50 Best: Leonor Espinosa vince lo Chefs’ Choice Award 2020

26 Novembre 2020

La più votata dagli chef in America Latina è la colombiana Leonor Espinosa, che ha vinto il premio Chefs’ Choice Award 2020, sponsorizzato Estrella Damm, come parte dei Latin America’s 50 Best Restaurants. La classifica dei 50 Best dedicata all’America Latina, che sarà presentata in forma virtuale il 3 dicembre, ha infatti svelato in questi giorni i primi riconoscimenti. E questo, votato dagli chef stessi, è particolarmente significativo. Entrata nei World’s 50 Best Restaurants nel 2019 al n°49, con Leo, il suo ristorante di Bogotà, Leonor Espinosa è ottava nella classifica regionale e potrebbe ulteriormente salire in lista quest’anno. È la definitiva consacrazione della Colombia come destinazione gastronomica, presente con 3 insegne nei cinquanta regionali.

Da autodidatta a grande chef

Il fatto che i miei colleghi mi abbiano scelto mi riempie di orgoglio e soddisfazione motivandomi a proseguire una filosofia culinaria che si basa sulla possibilità di generare benessere sociale nelle comunità etniche rurali. Inoltre dal momento che questo premio ha una connotazione molto particolare, significa che il mio impegno sta diventando più condiviso, egualitario e inclusivo” ci ha detto Leonor Espinosa al telefono. Il premio ricevuto è in effetti un riconoscimento importante al grande lavoro che fa dal 2007 anno in cui fondò a Bogotà il ristorante Leo.

Cuoca autodidatta, la Espinosa, prima di approdare al mondo della gastronomia, ha studiato economia, si è formata come artista e ha persino lavorato in pubblicità. ha studiato economia, si è formata come artista e ha persino lavorato in pubblicità E proprio questa sua vita precedente le ha permesso di cogliere nel lavoro in cucina l’aspetto artistico e metterlo nei piatti. Una sensibilità contemporanea su ingredienti nativi, antichi e semi sconosciuti, e tecniche di preparazione tipiche delle culture indigene colombiane. Una continua ricerca e voglia di sperimentare che non è mai venuta meno. “Quello che faccio nella mia cucina è arte” ha detto ai 50 Best la Espinosa e ancora: “ Non faccio arte nei miei piatti per avere armonia, contrasto, composizione e ritmo. La mia visione è più vicina alla ricerca, all’osservazione e alla sperimentazione. Elementi questi che rimandano all’arte contemporanea”.

L’impegno nella Fondazione FunLeo

Il premio è anche il riconoscimento al suo impegno per lo sviluppo sostenibile e il coinvolgimento delle comunità rurali attraverso la Fondazione FunLeo da lei creata. “Il mio ristorante Leo, trascende molte discipline: è patrimonio, cultura, arte, politica, tutti elementi che formano un sistema di sostegno bilaterale tra le comunità, attraverso il lavoro della mia Fondazione FunLeo. È come un unico filo conduttore per uno scopo sociale. In questo modo, qualsiasi premio ha un impatto positivo anche sulla visibilità dei territori svantaggiati” ci ha detto. La chef, insieme alla figlia Laura Hernández-Espinosa, sommelier a Leo e responsabile della Fondazione, sta realizzando  diversi progetti di sviluppo agricolo locale con le comunità indigene, favorendone una crescita sostenibile. Un impegno che 3 anni fa le valse il prestigioso Basque Culinary World Prize.

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