6 pizze al taglio iconiche che dovresti provare a Roma

28 Ottobre 2020

Massima espressione dello street food capitolino, la pizza al taglio è la merenda dei ragazzi a scuola, il pranzo veloce dei lavoratori, la cena perfetta per una rimpatriata in occasione di una partita in tv. Tra panifici e pizzerie specializzate, è impressionante la densità di attività che si cimentano con la teglia o la pala a Roma: probabilmente solo i bar sono più diffusi. Tra indirizzi storici e altri emergenti, scopriamo le varianti iconiche della pizza al taglio romana.

  1. La Rossa di Roscioli. La saga della famiglia Roscioli inizia nel secondo dopoguerra, ma la vera svolta si ebbe agli inizi degli anni ’70, con l’acquisizione di un vecchio forno del 1824 a due passi da Campo de’ Fiori (via dei Chiavari, 34). Varcando la porta si entra in un tempio dell’arte bianca, eppure, in mezzo a tante bontà realizzate con ingredienti ricercati e considerevole abilità tecnica, il prodotto più rappresentativo continua ad essere lei: la semplice pizza rossa, condita con pomodoro pelato crudo, origano e sale. Sottilissima, croccante, adatta ad ogni momento della giornata, è ottima anche fredda. Irresistibile!
  2. La bianca con mortadella del Forno Campo de’ Fiori. Altra attività storica a conduzione familiare, all’ombra della statua di Giordano Bruno, è il Forno Campo de’ Fiori (vicolo del Gallo, 14). Parafrasando un tormentone preso da Full Metal Jacket, potremmo dire che a Roma, ce ne sono tante di pizza e mortazza, ma questa è quella del Forno di Campo de’ Fiori! In effetti qui la bianca, leggera e fragrante, farcita con abbondante e profumatissima mortadella, travalica la mera cronaca gastronomica per entrare nel mito. Non si può dire di essere stati nella Capitale senza averla assaggiata almeno una volta. Fondamentale!
  3. La bianca al Sesamo di Elettroforno Frontoni. Di panetterie o pizzerie a marchio Frontoni a Roma ce ne sono tante e indipendenti tra loro. Un giorno magari scriveremo un articolo per ricostruire l’albero genealogico di questa dinastia, ma al momento ci concentriamo sull’Elettroforno che si è affermato negli ultimi anni (via Ostiense, 387) e che di recente ha raddoppiato in zona Appio-Tuscolano (via Eurialo, 73). Materie prime di pregio, selezionate nel rispetto della sostenibilità, vengono impiegate per realizzare prodotti salutari e gustosi. Nonostante una notevole dose di creatività nel condire le pale, paradossalmente quella che è diventata una sorta di feticcio è la pizza bianca al sesamo. I più viziosi la preferiscono farcita di mortadella, ma anche la versione semplice è davvero squisita. Notevole! 
  4. La patate e mozzarella di Bonci. Gabriele Bonci non ha certo bisogno di presentazioni, risparmiateci pertanto la fatica di sintetizzare in poche righe quanto di straordinario ha fatto nella sua carriera. Tra i meriti indiscussi che gli vanno riconosciuti, quello di aver rivoluzionato il concetto stesso di pizza al taglio. Se le vetrine del Pizzarium (via della Meloria, 43) potessero parlare, racconterebbero le storie di contadini, allevatori e artigiani, i cui prodotti diventano ingredienti per arricchire uno dei migliori impasti del pianeta Terra. Prima di tuffarvi in questo caleidoscopio di sapori però passate dai nastri di partenza, e assaggiate un trancio con patate e mozzarella. Imprescindibile!  
  5. La Porchetta e patate di Sancho. Allontaniamoci dalle mura aureliane e prendiamo la Roma-Fiumicino. Lasciate stare gli aerei, piuttosto tiriamo dritto verso la darsena. Qui (via della Torre Clementina, 142) c’è la Pizzeria Sancho dal 1969. All’esperienza di Franco Di Lelio e di sua moglie, da qualche anno si è aggiunto l’entusiasmo dei due figli, che si dedicano alla ricerca su impasti e condimenti. Ma qual è il motivo per cui un romano dovrebbe arrivare fin qui? Non c’è dubbio: la pizza ripiena di porchetta, con patate in crosta sopra. La croccantezza si unisce alla giusta untuosità per un’esplosione di sapori. Estasiante!
  6. Trapizzino con pollo alla cacciatora. Concludiamo questa rassegna, con un prodotto diverso e originale ma altrettanto iconico. Stiamo parlando del Trapizzino, geniale invenzione di Stefano Callegari: una tasca di pizza bianca (dall’impasto incredibilmente fragrante), perfetta per essere riempita in vari modi: dal manzo alla picchiapò alla lingua in salsa verde. La varietà delle farciture si è ampliata col tempo, tutte strepitose, ma dovendo sceglierne una ci sono pochi dubbi: pollo alla cacciatora. Inarrivabile! 

I Video di Agrodolce: Ravioli di limone