Palermo: le Vie dei Tesori, 7 appuntamenti per i food lover

12 Ottobre 2020

Rinascere nella bellezza”, è questo il tema scelto per la XIV edizione del festival Le Vie dei Tesori, in programma fino all’8 novembre a Palermo con visite a chiese, palazzi, carceri storiche, oratori, ville nobiliari, ex conventi, archivi e attività accompagnate da originali degustazioni. visite ai luoghi del patrimonio culturale palermitano con degustazioni originali Oggi il festival è diventato una delle principali manifestazioni italiane dedicate alla promozione del patrimonio culturale, tanto da trasformare per un mese il capoluogo siciliano in un grande museo diffuso. Tra le novità di quest’anno, il progetto 1 euro per la bellezza: i fondi raccolti saranno destinati esclusivamente a restauri (già 7 sono stati portati a termine), progetti per l’educazione dei bambini e borse di studio per giovani siciliani, con una particolare attenzione a coloro che vogliono tornare in Sicilia.  Tutti i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi e in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19. Istituita ovunque la prenotazione online, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon sul sito o nei vari info point sparsi per la città. Di seguito vi segnaliamo gli appuntamenti a tema food del festival da non perdere:

  1. La birra dei Monaci a San Martino delle scale (Piazza Platani). Un’antica tradizione vuole che l’abbazia dei monaci di San Martino delle scale sia stata fondata da Papa Gregorio Magno nel 604 e distrutta dai Saraceni nel IX secolo. Tanti i documenti che ne raccontano la vivacità culturale: produzioni e committenze artistiche, attività editoriali e insegnamento. In questo luogo, adagiato nella vallata tra Monte Cuccio e Monte Caputo, che comprende sia la Basilica abbaziale che il monastero benedettino, una comunità monastica vive operosamente, tra funzioni religiose, la biblioteca rinnovata e ingrandita nel XVIII secolo, e l’orto. La visita, nel silenzio dei chiostri, è un’esperienza da non perdere, soprattutto se seguita da una golosa degustazione di birra prodotta nell’abbazia: un mezzo bicchiere di “Blond Ale” con un assaggio di formaggio; oppure un mezzo bicchiere di “Monastic Beer” con una fetta di cassata siciliana. Ogni sabato del festival alle 11.30 e alle 16.30 (contributo di 12€).
  2. Visita e brunch al Museo Salinas (Piazza Olivella). Un tempo era la Casa dei Padri Filippini all’Olivella, oggi invece è sede del Museo archeologico Salinas, un preziosissimo scrigno di storia con reperti provenienti da ogni parte del mondo, tra cui le famose metope di Selinunte, il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d’Occidente. E ancora la straordinaria Pietra di Palermo, con la ricostruzione di 700 anni di storia dell’antico Egitto e l’elenco di quindici faraoni, i “pezzi” inediti delle oreficerie della necropoli di Tindari, i reperti di Centuripe, i bellissimi vasi di Agrigento. Il Salinas possiede anche un delizioso CafèCulture dove ogni domenica viene servito un brunch a base di prodotti della filiera corta siciliana. Biglietto unico per visita guidata e brunch (20€).
  3. Pranzo allo Stand Florio (via Messina Marine 40). Commissionato da Vincenzo Florio junior ad Ernesto Basile nel 1905, lo Stand Florio è un bellissimo esempio di architettura liberty, con incursioni nell’arte moresca. Un sapiente restauro lo ha riportato a nuova vita ed oggi è uno contemporary hub per esposizioni, eventi musicali, cinema, teatro e installazioni artistiche en plein air. Due le esposizioni fotografiche permanenti: una di scatti storici e materiale inedito su Donna Franca Florio, donati da Costanza Afan de Rivera Costaguti, ultima discendente dei Florio recentemente scomparsa; e l’altra, di Roberto Barbato, sulla Targa Florio. Il sabato e la domenica è possibile pranzare allo Stand con i piatti ispirati alla leggendaria dinastia palermitana (30 euro escluse le bevande).
