Mosto, la birreria di Napoli che non si arrende

29 Ottobre 2020

Dal 2015 Mosto è sinonimo di birra artigianale a Napoli (vico II Alabardieri, 28). Un progetto inizialmente partito da un piccolo locale e che ora, a distanza di 5 anni, ha assunto una forma decisamente più articolata, grazie al lavoro e alle intuizioni di Fabrizio Ferretti e di Noemi Criscuolo. Proprio una chiacchierata con Fabrizio ci ha permesso di scoprire la storia e i progetti futuri di questa realtà tutta partenopea.

Le origini: un baretto a Chiaia

Fabrizio e Noemi sono partiti dalla zona di Chiaia, con un piccolo locale di una manciata di metri quadri. Ci racconta Fabrizio: “Mosto nasce da un’idea mia e di Noemi, la mia compagna. Ci siamo focalizzati sulla birra e i distillati, principalmente whisky e gin, poggiando le basi su passione e esperienze personali. A luglio 2015 abbiamo aperto nella zona dei baretti di Chiaia il primo locale, appena 28 mq, per gran parte occupati dal bancone dove sono sistemate le sedute, a cui si aggiungono a quelle esterne. Abbiamo 12 spine e una pompa inglese, dedicate prevalentemente alle birre italiane, mentre per quanto riguarda il cibo, ci appoggiamo a Umberto, pizzeria ultracentenaria che sta proprio di fronte, con cui abbiamo instaurato un rapporto di scambio virtuoso di buon vicinato“.

Piccolo Birrificio Napoletano

Per gioco, ma anche per soddisfare il fabbisogno del suo locale, nel 2017 Fabrizio si è lanciato anche nella produzione di birra, fondando il Piccolo Birrificio Napoletano. “Produciamo quattro stili: una Golden Ale, una IPA, una Tripel e una Dubbel. Ovviamente sono le vie fisse che puoi trovare da Mosto. Quando siamo partiti con noi c’era anche Ferdinando Lonardo di Sti Malti, attualmente lui è uscito dalla società ma continuiamo a produrre nel suo impianto (in provincia di Caserta) dove abbiamo i nostri fermentatori“.

La seconda sede e il menu

Abbiamo aperto un secondo locale al Vomero (via Giovanni Merliani, 158) con cucina e più posti a sedere. Dal punto di vista gastronomico puntiamo su un cheeseburger molto semplice, facile da mordere ma con ingredienti di buona qualità“. Nel menu di Mosto si trova anche un piatto insolito (già copiato da altri locali di Napoli) il Katsu Sando: un tramezzino giapponese con cotoletta di pancia di maiale, prima cotta a bassa temperatura e poi impanata e fritta.

Reagire al periodo sfavorevole

A dispetto del periodo non certo roseo, i ragazzi di Mosto non si fermano e sono in procinto di inaugurare, quando sarà possibile, un terzo locale al centro storico, coprendo di fatto le tre aree più vive della città.  “Mentre al Vomero abbiamo rilevato un’attività già esistente, in centro siamo partiti da zero. Non ci sarà cucina ma solo un laboratorio per rigenerare i prodotti, avremo però ben venti vie di cui diciotto spine e due pompe. Infine, da un anno circa siamo anche distributori di 14 birrifici italiani, con un sito di ecommerce per la vendita al dettaglio”.

Com’è la situazione a Napoli?La scena napoletana è molto in crescita, con una accelerazione un paio di anni fa” racconta Fabrizio “Hanno aperto una serie di locali specializzati. Speriamo il trend possa riprendersi dopo questo periodo particolare”.

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