Cocktail: le tendenze d’autunno che devi conoscere

15 Ottobre 2020

Chi ama i cocktail tanto quanto il cibo, sa che anche nel bicchiere si alternano trend e mode esattamente come nel piatto. Siamo andati alla Florence Cocktail Week che da 5 anni, anche in questo 2020 difficile per il settore, richiama a Firenze per una settimana i bartender più bravi, toscani e da tutta Italia, per raccogliere un po’ di tendenze e sapere cosa ordinare al bar.

Ritorno ai classici

Per tanti anni si è inseguita per forza la Signature List, cioè i Cocktail della casa, talvolta talmente originali da essere difficili da capire. Adesso si torna ai grandi classici, fatti bene, che alla fine in un bar non devono mai mancare ma su cui spesso si perdeva la dovuta attenzione. A sorpresa sono i bartender più giovani a ripartire da lì. Un Negroni ben fatto, un Old Fashioned che non tradisce la sua età e un Martini alla Hemingway.

Ne volete una prova? Andate al Picteau Cocktail Bar all’interno dell’Hotel Lungarno di Firenze, che ha ricevuto uno dei premi speciali alla Florence Cocktail Week come Best Martini Cocktail, consegnato dalla guida Blue Blazer. Dietro il bancone ci sono due ventenni, Marco Colonnelli e Vincenzo Civita. Da tenere d’occhio. Altro esempio è il premio dato come New Era Cocktail IBA – Giorgio Fadda, è andato al bar di Firenze PanicAle per il Twist on VE.N.TO, cocktail nuovo a base di grappa (è la prima volta), reinterpretato per l’occasione. Già un classico, anche se appena nato.

Il territorio nel bicchiere

Sapere dove sei al primo sorso. Vale per il piatto ma da qualche anno anche per il bar. E così gli ingredienti Gli spirits locali diventano il nuovo muste gli spirits locali stanno diventando il nuovo must e i bartender i nuovi cacciatori di tendenze e prodotti. Chi lo ha detto infatti che sia una industria per forza globale? Anche la miscelazione dunque scopre il gin o il vermouth della porta accanto, se non addirittura di famiglia, prodotto internamente nella stessa azienda del locale. Ancora di più nei bar dove si fanno preparazioni homemade. Qui l’uso dell’orto, di spezie e aromi è ormai allo stesso livello di quello degli chef e i prodotti locali sono ben evidenziati nel bicchiere. In alcuni casi sono (quasi) gli ingredienti da cucina i veri protagonisti. Un esempio dalla Florence Cocktail Week è il Martini alla Panzanella de Il Locale, premiato dalla manifestazione come Best Bar Experience by Dictador Rum: si ispira al piatto toscano con aromi di pomodoro e cipolla. Da provare.

Borghi miscelati

È il secondo anno che a precedere la Florence Cocktail Week c’è la Tuscany Cocktail Week e quest’anno con 70 partecipanti ha decisamente messo in evidenza anche a chi non se ne era accorto, non solo il lavoro di scouting di Paola Mencarelli, ideatrice della manifestazione, e del suo team, coadiuvato da Flavio Angiolillo del milanese MAG nella selezione sul territorio, ma soprattutto ha confermato quanto la regione sia cresciuta nella miscelazione. Una circostanza e che a scavare bene siamo sicuri si possa ritrovare anche altrove in Italia. Non solo, dunque, bei bar nelle città d’arte, ma anche i piccoli borghi sanno esprimersi al meglio. Come nel Bar’BQ agricolo Il Sal8 immerso nel parco del Relais Poggio ai Santi, a San Vincenzo. Un bar agricolo, come ama definirsi, laboratorio di idee dove un drink si gusta con vista sulle dolci colline della campagna livornese. Premiato Best Signature Cocktail per la provincia di Livorno. Un territorio da riscoprire.

Bar nei country resort

Si diceva del bar agricolo del Relais Poggio dei Santi ma il concetto si estende anche ad altri. Preparatevi d’ora in poi a degustare ottimi cocktail anche nei resort in collina, tra i vigneti del Chianti come foste in un city hotel. Ne sono un esempio anche qui i premi ricevuti per la Tuscany Cocktail Week come migliore hotel bar, da Fonteverde Spa con il suo locale Il Falconiere, affacciato sulla Val d’Orcia a San Casciano dei Bagni, e dal 67 Sky Lounge Bar dell’Hotel Principe, a Forte dei Marmi, sul mare. Per tornare in campagna due altri indirizzi da mettere in agenda sono: Borgo San Felice, dove a completare la proposta food a cura di Enrico Bartolini, ci pensa il bar Archi all’Aperto; e infine il bar Ecrù sulla panoramica terrazza dell’hotel Castelfalfi a Montaione, con vista sulla campagna, a pochi chilometri da Firenze.

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