  4. Torrefazione Stagnitta (Discesa dei Giudici 42). Maestri torrefattori da quattro generazioni, gli Stagnitta hanno fatto della storica bottega di famiglia, in pieno itinerario arabo-normanno, un vero punto di riferimento per gli amanti del caffè. Fondata da Giovanni Stagnitta nel 1922, conserva ancora il caratteristico mobilio e due sculture lignee del maestro ebanista D’Angelo, raffiguranti la filiera del caffè. La concorrenza dei colossi industriali ha spinto l’azienda a elevare la qualità, puntando su materie prime d’eccellenza e prodotti come il Kopi Luwak e il Jamaica Blue Mountain. La scrittrice palermitana Giuseppina Torregrossa ha ambientato proprio in questo luogo la trama del suo libro “La miscela segreta di casa Olivares”. Visita e degustazione ogni sabato del Festival alle ore 10 (contributo 5€).
  5. Museo del Caffè Morettino (via Enzo Biagi 3). In esclusiva per Le Vie dei Tesori, la storica torrefazione della famiglia Morettino – che dal 1920 produce caffè di alta qualità a Palermo e che quest’anno festeggia il centenario – apre le porte della sua Scuola del Caffè. Tre appuntamenti in cui sarà possibile conoscere tutto quello che sta dietro al chicco di caffè. Un ciclo di degustazioni sensoriali per imparare a riconoscere i principali aromi del caffè e le caratteristiche delle singole origini e delle miscele Morettino estratte in Espresso, Moka e Filtro. Il percorso comprende la visita alla piccola piantagione di caffè Arabica che sorge nei giardini della torrefazione, e al Museo del caffè, che raccoglie più di mille strumenti per la lavorazione del caffè, provenienti da tutte le parti del mondo e risalenti ad epoche diverse. Durante le visite si potranno scoprire storie, nozioni e chicche sull’affascinante mondo del caffè. Visite: 10 ottobre, 24 ottobre e 7 novembre alle ore 10 (contributo 5€).
  6. In cucina con “Cotti in fragranza” (vicolo Infermeria dei Cappuccini 3). Preparazione e degustazioni di piatti tipici regionali e street food palermitano nelle cucine di Casa San Francesco, dove ogni giorno nascono i buonissimi dolci della cooperativa Rigenerazioni, partita all’interno del carcere Malaspina e che da oltre un anno sono serviti presso il bistrot “Al Fresco”, il bistrot ricavato nell’ex convento dei Frati Minori Cappuccini risalente al ‘600, alle spalle dell’antico Cassaro. Quest’anno i visitatori del festival potranno entrare nelle cucine e partecipare a una cooking class con lo chef Francesco Gambino e la sua “brigata”, per preparare pane e panelle, sfincione, anelletti alla palermitana e assaggiare queste specialità alla fine del laboratorio, tutte accompagnate da un calice di vino servito ai tavoli di Al Fresco. Ogni sabato del Festival alle ore 10 (contributo 25 €).
  7. Drink a Villa Tasca (viale Regione Siciliana Sud-Est 399). Una visita guidata al giardino di Villa Tasca per scoprire uno dei luoghi più emblematici del Romanticismo siciliano ottocentesco. Una dimora storica dove hanno soggiornato personaggi illustri tra cui Wagner, re Ferdinando di Borbone e la regina Carolina, Bismarck, Margherita di Savoia e Jacqueline Kennedy. Sarà possibile passeggiare per i viali immersi nella lussureggiante vegetazione, ripercorrendo i momenti storici e culturali che hanno portato alla sua realizzazione. I visitatori potranno scoprire anche gli interni dei saloni del piano nobile, sotto i nobili affreschi, e la collezione di maioliche addolcite da scene rupestri. Un’atmosfera magica che Wagner, durante il suo soggiorno a Villa Tasca, trasformò in musica: qui nacque infatti il secondo atto del suo “Parsifal”. Al termine, un drink in terrazza con i vini Tasca d’Almerita, storico marchio siciliano. Visita ogni domenica del Festival, escluso il 18 ottobre (contributo 25€).

I Video di Agrodolce: Da Eataly al ViviBistrot: una giornata perfetta a Roma