Lascia il burro d’arachidi e assaggia la kitaba, pasta d’arachidi irresistibile

5 Gennaio 2021

Ti piace il burro di arachidi? Allora sappi che esiste un’ottima alternativa, una specialità della cucina angolana. Molti, fra coloro che l’hanno provata, assicurano che è impossibile tornare indietro: pare che il peanut butter impallidisca al confronto. Ecco dunque scendere in campo la kitaba (o quitaba), una pasta di arachidi tostate salata e piccante. Dove si trova? Farla in casa è facilissimo, quindi non occorre neanche andare in cerca.

La ricetta della kitaba

Comincia distribuendo in una teglia 350 g di arachidi private del guscio ma non della pellicina rossa; non devono essere troppo vicine fra loro. Metti in forno a 180 °C e lascia cuocere per un quarto d’ora circa. Quando la buccia comincia a virare verso il marrone, ci siamo. Estrai la teglia dal forno, mettila su un ripiano e attendi che le arachidi si raffreddino, per evitare che rilascino troppo olio e diventino anche appiccicose. Le pellicine non vanno eliminate in nessuna delle fasi di preparazione della kitaba, perché arricchiscono il sapore e contengono anche sostanze benefiche.

Una volta raffreddate, versa le arachidi nel bicchiere del frullatore o nella ciotola del robot da cucina, aggiungi mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di peperoncino rosso in polvere (lo Scotch bonnet sarebbe l’ideale) e mezzo cucchiaino di habanero in polvere. Se preferisci, puoi anche aumentare un po’ le dosi. Frulla alla massima velocità per 5 minuti: la kitaba si conserva per un mese nel frigorifero il risultato finale dev’essere un composto molto denso, simile – per capirci meglio – a un impasto di pasta frolla. I micro pezzetti di arachidi si vedono, come fossero granella? Perfetto. A questo punto stendi la kitaba sulla pellicola trasparente o un foglio di carta da forno; aiutati con un mattarello o lavorala con le mani, comunque modella fino a ottenere un rettangolo dallo spessore di 3 cm circa. Traccia sulle superficie i diametri di tanti piccoli quadrati, come fosse una tavoletta di cioccolato. Trasferisci in un contenitore e conserva in frigo. Si mantiene più o meno per un mese, ma in genere dopo qualche giorno questa golosità sparisce.

Come cucinare con la kitaba

Innanzitutto puoi prelevare un cucchiaino della tua kitaba e gustare così com’è, senza aggiunte di sorta. Ma puoi anche utilizzare questa esotica specialità per arricchire l’aperitivo, spalmandola su crostini e fette di pane. Altre idee? Aggiungine un po’ ai frullati, a una salsa, all’impasto di torte e biscotti. La kitaba è utilizzata anche per la preparazione di altri piatti tipici angolani e figura per esempio – insieme al pollo e alla polenta – fra gli ingredienti della muamba de ginguba.