliato, dadolato, frullato, schiacciato, addolcito, salato, messo sul toast, sulle uova, nella bowl, mangiato da solo, nell’insalata, nel gelato, non è rimasto mai da solo. Speriamo di riuscire a restituirgli presto un po’ di dignità.

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