Pandori artigianali 2020: i migliori secondo la redazione

2 Dicembre 2020

Insieme all’eterno fratello panettone, il pandoro è capace di infiammare le dispute tra chi appartiene alla fazione no canditi no uvette difendendolo a spada tratta e chi lo trova banale. Personalmente lo adoriamo, proprio come il suo rivale delle festività. Anzi, per noi la rivalità non esiste, poiché in casa non ci facciamo mancare né l’uno, né l’altro. Abbiamo assaggiato esemplari dalle ottime pasticcerie artigianali sparse in giro per l’Italia e vi raccontiamo quali sono i nostri preferiti, naturalmente acquistabili online, come questo 2020 ci ha abituato (e anche un po’ costretto).

  1. Olivieri 1882. Da Arzignano, vicino Vicenza, questa pasticceria con alle spalle 130 anni di storia sforna uno tra i migliori pandori che abbiamo mai assaggiato. La struttura è soffice, ma ogni fetta ha un bel peso rassicurante. Il profumo di burro è quello delle brioche davvero buone, con una elegante nota di vaniglia. Al palato ha una scioglievolezza notevole, la dolcezza è lieve ed equilibrata, e lascia la bocca pulita. Non si fatica a mangiarne anche più di una fetta alla volta ed è perfetto anche senza la classica spolverizzata di zucchero a velo (750 g / 38 euro).
  2. Iginio Massari. Non ha bisogno di presentazioni Massari e il suo pandoro tradizionale, anche se non ancora sold out come spesso accade ai panettoni massariani, merita un posto nei nostri cuori. Ci piace soprattutto la trama dell’impasto, compatta eppure leggera, con un intenso profumo di vaniglia (e burro, naturalmente). La cottura è equilibrata, la lievitazione esemplare. Un pandoro che non ha bisogno di alcun accompagnamento (1 kg / 40 euro).
  3. D&G Patisserie. Siamo grandi fan dei prodotti di Denis Dianin e ci piace molto il lavoro sulle materie prime, con una ricerca dell’eccellenza sempre costante. Il suo pandoro è elegante, emana un invitante aroma di burro a cui si aggiungono note di vaniglia (presenti tra gli ingredienti nelle varietà Tahiti e Bourbon) e di agrumi. La consistenza è soffice, si scioglie in bocca e chiama un altro boccone. Nota di merito per la bellissima confezione, perfetta da regalare (1 kg / 32 euro).
  4. Dolcemascolo. Il giallo intenso e dorato che si scopre tagliando una fetta di questo pandoro è la cosa che ci ha colpito di più, specialmente a contrasto con l’esterno brunito. L’alveolatura fine regge una struttura soffice, dal gusto sorprendentemente equilibrato, che mescola la dolcezza interiore con le note tostate del guscio (950 g / 32 euro).
  5. Roscioli. Profumato, con una bella crosta colorata in modo uniforme dal calore del forno e con una trama interna di un bel giallo intenso. L’impasto è ben lievitato, arioso. Al palato è scioglievole, si percepiscono note agrumate, la burrosità è bilanciata. Un buon prodotto (1 kg / 30 euro).
  6. Andrea Tortora. Il tradizionale dolce a stella di Tortora, orgogliosamente chiamato PandOro, è profumato di burro, miele (di acacia, presente nell’impasto) e vaniglia. Il forno ha baciato la parte esterna dell’impasto con un bel colore brunito, mentre dopo il taglio della fetta prende la scena il bel giallo interno. Il boccone è equilibrato, lascia la bocca pulita. Il pandoro è racchiuso in una confezione di latta metallica color salvia e oro (800 g / 36 euro).
  7. Biasetto. Padova non sarà la patria del pandoro, ma il prodotto di Luigi Biasetto le rende certamente onore. All’apertura del sacchetto il profumo di vaniglia (Tahiti) è inebriante, seguito dalla nota bassa e rassicurante del burro. L’olfatto si ritrova sul palato: la dolcezza non è eccessiva e l’impasto è soffice e godibile. Davvero un buon prodotto (750 g / 33 euro).
  8. Alfonso Pepe. La lezione del Maestro perpetua anche dopo la sua prematura scomparsa. Il pandoro Pepe invoglia all’assaggio con l’aroma di burro fresco e vaniglia, che ritroviamo anche dopo aver provato la mollica giallo mimosa. Le note agrumate sono ben evidenti, un tocco in più che comunica la sua unicità. Una fetta soddisfa; la seconda è pura golosità, ma non pesa (1 kg / 34,99 euro).
  9. Renato Bosco. Qui si gioca in casa, nella provincia regina del Pandoro. Del dolce di Renato Bosco ci ha colpito la magistrale lievitazione, a partire dalla PastaMadreViva, quasi un marchio di fabbrica. L’alveolatura è fine, la mollica (scioglievole, leggera) è di un bel giallo paglierino. Il profumo di limone e vaniglia predomina, mentre al palato si percepiscono note di burro fresco, con una dolcezza equilibrata (1 kg / 32 euro).
  10. Sadler. Un pandoro in cui le materie prime si esprimono a gran voce: la dolcezza del miele d’acacia, il burro buono, la vaniglia Bourbon. Un prodotto elegante, rispettoso della tradizione. L’esterno profuma di note tostate; l’interno giallo paglierino sa di burro. Soffice, ma con un bel peso, la fetta non stanca il palato (1 kg / 30 euro).