Selvatiq, nascono le bibite del foraging

5 Gennaio 2021

Si parla sempre più spesso di foraging, cioè di quella pratica che consiste nel raccogliere cibi che crescono spontaneamente in natura, nel pieno rispetto di quest’ultima; quindi, per esempio, erbe selvatiche, funghi, castagne, radici, foglie. Qualcuno ritiene sia una moda, magari anche un po’ bizzarra, ma in realtà si tratta di uno stile di vita: non c’è nulla di coltivato, l’impatto ambientale è pari a zero, si punta solo sulla stagionalità. Ovvio che basare totalmente la propria alimentazione su questa condotta può essere rischioso, ma farla entrare nelle proprie abitudini, vederla come una risorsa no. Anzi. Ed è qui che entra in gioco Selvatiq, il progetto di Valeria Margherita Mosca. Un progetto tutto da bere.

Un progetto che punta sul foraging conservativo

Brianzola, 41 anni, Valeria Margherita Mosca è una inossidabile forager, una guida escursionistica ambientale, una chef ma anche la fondatrice di Wood*Ing Lab, un laboratorio di ricerca sulla raccolta, la conservazione e l’uso del cibo selvatico in cucina. Insieme a Charles Lanthier, imprenditore operante nel campo degli spirits, e Stefano Tosoni, che per Wood*ing Lab cura progetti speciali, ha lanciato Selvatiq, un progetto basato sul cosiddetto foraging conservativo, ovvero sulla raccolta di piante molto ricche dal punto di vista organolettico ma invasive o aliene, che quindi non giovano affatto all’ecosistema. I tre hanno perlustrato in lungo e in largo la Valtellina e altri luoghi mediterranei, selezionando e raccogliendo rigorosamente a mano le botaniche più adatte alla realizzazione di speciali bottiglie. Finora sono 3: un gin, un vermouth e un bitter.

Valorizzare i territori locali e salvaguardare l’ambiente

Il nostro obiettivo – si legge sul sito ufficiale di Selvatiq – è favorire l’ambiente e salvaguardare l’identità e la biodiversità di ogni territorio. Cerchiamo, cataloghiamo, sperimentiamo e, alla fine, utilizziamo soltanto le specie che riescono a restituire l’essenza e l’anima del luogo in cui sono nate”. E ancora: “È questo che troverete nelle nostre bottiglie: il sapore autentico e inaspettato della Valtellina, o del Mediterraneo, o di ogni altro viaggio che faremo”. L’intenzione è quella di cambiare posto ogni 6 mesi, la decisione è quella di utilizzare solo ciò che offrono i territori a livello locale, “comprese le distillerie”. Fra gli ingredienti utilizzati figurano fiori, bacche, frutti selvatici ma anche foglie di rovo e di timo, mallo di noce, gemme di pino silvestre.

Dove acquistare

Le bottiglie firmate Selvatiq si possono acquistare online, il sito è anche un e-commerce. Sono tutte da 50 cl; quella di gin costa 75 euro, le altre due costano 60 euro. Disponibili anche due bevande analcoliche: la soda Alpine Forest e la soda Mediterranean Coast. Sono proposte in confezioni da 6 lattine (25 cl) il cui prezzo è pari a 16,80 euro.

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