13 ristoranti di Milano che si sono reinventati con il delivery

26 Novembre 2020

Fino a qualche tempo fa, le consegne a domicilio erano riservate alle pizzerie e ai ristoranti asiatici. Avveniva per diverse ragioni, fra cui una molto importante: pizza, riso alla cantonese e sashimi soffrono poco il trasporto. tanti sono i ristoranti di livello che si cimentano con il delivery I piatti dalle consistenze più complesse o con ingredienti più delicati, dalla semplice pasta al pomodoro al risotto, fino ai fritti in pastella, rischiano di scuocere, di smontarsi, di diventare irrimediabilmente freddi e mollicci. Nel 2020 il delivery è però diventato una scelta obbligata. A Milano in particolare, al centro della zona rossa durante la prima e la seconda ondata della pandemia, le sale dei ristoranti sono rimaste chiuse per mesi – e non si può prevedere quando riapriranno e con quali restrizioni. Molti hanno quindi cominciato a reinventare il proprio modo di fare cucina, in funzione dell’asporto e delle consegne a domicilio.

  1. Fra coloro che si sono reinventati ci sono alcuni ristoranti tradizionali: prima fra tutte la Trattoria del Nuovo Macello, che oggi permette di ordinare la cena (e il pollo arrosto per il pranzo della domenica) dal proprio sito web. Il menu comprende ricette tradizionali come il risotto allo zafferano al salto, la lingua in salsa verde, i mondeghili e il vitello tonnato: la novità è che tutte le portate sono recapitate fredde, in confezioni sottovuoto o in apposite vaschette, pronte per essere rigenerate nella cucina di casa. 
  2. Approccio appena più complesso è quello di Andrea Provenzani, chef del Liberty di viale Monte Grappa. Nelle pagine del sito web riservate agli ordini per il delivery, ogni piatto è accompagnato da istruzioni dettagliate per completarne la preparazione: la tarte tatin di scalogni al vino rosso deve per esempio essere scaldata in forno per 5 minuti e completata con la guarnizione di noci e gorgonzola. Il menu è breve ma vario, dalla zuppa di pesce al crumble alle noci, compreso il cestino del pane. 
  3. Anche l’Erba Brusca, ristorante noto per il suo orto che fa da ambientazione e da dispensa, propone consegne in tutta Milano di pietanze che devono essere scaldate e impiattate. Ma in questo caso il menu è fisso: cinque portate salate e un dolce che cambiano di settimana in settimana, e che è possibile accompagnare con vini, condimenti o altri articoli di gastronomia. Particolare è la possibilità di ordinare la Farmer’s box: una cassetta di prodotti di stagione provenienti dall’orto dell’Erba Brusca e dai fornitori del ristorante. 
  4. Marco Ambrosino, chef del ristorante 28 posti, ha invece optato per un restyling radicale del menu: “Non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi di portare i piatti del ristorante pari e identici a casa, anche perché si tratta di due esperienze totalmente diverse. Abbiamo cercato piuttosto di dare una chiave di lettura personale a quelle pietanze che ben si prestano per l’asporto”. E così la carta ora comprende sughi pronti per condire la pasta preparata sui fornelli di casa, pollo alla brace e contorni che ben si prestano all’asporto, focacce e panini con farciture di stagione. Per chi preferisce essere guidato è disponibile anche il menu per una cena completa, accompagnata da una bottiglia di vino.
  5. Pasta fresca e sughi pronti compaiono anche nella carta per il delivery di Nebbia: da via Evangelista Torricelli i passatelli, gli agnolotti del plin, il ragù di porcini e finferli e il brodo di prosciutto affumicato possono raggiungere quasi ogni zona di Milano. In aggiunta alla pasta, classici rivisitati come i supplì di cavallo e i mondeghili di mora romagnola, la trippa all’amatriciana o con il kimchi e le lasagne in quattro diverse varianti.
