In Calabria la ristorazione non molla: ecco i migliori delivery

2 Dicembre 2020

Non molla la ristorazione calabrese in zona arancione. Ci si rimbocca le maniche per dare ancora una volta un segnale in questi tempi sospesi della pandemia ed evitare che la propria missione di vita, gli chef calabresi non si danno per vinti e si reinventano con delivery e asporto divulgare la Calabria e soprattutto sostenere il microsistema di territorio, non subisca un arresto. Il messaggio degli chef è esserci, attrezzarsi al meglio più per responsabilità sociale e culturale che economica. Ne sentono tutto il peso, perché hanno contribuito in prima linea al rinascimento di una regione fino a poco tempo fa relegata fuori dal grande battage enogastronomico e turistico. Hanno la consapevolezza che dal loro operato dipende la vita di tanti piccoli produttori, casari, contadini, pescatori, e quindi il futuro del territorio stesso nel quale hanno deciso di rimanere e investire. Così si sono armati, ancora più agguerriti nell’onorare un legame che “non deve e non può spezzarsi“. Ed ecco cosa propongono alcuni rappresentanti della categoria per portare nelle case la Calabria che resiste, con delivery, asporto e qualche iniziativa inedita, per mantenere alta l’attenzione sul ruolo che oggi ha il cibo, soprattutto in questa terra che ha ancora tanto da raccontare.

