Un nome sfortunato per nuove torte golose e di tendenza: Tsunami Cake

15 Dicembre 2020

Qualcuno attribuisce la paternità di questo nuovo trend alla pasticciera brasiliana Nayane Capistrano, altri sostengono che in realtà l’idea arrivi dal Portogallo. un nome sfortunato che evoca un'inondazione (di ingredienti golosi, in questo caso) Resta il fatto che le tsunami cake stanno facendo velocemente il giro del mondo con i loro effetti speciali. I media hanno adottato la parola tsunami per identificare il disastro naturale che ha coinvolto l’intero sud-est asiatico nel 2004, causando migliaia di morti, ma in realtà c’è un errore di fondo. Perché questo termine giapponese indica in realtà una gigantesca onda marina carica di energia che, in prossimità delle coste, può raggiungere un’altezza di decine di metri. Concentriamoci su questa immagine, cercando di renderla positiva: una torta che esplode all’improvviso, un’abbondante e prepotente ondata di golosità.

Come sono fatte le tsunami cake

La preparazione delle tsunami cake si basa sulla massima realtà creativa. Le basi possono essere le più diverse, semplici o elaborate. Per esempio, va bene un semplice pan di Spagna – farcito o meno – così come una torta a piani o una base per cheesecake. L’elemento necessario è l’altezza, che deve essere come minimo pari a 15-20 cm; è necessario, cioè, che ci siano dei fianchi che supportino la colata. Per quanto riguarda quest’ultima, fondamentale è che risulti liscia, morbida, liquida al punto giusto. Deve scivolare facilmente, spargersi, allargarsi durante l’esplosione. Una crema pasticcera o al cioccolato, per esempio, sono perfette. Via libera anche per la crema a base di mascarpone solitamente preparata per il tiramisù, oppure la chantilly, la diplomatica, per le più semplici glassature. Lo ribadiamo: si sceglie in base ai propri gusti, l’elenco delle opzioni valide vira verso l’infinito.

Lo strumento fondamentale

Quando la base è pronta, bisogna avvolgerla in un foglio di acetato trasparente che sia però alto almeno il doppio. Insomma, si crea una sorta di collare. Poi occorre fermarlo con un nastrino colorato. A questo punto, si riempie lo spazio restante con il topping prescelto e preparato. Quando arriva il fatidico momento, semplicemente si sfila (con delicatezza) il collare: la crema comincerà subito a colare, regalando una scenografia davvero degna di nota. Ovviamente, è bene scegliere un piatto piuttosto ampio, altrimenti c’è il rischio di sporcare la tovaglia o il tavolo. Chi desidera ottenere il massimo dei risultati può aggiungere alla crema qualche decorazione, per esempio piccole meringhe, stelline di zucchero, gocce di cioccolato. La deflagrazione sarà ancora più d’impatto.

I Video di Agrodolce: Cappone di Montoro