Acqua in bottiglia o del rubinetto? Cosa ti serve sapere per scegliere

3 Novembre 2020

Una è un’alternativa eco-friendly. L’altra, una scelta di gusto. Quando si tratta di scegliere quale acqua bere, non ci si divide solo tra i fan della frizzante o della naturale (tralasciando chi, democristianamente, sceglie l’effervescente o leggermente frizzante). scegliere l'alternativa migliore necessita informazioni Il partito acqua in bottiglia si scontra spesso e volentieri con quello dell’acqua del rubinetto. La verità è che, pur essendo sempre e solo liquido composto da due molecole di idrogeno e una di ossigeno, attorno all’acqua c’è moltissima ignoranza. Secondo una ricerca dell’Irsa, l’istituto del Centro Nazionale di Ricerca (CNR) deputato al controllo della qualità dell’acqua, l’Italia si posiziona al quinto posto in Europa per qualità dell’acqua del rubinetto. Ma gli italiani sono i primi nel Vecchio Continente per consumo di acqua in bottiglia. Com’è possibile? Forse troppi luoghi comuni e poca informazione. Ecco come scegliere consapevolmente se sposare la causa rubinetto o rimanere attaccati alla bottiglia.

Le normative

Cosa dice la legge? Le acque minerali e quelle di acquedotto sono normate da due decreti diversi. L’acqua del sindaco è disciplinata dal d.lgs 31/2001, che recepisce la Direttiva Europea 98/83/CE. Questo Decreto stabilisce i valori massimi delle sostanze che possono trovarsi disciolte nell’acqua e fornisce i parametri di sanitizzazione (presenza di cloro) in grado di garantire che l’acqua arrivi dall’acquedotto al punto d’uso priva di contaminazioni. A controllare che tutto sia in regola ci pensano le Asl. È vero anche che non tutte le acque che sgorgano dal rubinetto sono uguali. Spesso la concentrazione di alcuni elementi che le compongono possono variare in base alle caratteristiche del territorio in cui nascono.

Le acque minerali in bottiglia sono disciplinate dal DM 10 febbraio 2015. Molti dei parametri rigidamente normati per le acque del rubinetto, non hanno limiti per quelle in bottiglia. Quindi il vero paradosso è che, analizzando alcuni indici, alcune acque minerali non risulterebbero potabili. “Ciò è dovuto principalmente a motivi “tecnologici” legati al trasporto in tubazioni e non alla salute umana – spiega Giorgio Temporelli, esperto in igiene, normativa e tecnologie per il trattamento delle acqueParametri quali calcio, magnesio, solfati, durezza e pH possono essere responsabili della formazione di incrostazioni e occlusioni delle tubature, al contrario i cloruri possono favorire le corrosioni, aspetti che devono pertanto essere regolamentati per le acque condottate mentre non sono previsti valori limite per quelle minerali“.

Il cammino dell’acqua in bottiglia

Dalla fonte alla tavola, l’acqua in bottiglia compie un lungo percorso. Tra trasporto e stoccaggio, questo alimento può anche arrivare a destinazione alterato a causa delle reazioni della bottiglia di plastica a condizioni ambientali sfavorevoli come luce e caldo. Per questo sulle etichette le aziende produttrici indicano anche le condizioni di stoccaggio, ma spesso è difficile rispettarle. Il trasporto dell’acqua in bottiglia verso i supermercati è fatto per lo più su gomma: tantissimi tir percorrono centinaia di chilometri su e giù per l’Italia, anche nei mesi più caldi, stressando i contenitori. Arrivata a destinazione, a volte quest’acqua può emanare anche odori sgradevoli, frutto della corruzione del PET con cui è fatta la confezione. Inoltre, il costo dell’acqua in bottiglia pesa sull’ambiente. Oltre alle emissioni prodotte dai mezzi che portano i bancali in giro per l’Italia, c’è anche il problema dei rifiuti plastici da gestire. Ogni anno ne finiscono nel Mediterraneo 700 tonnellate. Si stima che entro il 2050 ci saranno più plastiche che pesci.

L’alternativa green italiana

Ma un’alternativa green c’è: l’acqua da rubinetto. L’alta qualità di quella italiana è data dalla presenza di fonti sotterranee sparse su tutto il Paese. A questa capillarità (che accorcia le manovre di trasporto) corrisponde la sicurezza degli impianti idrici e il sistema di controllo garantito dalle Als e dalle aziende che gestiscono i servizi idrici. Per questo, l’acqua del sindaco può essere definita davvero a km 0: sempre fresca, dal rubinetto direttamente al bicchiere.

Quando e perché trattare l’acqua di rubinetto

Insomma, l’acqua di rubinetto ha molte frecce al suo arco: è salubre, è green ed è già a casa tua. la salubrità è garantita fino al contatore di casa, ma poi entrano in gioco le tubature C’è stato un momento in cui caraffe filtranti e depuratori a rubinetto hanno invaso le nostre case, convinti che solo così avremmo potuto ottenere un prodotto almeno simile all’acqua in bottiglia. Secondo Culligan, azienda di riferimento a livello internazionale nel mondo del trattamento acqua, nonostante l’acqua del rubinetto nel nostro Paese sia ottima, può essere resa ancora più buona e salutare. Come? Attraverso la filtrazione per esempio. Prima di tutto ricordiamo che la salubrità dell’acqua del sindaco è garantita fino al contatore di casa. Attraversando le mura di casa attraverso tubature non sempre nuovissime, il liquido può contaminarsi con piombo e ferrobatteri. Un altro sapore indesiderato è il sapore di cloro, che per alcuni può risultare insopportabile. Per questo, a seconda di dove ci si trova, dell’età del palazzo in cui si vive e del gusto che percepiamo nel bicchiere, decidere di trattare e filtrare l’acqua del rubinetto può essere una strada da seguire per abbandonare l’acqua in bottiglia. Dai filtri a carbone attivo a quelli a Osmosi inversa, i metodi non mancano. Ma attenzione alla manutenzione dei dispositivi: deve essere quanto più accurata possibile.

E l’acqua frizzante?

C’è una categoria di consumatori che non è disposta a scendere a compromessi per niente e nessuno: gli amanti dell’acqua frizzante. Da quelli che impazziscono per la potentissima San Pellegrino e quelli che per niente al mondo cambierebbero la loro Nepi, sono i più difficili da convertire al mondo più eco-friendly dell’acqua potabile. Forse un frigogassatore potrebbe essere la soluzione. Forse.

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