Home Chef Cosa ordinano gli chef a domicilio? Le risposte sorprendono

Cosa ordinano gli chef a domicilio? Le risposte sorprendono

di Salvatore Cosenza

Cosa ordinano gli chef quando non hanno voglia di cucinare? Lo abbiamo chiesto ad alcuni stellati romani ed ecco i loro delivery preferiti.

Dopo avervi fatto scoprire alcune delle proposte gourmet disponibili a domicilio nella Capitale, torniamo a parlare di delivery e alta ristorazione. Questa volta però capovolgiamo la questione, chiedendo ad alcuni chef stellati romani come si comportano da clienti: da chi e che cosa ordinano quando non hanno voglia di accendere i fornelli della cucina di casa. 

  1. Francesco Apreda (Idylio). Con la riapertura del Pantheon Iconic Hotel, Francesco Apreda è tornato nella cucina del ristorante stellato dell’albergo (attualmente accessibile a cena ai soli clienti che alloggiano nella struttura, con interessanti pacchetti staycation). A pranzo invece è aperta Divinity, la terrazza dove durante il weekend è possibile optare anche per la formula pizza. E a proposito di pizza, lo chef Apreda non tradisce le origini napoletane e confessa “ Come tanti, quando ordino da casa, scelgo spesso la pizza, perché sono veramente appassionato e dopotutto è una cosa che, anche a domicilio, arriva in buone condizioni. Ultimamente mi capita di ordinare quella fritta de La Masardona friggitoria partenopea che di recente ha aperto una sede a Roma in Piazza dell’Oro (ndr).  
  2. Adriano Baldassarre (Tordomatto). Adriano Baldassarre, continua a dividersi tra il Tordomatto (1 stella Michelin) e la trattoria popolare L’Avvolgibile. In questo momento sta però pensando di mischiare le carte, ospitando un pop up di Avvolgibile in una sala del suo ristorante stellato, mentre negli altri spazi verrà servito esclusivamente il menu Tradizione In-progressione. A breve partirà anche il progetto Avvolgibile Delivery, su due note piattaforme, con panini dedicati alla romanità. Prima di approcciarsi alle consegne, Baldassarre ha avuto modo di studiare sul campo: “Ho cominciato a ordinare anch’io on line negli ultimi due mesi. L’ho fatto soprattutto per capire meglio questo modo per me nuovo di fare somministrazione.” Il migliore tra quelli provati? “Ti direi il pub La Piccola Abbazia (in via Muzio Scevola, 64d). Mi è piaciuta molto la proposta (panini e specialità al bbq – ndr). Dopo la prima volta ho ordinato ancora da loro perché sono bravi, organizzati e il cibo è buono”. 
  3. Cristina Bowerman (Glass Hostaria). Glass a casa tua è la soluzione di delivery firmata Cristina Bowerman, grazie alla quale è possibile compiere un percorso di degustazione domestico, con piatti da ultimare nella propria cucina. Per quanto riguarda invece le sue cene casalinghe, la chef pugliese afferma: “Non mi servo mai di servizi di delivery, ma perché sono fortunata. Abito accanto a Pro Loco Trastevere, di fronte c’è Zia Restaurant e poco più in là L’Osteria della Trippa. Quando mi capita di volere una pizza o altro vado direttamente io a prendere qualcosa da asporto”.
  4. Roy Caceres. Le Box di Carnal sono certamente una delle soluzioni di delivery più originali in questo momento a Roma. Cinque le versioni pensate da Roy Caceres: BBQ, Tacos, Pescado e Degustazione formaggi di Malga. Dal canto suo lo chef colombiano raramente ha la possibilità di stare a casa la sera: “Quando capita, ai miei ragazzi piace che sia io a cucinare” E come dargli torto? “Inoltre – continua Caceres – abitiamo in una zona poco servita. Al massimo mi capita di prendere la moto e arrivare a Ponte Milvio da Trapizzino (Piazzale di Ponte Milvio, 13) per fare il carico di trapizzini e supplì. Il mio preferito è quello con la trippa, anche se non c’è quasi mai, ma quando lo trovo ne mangio subito due. Apprezzo molto anche la versione con lo zighinì”. 
  5. Fabio Ciervo (La Terrazza). Quello tra delivery e ristorazione alberghiera è un connubio abbastanza insolito, gli esempi sono pochissimi. Tra le eccezioni c’è Il Giardino Ristorante, dell’Hotel Eden di Roma, con un menu che cambia ogni mese curato e realizzato dallo chef Fabio Ciervo. Anche a lui abbiamo chiesto come si comporta da cliente e ha ammesso che non gli capita spesso di ordinare da casa, ma che generalmente le sue scelte ricadono sulla pizza o sul sushi, in particolare quello di Shinto (Via Ludovisi, 49).
