50 Best Bars: “l’italiano” Connaught Bar è primo al mondo e l’Italia cresce ancora

9 Novembre 2020

Nell’anno più difficile di sempre, mentre anche i cocktail bar in Italia sono chiusi per le attuali norme di contenimento della seconda ondata Covid, arriva una conferma dai World’s 50 Best Bars: il bartending italiano consolida il trend di crescita già visto lo scorso anno e scala posizioni in quella che è una delle liste più prestigiose per il settore, con due bar nei 50 e 2 new entry in ascesa nella lista estesa dei 100. Se poi si parla di stile italiano da esportazione, quest’anno siamo primi al mondo. Ma andiamo con ordine.

The Connaught Bar: primo al mondo, il bar londinese dal cuore italiano

Quest’anno l’annuncio dell’annuale classifica dei migliori bar al mondo è stato virtuale ma nulla ha tolto all’emozione. Nella prima parte il presentatore Mark Sansom ha introdotto alcune storie di resistenza dei tanti bar chiusi a livello globale in questi mesi, nell’ambito dell’iniziativa di sostegno 50 Best Recovery. il miglior bar del mondo è guidato da due geniali italiani Poi è stata la volta dei vincitori, apparsi in video con messaggi registrati. Al primo posto è tornata Londra e il vincitore parla tutto italiano: è il Connaught Bar guidato da Ago Perrone con Giorgio Bargiani, rispettivamente Director of Mixology e Head Mixologist. Una vittoria che è il coronamento di uno splendido percorso professionale. “Questo traguardo significa tantissimo, per me, per il mio team, per il bar – ha detto Ago Perrone – ma anche per il settore dell’ospitalità, e in particolar modo dell’ospitalità italiana, che continua a far scuola in tutto il mondo. Il nostro settore ha affrontato serie difficoltà questo anno, e mentre accogliamo questo importante riconoscimento, siamo anche consapevoli che molti di noi hanno ancora grandi ostacoli da sormontare. L’unione è stata e rimarrà alla base di tutto, nella squadra e in tutto il settore”.

Al secondo posto sul podio c’è il Dante di New York, primo nel 2019, e al terzo The Clumsies, che da Atene guida la new wave greca dei cocktail bar, trainata da un Bar Show che piace e investimenti, nonostante tutto.

Gli italiani nella classifica 2020

L’Italia, dopo lo splendido anno scorso con 5 bar nei top 100, consolida il trend positivo con 4 bar 100% italiani, di cui due new entry che ben promettono. Al 45° posto ha fatto il suo ingresso nei primi cinquanta il Drink Kong di Roma di Patrick Pistolesi. L’anno scorso il locale di Roma era al n° 82 e  aveva vinto il premio Campari One To Watch, quindi ci si aspettava una ulteriore salita.

Sale tanto il 1930 di Milano, che è al 25° posto dal 44° dello scorso anno. Dimostra così tutto il potenziale internazionale, la squadra guidata da Benjamin Cavagna, parte della famiglia Mag di Flavio Angiolillo e Marco Russo.

Nella lista estesa, fanno il loro ingresso Freni e Frizioni di Roma all’87° posto e Officina Milano al 90° posto. Escono i romani Jerry Thomas Speakeasy al 50° nel 2019, il Baccano al 70° nella scorsa edizione (Mario Farulla è da settembre al Chapter Roma) e il Nottingham Forest di Milano, guidato dal maestro Dario Comini, all’86° l’anno scorso. “Il fatto che ci siano entrate e uscite è in realtà il segnale di un mercato dinamico, che ha ancora da esprimere, che non è fermo” ci ha detto Giampiero Francesca, Academy Chair per l’Italia e ancora: “È un risultato significativo, dimostra che c’è un mercato vivace, che il paese se compatto e fa squadra, mantiene la sua posizione e una presenza internazionale rilevante. Sarebbe stato un anno davvero importante ma si è congelato. Tanti hanno investito, si erano attrezzati per ripartire ma purtroppo ora sono chiusi. Una situazione globale che condividiamo con tanti colleghi. Fare squadra, è la chiave in questi momenti, dobbiamo continuare a muoverci insieme”.

Officina Milano: uno spiraglio di luce

Sorpresi e soddisfatti i due nuovi ingressi italiani: Freni e Frizioni di Roma e Officina Milano. L’anno certo è davvero difficile, entrambi chiusi dalle attuali ordinanze, e la festa rimandata.  “Ci tenevamo molto, ci credevamo, e il risultato è arrivato: una grande gioia essere tra i 100 bar al mondo!  È uno spiraglio di luce in un momento buio, tanti hanno dovuto mollare e tanti molleranno, siamo al secondo lockdown e chissà nei prossimi mesi. Il Natale dopo l’estate potrebbe ancora essere a rischio e per noi è sempre stato un momento importante dell’anno” ci ha raccontato Giorgio Santambrogio, proprietario e Bar Manager di Officina Milano. In questi mesi, anche durante il primo stop, ha colto l’opportunità per rinnovare il locale e ora sta pensando al nuovo menu drink e food della riapertura.

Freni e Frizioni: un cammino lungo 15 anni

Siamo davvero orgogliosi. È stato un cammino lungo 15 anni dove non ci siamo mai fermati ma anzi abbiamo sempre studiato un modo per migliorarci ed offrire sempre un gran servizio” ci ha detto Riccardo Rossi, Bar Manager di Freni e Frizioni e ancora: “Siamo un High Volume bar che fa qualità. E questo ingresso nei 100 è anche un riconoscimento al nostro tipo di bar. Rispetto a qualche anno fa in cui nelle classifiche internazionali dominavano speakeasy e molecolari, quest’anno siamo in tanti. Segno che è cambiata, come è giusto, la percezione sul nostro lavoro: drink di qualità in un bar che fa tante presenze”. In questi giorni, Freni è chiuso ma il sabato e la domenica ha lanciato Area di Servizio, dalle 12 alle 18: “Come in una tradizionale osteria romana, i cocktail li prepariamo noi e i nostri clienti portano il cibo da casa o lo ritirano da asporto nei locali intorno”, ha concluso Rossi.

  • IMMAGINE
  • Leonardo Filippini
I Video di Agrodolce: Pizza stromboli