Miti da sfatare: la caffeina fa male?

22 Settembre 2020

La caffeina è un composto chimico naturalmente presente in parti di piante come chicchi di caffè e cacao, foglie di tè, bacche di guaranà e noce di cola, ma non tutti sanno però che la caffeina è anche aggiunta normalmente a tutta una serie di alimenti come pasticceria da forno, gelati, dolci e bevande a base di cola, oltre ad essere presente anche nelle cosiddette bevande energetiche insieme ad altri ingredienti come la taurina e il glucuronolattone. È inoltre presente insieme alla sinefrina anche in alcuni integratori alimentari venduti come dimagranti e miglioratori della  prestazione sportiva. Infine anche alcuni farmaci e cosmetici contengono caffeina.

Cos’è la caffeina

La caffeina è una metilxantina che provoca effetti a livello del sistema nervoso centrale, stimolando la concentrazione, diminuendo il senso di affaticamento ed aumentando l’attenzione. In particolare nell’uomo il consumo di caffeina Gli effetti della caffeina variano da persona a personastimola il sistema nervoso centrale e, a dosi moderate, aumenta la lucidità mentale riducendo la sonnolenza. Se assunta normalmente, la caffeina viene assorbita rapidamente e completamente dall’organismo. Gli effetti stimolanti possono insorgere da 15 a 30 minuti dopo l’ingestione e permangono per alcune ore. Negli adulti l’emivita della caffeina, ovvero il tempo che l’organismo impiega a eliminare il 50% della caffeina, varia ampiamente a seconda di fattori quali l’età, il peso corporeo, la gravidanza, l’assunzione di farmaci e lo stato di salute del fegato. Negli adulti sani in media l’emivita è di circa quattro ore, con oscillazioni dalle due alle otto ore.

Possibili effetti collaterali

Tra gli effetti nocivi di breve termine su adulti e bambini possono verificarsi disturbi del sistema nervoso centrale come sonno interrotto, ansia e variazioni del comportamento. A lungo termine il consumo eccessivo di caffeina è stato associato a problemi cardiovascolari e, in donne gravide, a un ridotto sviluppo del feto.

Come consumarla senza rischi

specialty coffee

Secondo l’EFSA dosi singole di caffeina fino a 200 mg, non destano preoccupazioni in termini di sicurezza per la popolazione adulta e sana in generale. Lo stesso quantitativo di caffeina non desta preoccupazioni neanche se consumato meno di due ore prima di intenso esercizio fisico in normali condizioni ambientali. Dosi singole di 100 mg di caffeina possono influire sulla durata e sulla qualità del sonno in alcuni adulti, soprattutto se consumate poco prima di andare a dormire.

Alcune persone infatti metabolizzano la caffeina più lentamente e quindi subiscono naturalmente gli effetti di questo alcaloide in maniera più prolungata. Ricordiamo però che l’uso abituale del caffè determina una certa tolleranza nei confronti di questa bevanda e ciò spiega come mai, nei soggetti che ne fanno scarso uso, l’assunzione sia spesso sufficiente per scatenare alcuni disturbi quali l’insonnia, l’ansia o le cefalee.

In caso di donne in gravidanza, secondo l’EFSA, un quantitativo di caffeina fino a 200 mg al giorno, consumato nel corso della giornata, non desta preoccupazioni per la salute del feto. Occorre però sempre tenere in considerazione l’effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti e bevande, nonché il contributo di alcuni farmaci a base di caffeina. Soprattutto nel caso di bambini e adolescenti ricordiamoci infatti che anche il tè, le bevande gassate e la cioccolata contengono caffeina.

Quando evitare

Infine il consumo eccessivo di caffeina, e quindi di caffè, è da limitare anche in soggetti con determinate patologie poiché la sua azione cardiostimolante può procurare aritmie, tachicardie, innalzare la pressione arteriosa e stimolare la secrezione acida, motivo per il quale ne andrebbe evitata l’assunzione in pazienti con patologie a carico dell’apparato gastrico (quali gastriti, duodeniti, ulcera gastroduodenale, enterite, colite).

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