Mangiato da noi: le cooking box di FoodBeats

3 Novembre 2020
di Chiara De Francisci e Stefania Leo

Pensavamo di aver relegato le serate su Zoom, l’asporto e il delivery a meri capricci esotici da giornate annoiate. le cooking box sono un'alternativa divertente e coinvolgente al delivery E invece no. Mentre il Coronavirus morde ancora il freno della nostra vita sociale, noi torniamo a fare amicizia con metodi alternativi per andare a mangiare fuori rimanendo a casa. Uno di questi sono le cooking box. In rete ce ne sono di molti tipi, parecchie delle quali pensate da chef e ristoranti per rimanere vicini ai propri clienti. La cosa più bella delle scatole gourmet? Sentirsi chef tra le pareti di casa in quattro mosse: aprire la scatola, rivitalizzare, impiattare, servire. Abbiamo assaggiato la cooking box creata da Claudia Galanti. Dato che i catwalk sono pochissimi e per lo più virtuali, la modella ha indossato il camice da chef e si è dedicata anima e corpo a FoodBeats, startup nata dall’intuizione di un giovane manager bocconiano in quarantena, Matteo Rombolotti.

UDITO

Ogni cooking box ordinata è dotata della possibilità di scegliere una colonna musicale per la propria cena. Bossa Nova, Latina, Musica Italiana… basta puntare la fotocamera sui quadratini tramite l’app di Spotify.

VISTA

Arrivata la box a casa, si inquadra il Qr Code sulla scatola e ci si prepara a giocare agli chef con le video ricette di Claudia Galanti. Che, bisogna dirlo, si cimenta in piatti che spaziano dal Sudamerica al Medio Oriente. Abbiamo provato diverse pietanze: Galletto Piri Piri, Pollo al Curry, Bao Bun con puntine di maiale laccate e tiramisù. Nelle box c’erano anche cocktail pronti da bere, come l’Old Fashioned e l’Aviation.

Ogni elemento che compone la cena è confezionato sottovuoto separatamente o in eleganti barattoli di vetro: l’aspetto dei piatti da assemblare è già invitante. C’è una parte di alimenti freschi protetta da dispositivi termici. Alcuni cibi possono essere scaldati direttamente nella busta, in una pentola di acqua bollente; altri vanno cotti a parte (ad esempio il riso, le verdure da saltare in padella, i bun da far gonfiare). In generale tutte le indicazioni sono molto semplice e immediate da seguire.

OLFATTO

Presa la busta con le Ribs, l’abbiamo immersa in acqua e atteso che riprendesse calore. Nel frattempo abbiamo messo salsa e verdure saltate in una seconda padella per riscaldarle e amalgamare gli ingredienti. I Bao Bun intanto riprendevano volume grazie al Varoma del Bimby. Aperta la busta, un intenso odore di spezie e marinature ci ha avvolto. Abbiamo staccato e sfilacciato la carne con pazienza, leccandoci le dita quando il sughetto abbondava. Il Galletto Piri Piri è stato messo nella pentola a rinvenire; una volta aperta la busta, il profumo ha riempito la stanza, andando a braccetto con quello cremoso e speziato del Pollo al Curry. L’impressione che avessimo appena finito di cucinare una cena sostanziosa, senza aiuti esterni, era quasi reale. Non si trattava di delivery, né di piatti pronti. Nel frigorifero intanto ci attendevano tiramisù e cocktail.

TATTO

I Bao Bun sono diventati soffici e le verdure, anche riscaldate, hanno mantenuto la giusta croccantezza. La tenerezza della carne ha completato la gamma di texture dello snack. Abbiamo mangiato il Galletto con le mani, accompagnandolo con cucchiate di riso basmati profumato dal rosmarino e dal peperoncino rosso.

GUSTO

I Bao Bun con puntine di maiale hanno mantenuto la promessa: l’allegria di spezie e marinatura, accostata alla ritmica croccante delle verdure e avvolta dalla morbidezza del panino orientale confortano e aprono lo stomaco al resto della cena. Vellutato, aromatico e soddisfacente il Pollo al Curry, con una generosa dose di salsa in cui intingere il riso venere. Il pollo è diviso in bocconi abbondanti, rimane tenero anche dopo essere stato riscaldato: davvero squisito. Ci è piaciuto anche il Galletto Piri Piri, in particolare la salsa da cospargere all’ultimo che collegava bene carne e riso.

Concludiamo con il dolce. Il tiramisù di Claudia Galanti arriva in una elegante coppa di vetro chiusa a molla. L’aspetto è gradevole, il gusto altrettanto. E soprattutto questa volta non c’è da fare niente: il dessert è completamente assemblato. C’è solo da prendere il cucchiaino e mangiare. Il tiramisù è bilanciato, ben montato e compatto. Non è un dolce che ben sopporta il tempo che passa tra preparazione e consumo, ma questo è un buon tentativo.

CONCLUSIONI

Le compreremmo? Dipende dall’occasione. Le cooking box di FoodBeats sono ben progettate, con piatti semplici da assemblare e gustosi. La qualità e la cura nel packaging naturalmente si pagano: le box non sono ciò che si direbbe economiche (i secondi – per 2 persone – partono dai 18 euro, ad esempio), ma possono essere un’alternativa al delivery, poiché una volta composti i piatti – con molta semplicità – si ha l’impressione di una cena fatta in casa con grande cura ai dettagli.

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