Arte commestibile: le forme del pane

8 Ottobre 2020

Fin dall’antichità il pane è considerato un elemento insostituibile della nostra alimentazione. Oggi la panificazione si è evoluta, si sono diversificate le varietà, le modalità di cottura, le forme invece rappresentano da sempre nella nostra storia e cultura dei significati simbolici. Vediamo insieme quante tipologie di pane possiamo trovare in commercio.

  1. Pan ner, Valle d’Aosta. Pane di segale, dalla forma tondeggiante o ovale, o a forma di bambola o di maschera.
  2. Bibanesi, Veneto. È un impasto fatto con olio d’oliva, lungamente lievitato, spolverizzato di sesamo e modellato a forma di tozzi grissini.
  3. Ciopa, Veneto. Il pane più diffuso della Regione, ottenuto con pasta dura, caratterizzato dalla compattezza della mollica e dalla friabilità della crosta. La forma finale ha generalmente quattro o sei punte, ma può assumere anche le sembianze di foglie o banane, di pagnotta (mantovana), o di torciglione (giraffa).
  4. Chifel, Trentino. È un piccolo panino di grano tenero a forma di mezzaluna. Non pesa più di 30 grammi e ha la crosta lucida, sottile e croccante. Il nome deriva da gipfel, la punta della mezzaluna, emblema dell’esercito turco.
  5. Fela struzn, Trentino. È un tipo di pane nero a forma di ferro di cavallo tipico della Val Venosta, in Alto Adige. L’impasto viene suddiviso in filoni da circa 200 g, a cui viene data la caratteristica forma a ferro di cavallo. È riconosciuto quale prodotto agroalimentare tradizionale.
  6. Brezel,Trentino. Ciambellina a forma di anello incrociato, diffusosi dall’Alsazia in tutta la Germania e nel Sud Tirolo. Può essere prodotto con farina di segale, di grano tenero oppure entrambe mescolate tra loro. Può essere aromatizzato con vari semi.
  7. Kaiser, Friuli. Anche noto come kaisersemmel, è un tipo di pane rotondo, duro e croccante, originario dell’Austria molto assomigliante ad una corona.
  8. Ciappe, Liguria. Sono delle sfogliatine molto sottili, simili alla piadina.
  9. Michetta, Lombardia. Panino soffiato dallo stampo a forma di stella.
  10. Miccone, Lombardia. Pane di pasta dura dalle forma tondeggiante, che poi viene incisa trasversalmente sulla parte superiore.
  11. Grissini, Piemonte. Bastoncini sottili e lunghi, da 20 a 80 cm.
  12. Biova, Piemonte. Dalla forma tipica, irregolare e larga verso il fondo, simile a una goccia.
  13. Coppia ferrarese, Emilia Romagna. Detta anche ciupèta deriva dalla sua particolare forma che si ottiene accoppiando due pezzi di pasta e unendoli nella parte centrale a formare un ventaglio di quattro corni con le punte ritorte. È un pane a pasta dura, molto friabile, dalla crosta sottile e croccante, con la mollica morbida e compatta.
  14. Tigella o crescentina, Emilia Romagna. È una piccola focaccina di forma circolare tipica della zona appenninica emiliana, in particolar modo tra le province di Bologna e Modena, dove viene mangiata ripiena di salumi e/o formaggi.
  15. Piadina o piada, Emilia Romagna. È un prodotto alimentare composto da una sottile sfoglia.
  16. Pane Toscano, Toscana. Famoso per il suo sapore sciapo, ovvero privo di sale. Può avere forma rettangolare, ovoidale o rotonda.
  17. Pane di Chiaserna, Marche. Filone di forma allungata leggermente schiacciata, di colore dorato e privo di sale.
  18. Filoni caserecci, Marche. Classici pani dalla forma allungata.
  19. Crescia, Marche. Ha una forma piatta, rotonda o ovoidale,  alta 2-3 cm, si produce nell’intero territorio regionale, con diverse varianti.
  20. Ciriola, Lazio. Pane di piccolo taglio che varia dai 70 ai 100 g pieno di mollica, a cui viene data una forma allungata, rigonfia al centro, incisa sul dorso nel senso della lunghezza.
  21. Rosetta, Lazio. Il tipico pane romano, è un pane soffiato (vuoto al suo interno) che si riconosce dal tipico stampo a stella con cappello centrale.
  22. Pane di Terni, Umbria. Inconfondibile con la sua forma ellissoidale allungata, presenta una crosta dorata e croccante, compatta in superficie, dalla mollica porosa e uniforme.
  23. Pane Cafone, Campania. Chiamato così per la farina grezza utilizzata per la sua preparazione e presente in vari formati quali pagnotta, cocchia, palatone.
  24. Pagnotta di Santa Chiara, Campania. Dischi di pasta del diametro di circa 20 cm  a base di farina e patate schiacciate, lievito, strutto e pepe; farciti con alici e pomodori cotti a parte, origano e prezzemolo.
  25. Pane Casareccio Aquilano, Abruzzo. Tipica forma a filone, con crosta di colore marrone dorato più o meno scuro dallo spessore di circa 3-4 mm.
  26. Pane spiga, Abruzzo. Dal nome dei piccoli tagli sulla superficie che ricordano la spiga di grano.
  27. Scarpelle, Molise. Dalla forma allungata o rotondeggiante, sono fatte con pasta di pane lievitata fritta in olio extra vergine di oliva.
  28. Cappello del prete o Pane di Altamura, Puglia. È un pane di semola rimacinata, si presenta sotto due forme tradizionali: la prima denominata localmente u sckuanète (accavallato), è piuttosto elaborata e alta; l’altra più bassa, denominata a cappidde de prèvete (a cappello di prete), ricorda proprio la forma di un copricapo clericale ed è più bassa e tondeggiante.
  29. Taralli, Puglia. Anelli di pasta di pane non lievitata, bollita e poi infornata.
  30. Pucce, Puglia. Panini aventi diametro di circa 20-30 cm senza mollica di semola molto soffice, tipico della tradizione gastronomica pugliese ed in particolar modo salentina.
  31. Pane di Matera, Basilicata. Pane di semola di grano duro dalla inconfondibile forma a cornetto.
  32. Pitta, Calabria. È un pane rustico, basso, a forma di ciambella.
  33. Carasau, Sardegna. Sfoglia tonda molto sottile e croccante, simile ad un’ostia.
  34. Coccoi, Sardegna. Pane artistico di semola di grano duro, lievito madre, sale e acqua che in Sardegna riservano per i grandi avvenimenti.
  35. Pane nero di Castelvetrano, Sicilia. Pagnotta rotonda, crosta dura e color caffè, cosparsa di semi di sesamo.
  36. Mafalda, Sicilia. Pane di semola di grano duro che si ricava da lunghi cilindri che poi vengono ripiegati a forma di spirale o esse detta anche gli occhi di Santa Lucia.

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