A Monza la pizza diventa un’esperienza di degustazione da Era Pizza

15 Settembre 2020

La pizza, piatto pop per eccellenza, di anno in anno vede il suo status elevarsi sempre più. Se prima era solo pietanza da asporto, da cena di classe, da pasto scaccia-pensieri (e lo è ancora), adesso le si dedicano percorsi degustazione, la si nobilita con ingredienti di alto livello e diventa testimone commestibile della maestria di chef altolocati, come Carlo Cracco o Chicco Cerea. A Monza queste due anime della pizza – popolare e gourmet – hanno trovato un punto di incontro da Era Pizza (via Magenta, 16), l’elegante pizzeria di Ivan Gorlani, chef, pasticciere e ricercatore.

Il menu

Il menu è disseminato di prodotti eccellenti, dai Presidi alle DOP. Le pizze arrivano già divise in spicchi, il che vi farà desiderare di essere venuti con un gruppo più numeroso per provarne tante tipologie. Se invece non siete per la condivisione – un atteggiamento ahimè sempre più diffuso e purtroppo a volte dovuto, di questi tempi – allora orientatevi sulle pizze Pop, classiche e tonde. Per lasciarvi guidare ci sono i menu degustazione; se volete più autonomia, le pizze si dividono in Le Origini (gourmet ispirate alla tradizione, da 4 e 8 fette), Le Nuvole (soffici e inaspettatamente anche croccanti) e le MC Era, pizze farcite e ancora più opulente.

Pur senza percorso degustazione, la nostra cena si apre con un amuse-bouche dello chef, delle ottime mini-montanarine con pomodoro e basilico in crema. Per provare il più possibile optiamo per le pizze da 4 spicchi, più una farcita, impossibile da non ordinare. La Spianata Calabra è rossa, carica e intensa. Su ogni fetta poggiano ‘nduja calabrese, spianata, strisce di cipolle croccanti, olive di Caiazzo e fior di latte Marco Vaghi. Il morso è goloso, croccante e piccante; l’impasto della pizza – nonostante la mirabile leggerezza – regge il colpo.

Alterniamo con la Mortadella e Orto Agrodolce, con mortadella Lyon Bio Bonfatti, burrata Marco Vaghi, pomodoro datterino, senape al miele, caciotta Campolessi e giardiniera bio prodotta in loco. Ebbene, la grassezza della mortadella finalmente non è spezzata da granelle verde pistacchio o dozzinali riduzioni di balsamico: la compagna dell’emiliano salume è un’ottima e acidula giardiniera.

A concludere arriva la pièce de résistance, una farcita dal nome Hamburg-Era. Lo scrigno di pizza è croccante e leggero, ma riesce a racchiudere bene il ripieno generoso: hamburger Cazzamali, mozzarella di bufala, maionese homemade, pomodorini, spinacino e cipolla di Tropea. L’ibrido pizza-hamburger meglio riuscito che abbia mai assaggiato: è pizza ed è hamburger, soddisfa l’appetito per entrambi.

Meritano menzione – data l’esperienza in pasticceria dello chef – i dessert. Ottimi i gelati, in particolare quello di crema alla monzese e caramello. Divertente il componibile Era-Misù, con sac à poche apposita per creare il boccone perfetto con crema al mascarpone, sfera di cioccolato, pan di Spagna al cacao e gelato al caffè bianco. Carta dei vini e carta delle birre ragionata, con ricarichi contenuti. Il conto non sarà quello di una pizzeria classica, ma quella di Era Pizza è un’esperienza che vale la visita.

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