Scoprire una Siena inedita attraverso bellezze nascoste e ristoranti

27 Agosto 2020

Una Siena che non ti aspetti, lontana dai soliti cliché legati al Palio e alle contrade, alla Maestà di Duccio di Buoninsegna e al Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini. percorsi che alla buona tavola uniscono le bellezze nascoste della città Alla sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico e alla porta del Cielo in Duomo, si può preferire una Siena Inedita seguendo i nove itinerari predisposti dal saggista Luigi Oliveto per consentire al Comune di promuovere l’immagine di una città a tutto tondo, pronta a sedurre con saperi e sapori di antica tradizione. Ogni percorso segue lo stesso filo conduttore Ogni strada un segreto e si ispira alle illuminate parole di Guido Piovene; fu proprio lo scrittore a mettere in evidenza l’integrità della pianta urbanistica della città, medievale da cima a fondo, sottolineando al tempo stesso la sua aurea di mistero data dalla forma a chiocciola e dalle “vie attorcigliate l’una sull’altra”.

I percorsi ideati dal Comune

Il Comune di Siena ha scelto di uscire dagli abituali percorsi per consentire quindi al viaggiatore curioso, e goloso, di trovare mille e una ragione per innamorarsi del centro toscano. Ecco quindi l’idea di passeggiate dove la visita delle glorie locali e dei monumenti più celebri si sposa alla tradizione enogastronomica. Perché cucinare e più in generale fare ristorazione in una realtà come Siena è un’arte stessa da apprezzare ogni volta con uno spirito nuovo. Di seguito spunti e suggestioni per un giro di Siena dove il gusto per il bello e per il buono la fa da padrone.

  1. Colazione. Partire con il piede giusto la mattina è fondamentale, così dopo un giro di buon mattino in piazza del Campo per lanciare un’occhiata alla Fonte Gaia e ammirare l’imponenza della Torre del Mangia, ci si può concedere un buon espresso al Bar La Costarella (via di Città 33) indirizzo più che consigliato anche all’ora dell’aperitivo per apprezzare i suoi cocktail e i vini di Villa Trasqua. Per i più golosi, l’aria del pane e dei dolci appena sfornati invitano a spostarsi pochi metri più in là per una sosta doverosa al Panificio Il Magnifico (via dei Pellegrini 27). All’interno di uno storico palazzo Lorenzo Rossi che dei segreti dell’arte bianca a Siena sa davvero vita, morte e miracoli racconta come dalle sue mani escono degli autentici capolavori: ricciarelli, panforti, cavallucci, pan de’ santi. Chi ha voglia può vederlo all’opera per cercare di rubare con gli occhi il mestiere del fornaio o, più semplicemente, per lanciarsi in uno shopping compulsivo.
  2. Pranzo. Lungo le strade di Siena si respira la storia e volendo si assaggia pure. In una viuzza in pieno centro si trova dal 1840 l’osteria Il Grattacielo (via Pontani 8), tra le più antiche d’Italia. Il nome è ironico, viste le dimensioni delle sale. Oggi il ristorante è in mano a tre soci: Luca Mancianti, Vadim Pianigiani e Alessandra Vannini, abili a portare avanti la tradizione con un menu a dir poco enciclopedico per soddisfare la voglia di cucina toscana. Così tra un vassoio di formaggi e salumi nostrani e un buon bicchiere di vino è già una festa quando si prende posto a tavola lungo la via. Tradizione ma tutt’altro stile da San Desiderio (piazza Bonelli 2) dove si mangia all’interno di una chiesa sconsacrata, al cospetto di enormi gigantografie di cavalli a conferma che Siena e i suoi abitanti vivono il Palio tutti i giorni dell’anno. In tavola il meglio delle ricette di una volta con echi di modernità.
  3. Aperitivo. Dalla facciata del Battistero, capace di incantare architetti di epoche diverse e lontane tra loro come Francesco Di Giorgio Martini e Le Corbusier, ai bottini, gli acquedotti sotterranei di cui la città è ricca, una tappa in piazza San Giovanni è fortemente consigliata. Qui il Battistero Bistrot (piazza San Giovanni) offre la possibilità di un aperitivo con vista. All’esterno la facciata gotica del celebre edificio, nei sotterranei le tracce degli antichi bottini dove l’acqua ha ceduto posto al vino per ospitare un’accogliente cantina. Alla scoperta dei sotterranei di Siena e dei suoi vini, vale la pena fermarsi anche alla Cantina del Brunello (via della Sapienza 66) dove Federico Pieri accompagna alla scoperta di una cantina dove accanto a muffe nobili alle pareti, sottili e leggere come ali di farfalla, si possono anche ammirare le tracce di una conchiglia d’ostrica, ricordo dei tempi in cui a Siena c’era il mare. Dopo essersi rifatti gli occhi, non resterà che concedersi una degustazione per conoscere il meglio della produzione vinicola senese e toscana.
  4. Cena. Dici Mugolone (via dei Pellegrini, 8) e a Siena tutti sanno cos’è e soprattutto dov’è. Ci troviamo di fronte a un ristorante con oltre settant’anni di storia alle spalle. Da circa due anni la famiglia Causarano ha accettato la sfida di portare avanti la tradizione seppur conferendo al locale un tocco di modernità. Ecco quindi la scelta di affidarsi allo chef Senio Venturi per una consulenza sul menu mentre a guidare la brigata di cucina c’è Daniele Dattoli, che può vantare ben quattro anni d’esperienza proprio al fianco del patron dell’Asinello. In sala Giulia Causarano ottima padrona di casa, affiancata nell’attività dal compagno Davide Manganelli. Per chi invece preferisce una cucina tradizionale capace di imbarcarsi per nuovi lidi, la Compagnia dei Vinattieri (via delle Terme, 79) offre il biglietto per un giro del mondo grazie al suo chef Yuma Hirai, capace di dare vigore e nuovo stile a ogni ricetta. Dopo cena, la tappa è d’obbligo in cantina per ammirare la ricca collezione di etichette e le testimonianze ancora presenti lasciate dai bottini. Chi è alla ricerca di una serata Particolare (via Baldassarre Peruzzi, 26), di nome e di fatto, può affidarsi al ristorante dello chef Luca Tartaglia, che dall’amata Padova e dopo tappe intermedie prima a Londra e Parigi e poi a Venezia da Zanze XVI è infine approdato a Siena. Qui propone la sua cucina nel segno della contemporaneità, capace di esaltare al meglio ogni singolo dettaglio in tavola. Particolare davvero di nome e di fatto.

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