In edicola le guide per il Pranzo della Domenica ideale

31 Ottobre 2020

Ci sono tradizioni dure a morire. Il pranzo della domenica resiste da tempo, anche alla moda del brunch che si è diffusa negli ultimi anni. roccaforte della tradizione italiana a tavola, il pranzo della domenica Si conferma la roccaforte della tradizione italica in tavola e un momento di incontro e di confronto tra generazioni. L’occasione per apprezzare i grandi classici della cucina tricolore nel loro contesto perfetto: ristoranti e trattorie, soprattutto se a gestione familiare. A raccontare questo rito collettivo senza tempo attraverso la viva voce dei protagonisti, i cuochi italiani, è il Pranzo della Domenica, la nuova collana delle Guide di Repubblica dirette da Giuseppe Cerasa. Ogni cuoco svela così i segreti delle proprie ricette della domenica per offrire la possibilità, visto che l’emergenza sanitaria ci ha fatto riscoprire il piacere di mangiare a casa, il gusto di preparare nella propria cucina piatti semplici, genuini, italiani eppure intramontabili.

Le tradizioni che resistono

Ci sono tradizioni in questo straordinario Paese – ricorda il direttore delle Guide Giuseppe Cerasa nell’introduzione – che non ne vogliono sentire di finire nell’archivio dei ricordi e basta. Quante volte vi è capitato di andare in un ristorante in una trattoria di domenica a pranzo e di incontrare bellissime famiglie italiche, genitori, figli, nipoti, nonni, unite per celebrare il rito della reunion generazionale? Occasione unica per parlare di tutto, della vita dei ricordi del futuro dei sogni dei problemi, fare un pochino di gossip e soprattutto gustare piatti intramontabili”.

Le ricette della domenica

Il primo volume del Pranzo della Domenica è dedicato alla Toscana. Due tradizioni a confronto a colpi di ricette entrate ormai nella storia e due cucine ben rappresentate dai migliori chef d’Italia. Ogni chef indica un menu tra antipasto, primo, secondo o dolce. In Toscana si va dalla ribollita di Carlo Cioni del ristorante Da Delfina ad Artimino al lesso rifatto di Dario Cecchini nella sua osteria Solociccia a Panzano in Chianti, dalla trippa alla fiorentina di Sergio Gozzi dell’omonima trattoria di Firenze al peposo di Francesco Bugiano della Locanda Capitano del popolo di Pistoia. Il secondo volume è dedicato alla Campania: spiccano gli spaghetti alla puttanesca con le alici di Cetara di Gaetano e Pasquale Torrente del ristorante Al Convento di Cetara, il raviolo caprese di Luigi Vuotto del Grottelle di Capri, la genovese di Salvatore Giugliano di Mimì alla Ferrovia a Napoli e gli gnocchi alle vongole di Irene Cacace della trattoria Da Emilia a Sorrento.

Un itinerario del gusto da provare

Accanto alla scheda di ogni ristorante con la storia dell’attività di famiglia e il suo menu, è proposta una passeggiata nei dintorni del locale. In questo modo si hanno consigli, idee e suggerimenti sulle cose da vedere e da fare nelle vicinanze. Il pranzo della domenica, quindi, è occasione di scoperta culinaria e al tempo stesso pretesto per una gita culturale. Unendo quindi il piacere della buona tavola all’emozione di un’esperienza culturale. Le Guide sono disponibili in edicola e in libreria dal 22 ottobre al costo di 9,90 euro.

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