  1. Dattilo (Strongoli, KR). Nei box di cartone riciclato, minimali perché a parlare deve essere il contenuto, Caterina Ceraudo mette il suo mondo agricolo di Strongoli. C’è la sua storia che è quella famiglia e il vino che la rappresenta. E c’è la famiglia allargata che comprende i piccoli artigiani del gusto del comprensorio e calabresi. La giovane chef stellata ha pensato a un delivery per accontentare tutti, dal gourmet ai piccoli, con più portate da scegliere o con menu degustazione. Non mancano piatti cult che si apprezzano al ristorante come la sfogliatella o il pane, di patata e al Rubeum. Ceviche di dentice come antipasto, Ricciola con yogurt di pecora, caramello al limone e cipolla, Fusillone con pesto di finocchietto, mandorle, pistacchio e gamberi, sono solo alcune tappe dell’esperienza di Dattilo in trasferta casalinga, che si può fare dal giovedì alla domenica e al momento solo in un raggio di 25 km dal ristorante. Il menu è arricchito con trovate sfiziose. I Tin Tost sono toast con pancetta al miele, misticanza, mele marinate e salsa allo yogurt, proposti in compagnia di chips di patate e zenzero, sfogliatella croccante, caciocavallo podolico e sardella, in abbinamento al vino Dattilo rosso 2015.  E per gli amanti dell’aperitivo c’è l’Apery Wine: una selezione di salumi, formaggi e sott’olio accompagnata dal pane di patate da gustare comodi pasteggiando il Nanà 2016. 
  2. Qafiz (Santa Cristina d’Aspromonte, RC): è partito da pochissimi giorni il delivery dello stellato di Santa Cristina d’Aspromonte. Nino Rossi e la sua squadra non si sono affatto fermati, anzi stanno cogliendo lo status di zona rossa come occasione per mettere a punto anche il nuovo menu. La promessa di un viaggio elettrizzante Rossi la mantiene sempre. Si comincia con il tataki freddo di ricciola, olive infornate, mela e mandarino e con l’interpretazione di catalana di astice. Le Lasagnette con zucca al tè earl gray con tartufo aspromontano e caciocavallo di Ciminà per primo. Spalla di manzo glassata con patate al limone, cipolla agrodolce ed estratto di alloro per secondo. Anche i cocktail di Aspro, il format dedicato alla mixology che completa l’esperienza al Qafiz, potranno essere ordinati, tra cui l’Aspro Martini con Star of Bombay, infuso all’abete bianco aspromontano, rosolio di bergamotto homemade, oli essenziali di limone. 
  3. Hyle (San Giovanni in Fiore, CS). A questo progetto inedito Antonio Biafora  lavorava da tempo poi è arrivato il secondo lockdown che invece di scoraggiarlo gli ha dato ulteriore carica per definirlo. Manca infatti poco al debutto dell’e-commerce gastronomico firmato dallo chef patron di Hyle a San Giovanni in Fiore. La piattaforma funzionerà come una piccola boutique del gusto virtuale, una finestra aperta sulla sua cucina, sul mondo che rappresenta nel piatto, a partire dalle montagne della Sila. Si tratta di un paniere di prodotti preparati dallo chef e dalla sua brigata, fedeli sempre al tema della stagione. Pasticceria secca, paste fresche, marmellate, conserve e le 450 etichette che compongono la cantina di Hyle ordinabili da tutta Italia. Una sezione sarà dedicata alla pasticceria fresca che potrà essere consegnata nel circondario, a Cosenza e a Crotone. Alcune anticipazioni: panettoni, torte, macaron, pasticceria e lievitati per la colazione, dai croissant ai muffin ai biscotti.
  4. Agorà (Rende, CS). Lo chef sommelier di Rende, Michele Rizzo, ha pensato ad un servizio di asporto e delivery che possa ricreare l’esperienza del ristorante, tra i primi a fare cultura di mare nell’hinterland cosentino, dalla selezione degli ingredienti alle tecniche avanzate di cottura e conservazione. Protagonista di Agorà è il pescato fresco dei mari che bagnano la Calabria, valorizzato con i prodotti delle campagne e delle montagne del territorio. Il percorso del gusto di Agorà per lo chef non può non contemplare l’abbinamento con il vino, un finale con un vino dolce o la meditazione con un prestigioso distillato, e così dà la possibilità di ordinare direttamente le referenze della cantina, selezionate con tanta passione e studio, da acquistare senza il ricarico del ristorante. 
  5. Ferrocinto (Rende, CS). Il wine bistrot della cantina Ferrocinto, una delle nuove realtà alla guida dello scenario contemporaneo del vino calabrese, condotto dal giovane Biagio Lecce e da Luigi Candreva ai fornelli, garantisce servizio di asporto e delivery di cucina di territorio in abbinamento ai vini prodotti nella tenuta di Castrovillari. La formula gastronomica che contraddistingue il format corre sui binari della creatività e della tradizione, con il vino a fare da filo conduttore. Il Magliocco, il grande vitigno di questo areale, al centro del percorso culturale della cantina, è uno dei protagonisti del menu insieme ad altri prodotti del paniere calabrese, interpretato come ingrediente principe nel risotto Moro e Magliocco, piatto cult del bistrot, e nello stracotto. 
  6. Taverna Kerkyra (Bagnara Calabra, RC). Fulvio Dato porta un po’ di Calabria e un po’ di Grecia nelle case dei bagnaroti e del circondario. Sapori fusion e molto mediterranei nello stile inconfondibile che decreta Taverna Kerkyra uno dei ristoranti più cool della regione. Il menu da asporto prevede i grandi classici, come i Nidi di gamberi in sfoglia kataifi, e piatti che legano mare e terra unendo tradizioni gastronomiche dalla storia millenaria. Un percorso ideale dal Tirreno all’Egeo passando per lo Ionio che inizia con le Frittelle di cozze, tatziki e tartare di gamberi, prosegue con gli Agnolotti freschi ripieni di ricotta e spinaci con zucca gialla e porcini e la Moussakà da gustare con l’insalata greca, per finire con il semifreddo agli amaretti o il tiramisù alla salsa di cioccolato. In questo mood gastronomico interculturale, anche il vino fa la sua parte. A consigliare gli abbinamenti con focus sui migliori vini della cantina del ristorante, tra cui tante etichette calabresi, è Maria Luce Dato, responsabile di sala e braccio destro dello chef. 
  7. Osteria del Vicolo (Mormanno, CS). A Mormanno Francesco Armentano, alla guida di Osteria del Vicolo insieme al fratello Vincenzo e alla moglie Catia, continua a proporre i piatti antichi di questo borgo nel Parco Nazionale del Pollino. Il repertorio che propone per l’asporto contempla le pietanze della memoria, quelle che raccontano la tradizione agricola del Pollino come le zuppe di lenticchie di Mormanno, di poverello bianco e con cicoria o di cece siccagno. Anche i raschiateddi con ragù di maialino nero sono un altro primo della tradizione che si può gustare a casa. Filetto di maialino nero con cipolla di Tropea caramellata, Moscato di Saracena e liquirizia, una delle interpretazioni più gettonate del locale, insieme ai broccoli di rapa e salsiccia, altro pilastro della cultura gastronomica mormannese, i broccoli di rapa e salsiccia. Osteria del Vicolo propone anche  le pizze territoriali cotte nel forno a legna come la salsiccia, caciocavallo podolico e funghi porcini. 
  8. A’ Casalura (Cirò Marina, KR). Peppe Pucci è uno dei giovani più caparbi e attivi del panorama calabrese. A Cirò fa resistenza gastronomica e di territorio con una formula di menu quotidianamente aggiornata con piatti della tradizione cirotana nati da materie prime rigorosamente di cortissimo raggio. Ravioli con soppressata, ricotta di pecorino e fiore di sambuco o con gambero rosso e cavolfiore, sono alcuni dei primi che si possono gustare a casa o in ufficio come anche i maccarroni al ferretto fatti all’antica proprio dallo chef con sugo e costine di maiale o ragù di testa di polpo. Pure i dolci sono un omaggio alla memoria contadina. Il pandispagna al Gaglioppo con crema di zabaione e pere Albino viene proposto dallo chef per raccontare ed evocare usi e costumi relativi ad uno dei periodi più cruciali della comunità cirotana: la vendemmia.