Le 7 categorie semiserie di partecipanti al Vinòforum

18 Settembre 2020

Diciamocelo: qualche mese fa avreste mai scommesso una bottiglia di vino sullo svolgersi della diciassettesima edizione del Vinòforum? vinòforum è un evento che accoglie diverse tipologie di persone, non tutti sono per forza appassionati Non credo che sarebbero stati in molti, eppure l’evento sul vino nel parco di Tor di Quinto di Roma anche quest’anno è andato in porto. Una manifestazione che nell’ultimo anno da minorenne conta la presenza di 600 cantine e 2500 etichette in degustazione e che, come ha dichiarato Emiliano De Venuti ai nostri microfoni, punta a valorizzare Roma come capitale dell’enogastronomia italiana. Se c’è una cosa, però, che distingue questa manifestazione da molte altre è la sua trasversalità. Non tanto per i tanti piccoli eventi collaterali al suo interno (di qui vi abbiamo parlato qui) quanto per l’eterogeneità di pubblico che riesce ad attrare. Insomma, un ’evento per tutti. Abbiamo cercato allora di riviverlo analizzando le 7 semiserie categorie di partecipanti. Impossibile non riconoscersi in una di queste, se non in più di una.

  1. Quelli che non capiscono di vino. Vinòforum non è il solito evento sul vino frequentato solo dagli esperti del settore. Non ha niente di così formale, anche se dopo qualche bicchiere chi lo è veramente? È il luogo perfetto anche per quel gruppo di amici che decide di passare una serata diversa. Del tipo: “che facciamo venerdì sera?”  “Sai, ho sentito di questa fiera del vino dove paghi l’ingresso e hai la possibilità di assaggiare più bottiglie. Poi è all’aperto, si sta bene e passiamo la serata”. Come biasimarvi ragazzi. Certo, poi te li trovi lì un po’ spaesati che non sanno da dove iniziare. Gironzolano tra i banchetti con il timore di avvicinarsi a quei tipi strani vestiti in giacca e cravatta, i sommelier, con quella ciotolina al collo, il tastevin, per paura che inizino a parlare in arabo. A meno che tra di loro non ci sia un capo branco, di solito quello che se ne intende di più e a cui tutti si affidano ciecamente. Detto ciò, tranquilli, qui nessuno vi giudica. Anzi, magari qualcuno si appassiona.
  2. Quelli che si ubriacano. Il rischio di passaggio dalla categoria 1 a questa è molto elevato. Diciamo un buon 25% casca nell’inganno, oppure parte da casa con quest’intenzione. D’altronde il vino è ebrezza, ma sempre meglio senza eccessi e soprattutto senza automobile. Loro vagano in maniera compulsiva nel parco saltando di banchetto in banchetto senza paura; dialogano con sommelier e produttori come farebbero con il barista sotto casa. Danno il meglio di loro quando fingono spudoratamente di capirci qualcosa o quando cercano di racimolare degustazioni extra dall’amico che non vuole più bere. In fin dei conti, però, siete l’anima della serata e ammettiamolo ci siamo passati tutti.
  3. L’amico astemio. È il migliore amico di tutti, specialmente di quelli che vogliono far parte della categoria 2. Perché l’astemio viene proprio perché quella sera non aveva altro da fare, ma entra gratis: il biglietto è gentilmente offerto da chi usufruirà delle sue degustazioni.
  4. L’appassionato. È tutto l’opposto di quanto visto fin ora. Lo noti il più delle volte fermo. Lui non brancola nel buio, lui ha studiato, si è preso il suo tempo leggendo la brochure con tutte le cantine in degustazione e si è informato su di loro. Va a colpo sicuro, sa cosa vuole e quando l’appassionato trova la sua preda ideale trascorre ore a chiedere informazioni creando le code chilometriche. Poi si allontana e si immerge nella sua degustazione, qui dove ci sono ampi spazi per farlo in santa pace, per poi tornare dalla preda a chiedere ancora.
  5. Gli addetti ai lavori. Per la maggior parte del tempo li trovi nelle aree riservate a parlare tra di loro e fare un po’ di networking: c’è il ristoratore che cerca di trovare un accordo col produttore; i giornalisti si incuriosiscono della storia delle cantine; critici e sommelier commentano i singoli aspetti di ogni bevuta. Sempre con il bicchiere in mano mai vuoto. Assaggiano un quantitativo superiore alla media, ma attenzione a non finire nella categoria numero 2. Guardati bene dagli inganni: tra di loro potrebbe annidarsi colui che si definisce esperto di vino, ma solo per aver utilizzato questo termine non c’è da fidarsi.
  6. I partecipanti al Cibòforum. Oltre che per bere, lui è qui soprattutto per mangiare. Al Vinòforum, infatti, è presente un grande stand centrale dove si alternano chef e ristoranti laziali anche di fama internazionale. Proposte sia per palati più avventurosi, sia per quelli più abitudinari ( qui trovi la lista completa). Gli appartenenti alla categoria li distingui curiosando tra i loro profili Instagram; quello che trovi sono stories principalmente di piatti. Durante l’evento orbitano con il bicchiere pieno intorno a questo fulcro centrale, in attesa che il loro ennesimo piatto sia pronto.
  7. La dolce metà dell’appassionato o dell’addetto ai lavori. Fanno più tenerezza dell’amico astemio. Sono lì che inizialmente si mettono di buona volontà, cercando di seguire la loro dolce metà nelle sue passioni, di interessarsi e si divertono anche. Poi però, dopo cinque ore che sentono parlare solo di fermentazioni, lieviti, tannini, vitigni, terroir, ecc. Ti lascerebbero all’istante tradendoti con il tuo amico; quello astemio ovviamente.

E tu a quale appartieni?

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