Sull’etichetta dei salumi diventa obbligatoria la provenienza della carne suina

12 Ottobre 2020

Ci siamo quasi: dal prossimo novembre sarà obbligatorio riportare sull’etichetta degli insaccati “l’indicazione del luogo di provenienza della carne suina”: è quanto stabilito del Decreto del 6 agosto 2020, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 16 settembre. Le ragioni di questo provvedimento? “Assicurare – si legge nel documento in questione – una corretta e completa informazione ai consumatori, rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari e della concorrenza sleale nonché la tutela dei diritti di proprietà industriale e commerciale anche delle indicazioni geografiche semplici“. Chiaramente, è anche un ottimo modo per sostenere il vero Made in Italy e in primis smascherare quei tanti produttori che tentano di spacciare per italiane le carni tedesche o olandesi.

Massima trasparenza

Le regole sono ben precise: non solo sull’etichetta della carne di specie suina trasformata (wurstel compresi) dovrà essere specificata la provenienza della materia prima, per quanto sarà necessario apporre le specifiche in questione “nel campo visivo principale” e assicurarsi che risultino facilmente individuabili e chiaramente leggibili. Andando ancora più nel particolare, sull’etichettatura di salumi e prosciutti si dovranno indicare il Paese di nascita degli animali, il Paese di allevamento e il Paese di macellazione. La dicitura 100% italiano è concessa soltanto per le carni provenienti da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.

Un traguardo importante ma non definitivo

È un traguardo davvero importante, anche considerando che – secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat – ben 35 milioni di italiani Un grande aiuto per i 5000 allevamenti nazionali di suiniconsumano insaccati di origine suina almeno ogni settimana. Da un’indagine online condotta invece dal Ministero delle Politiche Agricole, la trasparenza dell’etichettatura è considerata fondamentale dal 93 per cento dei consumatori. Che vogliono vederci chiaro, insomma. C’è da aggiungere che il nuovo decreto sarà di grande aiuto per i 5mila allevamenti nazionali di maiali pesantemente danneggiati sia dalla concorrenza sleale – sempre la Coldiretti riferisce che addirittura tre prosciutti su quattro venduti in Italia, in realtà, sono ottenuti da carni straniere – che dal lockdown. La nuova norma ha carattere sperimentale, sarà infatti in vigore fino al 31 dicembre 2021. In molti però auspicano che diventi definitiva e ci sono tutti i presupposti affinché ciò accada.

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