How to: togliere l’odore di pesce (dalle mani, dalla cucina, ovunque)

24 Dicembre 2020

Cucinare il pesce in casa è sempre un’operazione che mette in pensiero. L’odore che sprigiona prima, durante e dopo la cottura a volte ci fa desistere in partenza e optare per una soluzione meno puzzolente. Per ovviare al problema e non rinunciare a portarlo in tavola ci sono dei trucchi e delle buone abitudini che possiamo attuare, senza doverci affannare troppo.

  1. Come pulire il pesce per contrastare la puzza. Come insegna il chimico e divulgatore Dario Bressanini, l’odore intenso del pesce, soprattutto quello di mare, è dovuto a una molecola, la trimetilammina, un composto organico contenente azoto molto volatile, che genera l’odore molto forte. Più passa il tempo, più i batteri presenti su pelle e squame del pesce iniziano a degradare a produrre trimetilammina. La soluzione, suggerisce quindi Bressanini, è di lavare bene il pesce prima di cucinarlo, per eliminare quante più ammine possibili.
  2. Come cucinarlo riducendo l’odore. Passando alle ricette, ciò che aiuta a non generare troppo odore è quello che, ancora il chimico, definisce il “matrimonio tra pesce e acidi“. Una componente acida come vino, aceto o succo di limone, chimicamente e organoletticamente riduce l’odore delle ammine, scongiurando gli odori. E, se lasciata a lungo a contatto con le carni, riesce perfino a cuocere il pesce senza calore, come nel caso del ceviche. Seguendo queste regole, dunque, se vogliamo bollire un pesce possiamo pensare di aggiungere all’acqua qualche goccia di limone o aceto e magari qualche foglia di alloro, per evitare i cattivi odori. Analogamente, in caso di frittura, suggeriamo di aggiungere all’olio una scorza d’arancia, mentre, dopo la cottura al forno, il consiglio è di far bollire la buccia di un limone in acqua e di posizionarla all’interno dello stesso per alcune ore in una ciotola, in modo che possa stemperare l’odore del pesce cotto.
  3. Eliminare l’odore dalla cucina. Dopo aver consumato un pasto a base di pesce la prima regola è far sparire gli avanzi quanto più velocemente possibile, gettando l’immondizia alla prima occasione utile. Quindi passare alla pulizia della cucina. Per la stessa regola di prima, un buon alleato nello sfregamento di pentole, padelle, mattonelle e fornelli è proprio l’aceto, insieme al limone. Se però si rendere necessaria una pulizia più approfondita, si può passare alle maniere forti con un lavaggio a base di candeggina (pura o diluita a seconda delle esigenze), con buona pace dell’inquinamento delle acque. L’odore persistente nell’aria, a sua volta, si combatte sempre con acqua e aceto: facendone bollire un po’ e aerando correttamente gli ambienti, l’odore sparirà velocemente. Risulta anche utile aggiungere altri odori, come scorze di agrumi o chiodi di garofano: molto coprenti, tendono a sviare le narici dall’odore di pesce.
  4. Come eliminare l’odore di pesce dalle mani. Più insidioso, nei giorni a seguire, può essere l’odore di pesce che rimane sulle mani, se non sono state accuratamente lavate. In partenza il rimedio più semplice sarebbe quello di lavorare indossando dei guanti monouso, anche se a volte non garantiscono la giusta manualità. Per ovviare al problema a posteriori, qui abbiamo riassunto 7 metodi infallibili che potete tenere a mente quando decidete di cucinarlo.
I Video di Agrodolce: Ravioli di limone