  6. Particolare, in via Tiraboschi, propone invece i box ricetta: ciascun box contiene tutti gli ingredienti, in alcuni casi precotti, per preparare in casa piatti di alta qualità. Ci sono così la guancia di manzo cotta a bassa temperatura, i tagliolini con crema di zucca, guanciale e cacao amaro, e persino il risotto al parmigiano con crudo di gambero. All’ordine si possono aggiungere vini dalla cantina, gin e rum, pescato fresco e articoli di gastronomia.
  7. Anche il Manna, in piazzale del Governo Provvisorio, ha modificato radicalmente la propria offerta. Come durante il lockdown primaverile, il ristorante di Matteo Fronduti si propone oggi nelle vesti di gastronomia di periferia: piatti facili da conservare ma sempre con il tocco dello chef, dalla crema di broccoli al bollito di lingua, biancostato, cotechino e testina. Gli ordini si fanno al telefono e si ritirano esclusivamente presso il ristorante. 
  8. Gastronomia è la parola chiave anche per Eugenio Boer, che ha rilanciato in queste settimane [bu:r] a casa. “Vogliamo portare un po’ di ciò che siamo nelle case delle persone, condividendo con loro ciò che significa per noi comfort food, il tutto a prezzi accessibili. Ricette e gusti tradizionali che sanno di ciò che meglio conosciamo”, hanno spiegato lo chef e la compagna e collaboratrice Carlotta Perilli. Il menu, che varia giorno per giorno, può comprendere ad esempio tortellini in brodo di cappone, baccalà e polenta o stracotto di manzo.
  9. Alcuni locali, rinunciando alla fisicità della sala, hanno preferito associare le cucine: è il caso di BA NA NE United Delivery, il progetto temporaneo che riunisce Immorale, Bites e Alain Locatelli. Le proposte per il delivery e il take away spaziano per tutto l’arco della giornata, dal vassoio di dolcetti per la colazione al kit completo per il brunch, fino ai classici della gastronomia, come il baccalà mantecato o i più originali tortelli di piccione e burro salato al tartufo nero. C’è anche la pizza, da condire e completare nel forno di casa. 
  10. God Save The Food ha invece deciso di puntare sugli alimenti salutari. Oltre a comprendere i piatti solitamente serviti nelle diversi sedi del ristorante (dal club sandwich con baked potato ai wok di pollo, gamberi e verdure, con particolare attenzione alle proposte per il brunch) il delivery si arricchirà nei prossimi giorni delle portate studiate da Stefania Sanfelice, esperta di cucina naturale. I nuovi piatti, disponibili dalla fine di novembre, promettono di contenere ingredienti vegetali e salutari, adatti a stimolare il sistema immunitario ma soprattutto gustosi. 
  11. Nella proposta del delivery a Milano non mancano gli chef più famosi. La cucina del ristorante di Carlo Cracco è al momento chiusa, ma il relativo caffè rimane in attività per le consegne in buona parte del comune di Milano: dai dintorni del Duomo alla semiperiferia è possibile aprire la porta a un fattorino che consegna club sandwich e vitello tonnato, ma anche piatti più elaborati come il riso al salto con ragù di manzo, l’uovo soffice con radicchio, castagna e scarola o la pizza secondo Cracco.
  12. Claudio Sadler ha invece riunito le proposte dell’omonimo ristorante gourmet e della trattoria moderna Chic ‘n Quick. I piatti vengono consegnati pronti per il consumo, previa una finitura casalinga: il menu comprende classici come il riso giallo al salto e l’ossobuco alla milanese, oltre a qualche piatto più insolito, fra cui la trippa con cardi stufati e riso soffiato. Nel weekend si scoprono proposte speciali, come il menu al tartufo bianco con ravioloni al tuorlo d’uovo con erbette, tortina di cardi, creme caramel di castagne. 
  13. Pietro Leemann continua infine a proporre le specialità vegetariane e vegane di Joia nella nuova veste di Joia: Alta cucina a casa. La scelta si articola in due menu degustazione, con piatti che possono essere ordinati anche singolarmente. In alternativa alla cena, si può optare per l’aperitivo: ben venticinque stuzzichini per due persone, da accompagnare con una bottiglia selezionata dal sommelier Antonio Di Mora.