Firenze non molla: 10 nuove aperture da scoprire quest’autunno

27 Ottobre 2020

Firenze non molla, nonostante le oggettive difficoltà causate dall’emergenza Covid. Locali e ristoranti, anche del centro, non si sono arresi durante questi ultimi mesi nel segno prima del lockdown e poi di una situazione ancora oggi tutta in salita. Segno che la piazza toscana, seppur con tante difficoltà, conserva sempre un appeal. Tra novità a base di proposte tradizionali e cucina etnica, la culla del Rinascimento si conferma uno straordinario laboratorio per testare sapori da tutto il mondo e apprezzare lo stile intramontabile di alcuni storici locali fiorentini.

  1. Ba’Ghetto (via Luigi Carlo Farini, 5/r). Sbarca a Firenze a due passi dalla Sinagoga Ba’ Ghetto Il nuovo ristorante kosher (bassari) e la famiglia Dabush si affida allo chef Mike Hagen, un nome già noto in città per le numerose esperienze nell’ambito della cucina etnica. Il locale di via Luigi Carlo Farini propone una cucina giudaico romanesca e mediorientale ma non mancano piatti della tradizione fiorentina da accompagnare con vini israeliani, francesi e logicamente italiani.

  2. Cucina Conviviale (via del Cronaca, 16/r). Dalle ceneri di Bottega Conviviale affossato dal lockdown nasce Cucina Conviviale. Il locale di via Verdi lascia il quartiere di Santa Croce e con una nuova formula trasloca in periferia, in via del Cronaca tra Soffiano e via Pisana. Cucina Conviviale punta su un nuovo format a base di pizza&pesce. Al comando restano saldamente Carlo Nigro e Matteo di Monte, già noti a Firenze per i locali Fuocomatto in via Ventisette Aprile e Vetreria in via del Proconsolo.

  3. Donby (via Pisana, 180 a/r). Se fosse a Springfield sarebbe il locale preferito di Homer Simpson. Donby si trova invece in Oltrarno, per l’esattezza in via Pisana. Una finestra sul mondo dei dolci a stelle e strisce: la specialità sono i donuts, le ciambelle da prendere al volo come recita il claim. Per ogni dolce ampia la scelta di farciture dai colori pastello. I dolci sono prodotti artigianalmente e venduti insieme a drink, frappè e caffè.

  4. Floreal (borgo San Frediano, 27/r). Lungo Borgo San Frediano al posto di Gesto è sbocciato Floreal, un luxury street bar che nasce dall’esperienza di Strizzi Garden. Dietro il progetto troviamo Antonio Romano, Daniele Ariani e Simone Cangialeoni, ben noti negli ambienti della mixology fiorentina. Il locale per rendere onore al suo nome si caratterizza per i fiori freschi ai tavoli ma soprattutto per una miscelazione rivolta a un pubblico generalista. Ci sono però nette scelte di campo: quindi niente food pairing, amari destinati solo alla miscelazione e soprattutto niente carta dei vini. Convivialità, qualità e servizio sono i tre punti di forza. Dietro il bancone la barlady Virginie Doucet che arriva direttamente da Mad Souls&Spirits. La drink list è di quindici cocktail con alcuni distillati ben in evidenza: rum, agave e whisky. Sul fronte della cucina da segnalare la collaborazione con Edoardo Tilli, giovane chef che si sta facendo conoscere e apprezzare con Podere Belvedere.

  5. Da Zero (lungarno Ferrucci, 9/r). La pizzeria cilentana Da Zero è approdata a Firenze, in riva all’Arno. Causa lockdwon, l’apertura del locale è slittata all’autunno ma il format nato a Vallo della Lucania sta già facendo parlare bene di sé così come già avvenuto in altre città d’Italia. Il locale si conferma fiero ambasciatore del territorio e delle sue eccellenze. La pizzeria ha molte frecce al suo arco, prima tra tutte la collaborazione con piccoli produttori di zona per un matrimonio del gusto tra Cilento e Toscana che lascia ben sperare. E’ il caso della pizza Incontro con mozzarella nella mortella, pomodoro datterino giallo, salsiccia macchiaiola maremmana, peperone di Teggiano, scaglie di caciocavallo, basilico e la pizza Giglio con mozzarella di bufala, funghi porcini toscani saltati con pomodorini, capocollo toscano, nepitella.

  6. Gurdulù Gastronomia (via delle Caldaie, 12/r). A volte ritornano: a conferma del vecchio adagio Gurdulù ha riaperto post lockdown in una formula totalmente rivista. Il locale di via delle Caldaie si è trasformato da elegante bistrot con bar annesso in una gastronomia di alta qualità con una carta dei vini niente male. Un format più snello e agevole per piatti espressi di giornata, dove a parlare sono i prodotti a km 0 o quasi: molti arrivano direttamente dalla fattoria di uno dei titolari, Sodera all’Impruneta.

  7. Fermino (Borgo Santa Croce, 31/r). Lo dice il nome stesso: la risposta alla fame improvvisa da bloccare con un fermino, come simpaticamente chiamano lo spuntino a Firenze. In Borgo Santa Croce ha aperto da qualche settimana Fermino. In tavola arrivano i grandi classici della cucina toscana ma non mancano anche tante piccole idee per placare una fame da lupo. Tutte proposte da accompagnare con un buon bicchiere di vino toscano.

  8. Maharajah (via del Ponte alle Mosse, 166/r). A Firenze la cucina indiana ha da sempre una clientela affezionata ed esigente. Ad ampliare la proposta è arrivato in via del Ponte alle Mosse Micky Sehgal che a Roma in molti conoscono per essere uno degli esponenti di punta della cucina indiana. Oggi il suo ristorante Maharajah è anche a Firenze per proporre le ricette più apprezzate. La preparazione delle pietanze avviene nella cucina posizionata al centro della sala, così che tutti possono seguire le varie fasi.

  9. Caffè Concerto Paszowski (piazza della Repubblica, 6). Tra le novità del post lockdown il ritorno in piazza della Repubblica per il Caffè Concerto Paszkowski. Lo storico locale, dopo un imponente restauro, si presenta con un’offerta ampiamente rinnovata: oggi è pasticceria, caffetteria, ristorante e cocktail bar. Lo sforzo più grande arriva proprio dalla cucina, affidata allo chef Fabio Barbaglini che ha introdotto uno stile più contemporaneo e trasversale, senza per questo tradire la storia del caffè. Ecco quindi un menu per tutto il giorno tra snack, toast e piatti espressi mentre per la cena la proposta è più elaborata.

  10. Il Baretto del Bristol (via dei Pescioni, 2). Tra le novità in città ad essere state messe a dura prova dal lockdown Il Baretto del Bristol, il Caffè dell’Helvetia & Bristol in via dei Pescioni a due passi da piazza della Repubblica. Un luogo che, secondo le intenzioni, dev’essere un punto di ritrovo per chi ama l’atmosfera dei caffè fiorentini. Quindi, dalla mattina con le colazioni, gli spuntini salati e i pranzi espressi dello Chef Pasquale D’Ambrosio al tardo pomeriggio tra bevande calde e cocktail, il Baretto offre molteplici soluzioni per un momento di relax in centro. Se il tempo lo permette si può sfruttare anche il salotto en plein air con vista su Palazzo Strozzi.

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