Delivery: dimmi chi sei e ti dirò cosa ordini

30 Ottobre 2020

Il 2020 è un anno proficuo per il food delivery, che è arrivato a rappresentare tra il 20 e il 25 % dell’intero settore del domicilio ed è in netta crescita rispetto al 2019. il food delivery è cresciuto soprattutto quest'anno Certo, l’emergenza Covid-19 e il conseguente lockdown sono stati decisivi nella definizione del nuovo trend: non solo è lievitato il numero di utenti che ordinano i più svariati piatti tramite app, ma sono anche aumentati del 30 % i ristoranti che hanno deciso di digitalizzare la propria attività. Sono, questi, alcuni dei dati contenuti ne La mappa del cibo a domicilio in Italia 2020, a sua volta derivante dalla quarta edizione dell’Osservatorio Nazionale di Just Eat, che si basa sull’analisi completa di 30 città italiane, campione rappresentativo delle circa 1.200 in cui il servizio in questione è presente.

Le personas del food delivery

Il report si focalizza anche sugli stati d’animo e le occasioni di consumo: ebbene, il 62 % di chi ordina a domicilio lo fa quando è di buonumore, quasi sempre (96 %) per concedersi una pausa relax al termine di una giornata di studio o lavoro. I clienti più fedeli sono i Millennials (ovvero i nati tra il 1981 e il 1996) e gli esponenti della Generazione Y (cioè nati fra il 1996 e il 2010), le loro preferenze coincidono con pizza, hamburger, sushi e dolci. Gli uomini ordinano a domicilio più spesso delle donne, ma la differenza è meno di quanto si potrebbe pensare: 52 % contro 48 %. Qual è, più precisamente, il profilo di chi ordina il food delivery? BVA DOXA ha definito 6 identikit. Di quale fate parte?

  1. L’impegnata. Una donna giovane, lavora, vive giornate frenetiche e considera il food delivery una prezioso strumento per allentare i ritmi quando finalmente rientra a casa. Ha dimestichezza con il digitale, che utilizza per il pagamento, e ama sperimentare nonché cambiare interlocutori. Ovvero ristoranti. In cima alle sue preferenze, comunque, c’è la pizza, seguita dagli hamburger e dalla cucina giapponese. Ordina durante la settimana; che si trovi con il partner, in famiglia oppure da sola, sostanzialmente non fa differenza. 
  2. La smart family. Sono famiglie generalmente composte da uomini tra i 40 e i 45 anni, dalle loro mogli o compagne e dai figli. Il food delivery è in primis una bella occasione per stare tutti insieme, magari coinvolgendo anche qualche amico; è un modo per rilassarsi, divertirsi, godere dei piaceri della convivialità. Gli ordini non sono infatti abitudinari, ma sono effettuati in occasioni speciali e comunque scegliendo fra un ristretto numero di ristoranti fidati. Ancora una volta trionfa la pizza, però la cucina italiana viene subito dopo.
  3. L’esordiente. Lei ha meno di 24 anni, è una studentessa oppure sta muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Vive con la famiglia o da sola. Da poco sta prendendo confidenza con il food delivery e, per questo, ogni volta prova un mix di emozione e attesa. Gestisce gli ordini anche per conto dei suoi cari e ordina principalmente durante il weekend, pizza e cucina giapponese. Non di rado coinvolge il partner. 
  4. Il party planner. È un professionista under 35, dipendente o freelance, e il food delivery rappresenta per lui un ottimo modo per festeggiare compleanni e anniversari, aggiungere un quid alle vacanze e alle nuove avventure ma anche per organizzare più velocemente piccoli e grandi party, con la certezza di un risultato ottimale. I suoi ordini sono variabili e variegati, predilige la cucina giapponese, ma fa spesso anche richiesta di hamburger e di piatti della cucina cinese, così come di poké e cucina indiana, sia pur meno frequentemente. Ordina sempre con il partner. 
  5. Il tenace. Eccolo, il giovane studente che si premia con il food delivery ogni volta che supera un esame o comunque raggiunge un traguardo riguardante, appunto, lo studio. È attivo quasi tutti i mesi, fa gli ordini mosso dalla soddisfazione e dall’orgoglio per se stesso; predilige la pizza, considera pari merito la cucina giapponese e quella italiana e si avvale del servizio generalmente durante la settimana, a volte con la dolce metà.
  6. La coccolona. Infine c’è la coccolona, che ha meno di 34 anni, studia oppure è in cerca di occupazione ed è uscita da poco dalla casa d’origine. Per lei il food delivery è una coccola da concedersi nei momenti più difficili; ordina quando è giù di morale e molto spesso sceglie la pizza, però ogni tanto si concede qualcosa di dolce oppure un panino. Quasi sempre agisce e gusta da sola (68%), nella maggior parte dei casi durante la settimana. 

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