  6. Giuseppe Di Iorio (Aroma). Il suo Aroma Restaurant si trova su una terrazza all’ultimo piano di Palazzo Manfredi. Da qui lo chef Giuseppe Di Iorio gode di una vista a dir poco invidiabile sul Colosseo. Nelle sue serate casalinghe è poco avvezzo all’uso di piattaforme dedicate al delivery e preferisce l’asporto a centimetri zero: “Mi servo da Giarò (Via Appia Nuova, 799), ristorante che ho praticamente sotto casa: cucina pulita ed essenziale. Mi piace il fatto di non dover aspettare la consegna. Se voglio un piatto di gnocchi, scendo a prenderlo e ce l’ho a tavola dopo due minuti”. 
  7. Anthony Genovese (Il Pagliaccio). Lo chef de Il Pagliaccio (due stelle Michelin), è stato tra i primi a scommettere sulle consegne a domicilio, con il suo progetto Turné: piatti o interi menu di ispirazione orientale da ultimare e assemblare a casa. In qualità di cliente invece, Genovese racconta: “Mi piace coccolarmi col delivery degli amici. Ciclicamente assaggio cose diverse, per supportare i miei colleghi e deliziarmi con le loro creazioni. Apprezzo molto l’offerta di Carnal di Roy Caceres e i Tappi Home Delivery di Per Me di Giulio Terrinoni.”
  8. Daniele Lippi (Acquolina). Head Chef di Acquolina è il giovanissimo Daniele Lippi. In questo periodo di riposo forzato, dovuto alla chiusura temporanea del ristorante, Daniele non ha staccato completamente dai fornelli e ammette di ordinare molto raramente a domicilio, con un’unica eccezione: “Devo essere sincero, preferisco cucinare anche quando sono a casa. Ogni tanto però passo da Meglio Fresco (Via di Boccea, 350), una ristopescheria che lavora molto bene. Da loro prendo da asporto carpacci o crudi”.
  9. Marco Martini (Marco Martini Restaurant). Per il suo ristorante Marco Martini non ha previsto alcun servizio di consegne a domicilio, ma parlando di delivery è decisamente lo chef più entusiasta tra quelli intervistati per questo articolo: “Le applicazioni le ho installate tutte! Proprio ieri sera ho ordinato una pizza da La Gatta Mangiona. Io sono come il calzolaio con le scarpe rotte (ride) quindi spesso mi faccio portare il cibo a casa: per il sushi mi servo da Sushisen. L’altra sera invece avevo voglia di un involtino al sugo e me lo sono fatto portare da Flavio al Velavevodetto!
  10. Andrea Pasqualucci (Moma). Con il ristorante Moma aperto solo a pranzo per le recenti restrizioni, lo chef Pasqualucci ha certamente più possibilità di trascorrere qualche serata tranquilla tra le mura domestiche. “Mi affido a servizi di delivery raramente, l’unica eccezione la faccio per la pizza ma soprattutto per il sushi, che da fare a casa è un po’ complicato. Abitando in zona Infernetto, lo ordino spesso al Ristorante Mare di Via Giambattista Bassani, 13 (precedentemente si chiamava Sui Generis – ndr). Il loro sushi è buonissimo, ottimo il pesce, grande varietà e sono molto organizzati per le consegne”.
  11. Ciro Scamardella (Pipero). Piperhome è il menu degustazione a domicilio pensato dal maître più mediatico della Capitale, Alessandro Pipero. A realizzarlo è lo chef del suo ristorante, Ciro Scamardella. Abitando in una zona ricca di proposte a domicilio, Ciro avrebbe l’imbarazzo della scelta, ma preferisce andare sul sicuro e rivolgersi agli amici: “Spesso ordino da Eufrosino. Lo chef Paolo D’ercole è una persona speciale e con lui ho un rapporto che va oltre quello lavorativo. Poi il servizio che offre è fantastico: ti dà la possibilità di mangiare la vera tradizione italiana. Quando invece mi va di provare qualcosa di insolito, ordino da Giuseppe Milana di Umami e porto un po’ di Giappone a casa mia”. 
  12. Domenico Stile (Enoteca La Torre). Classe 1989, è uno degli chef stellati più giovane della Capitale. Domenico Stile dell’Enoteca La Torre, pur passando gran parte del suo tempo nelle cucine di Lungotevere delle Armi 23, si occupa anche della proposta gastronomica dell’esclusivo beach club di Capalbio e del servizio di catering, che fanno capo allo stesso gruppo imprenditoriale del ristorante gourmet. L’offerta dedicata al delivery (Eatmebox), nasce proprio dall’esperienza nel campo della banchettistica. Nei pochi momenti di relax, insieme alla sua brigata, si concede lo sfizio di farsi recapitare qualcosa: “Ogni tanto ordino da Almatò, lo chef, Tommaso Venuti ha lavorato con me ma è stato anche da Heinz Beck. Per il delivery ha studiato una linea ad hoc. In alternativa, quando ho voglia di sushi mi faccio portare qualcosa da Sambamaki (Via Vittoria Colonna, 17)”.