Se le lenticchie portano fortuna, quest’anno cucinatele (e mangiatele) con queste 10 ricette

6 Gennaio 2021

Inverno, freddo, pioggia e tanto tempo in casa, a volte volenti o nolenti. Ci vuole qualcosa che si cucini quasi da solo, che sia caldo, nutriente ma non per forza zavorrante: ci vuole una zuppa avvolgente. Parliamo allora di lenticchie, legume diffusissimo soprattutto nel Centro e nel Sud al pari di fagioli, ceci e piselli. Portano fortuna, costano poco, rendono tanto e nutrono ancora di più, sia il corpo che lo spirito. Un po’ di pazienza e una punta di fantasia sono tutto quello che serve per non dover cucinare sempre la solita vecchia scodella di legumi bolliti.

  1. Zuppa di lenticchie. La classica ricetta di casa, con varianti ad ogni svincolo autostradale della penisola. Alla base, un letto di aglio, cipolla, carote e sedano che poi si sposano con una cascata di lenticchie – già ammollate oppure decorticate, pronte alla cottura. Si uniscono poi peperoncino, passato di pomodoro o pomodori a pezzi, brodo vegetale, una foglia di alloro e, se piace, un rametto di rosmarino. Salatura solo a fine cottura, giro d’olio extravergine a chiudere se piace, ripetere fino al fondo della pentola, pulire con un bel crostone di pane.
  2. Pasta e lenticchie. Lo stesso concetto della zuppa di lenticchie, arricchita però dal twist della pasta. La scelta classica cade su ditalini, mafaldine corte, cannolicchi o anche spaghetti spezzati. A Napoli è servita tosta tanto da tenere in piedi una forchetta al centro del piatto, altrove è servita più brodosa, tanto da necessitare del cucchiaio. Basta non dimenticarsi del peperoncino e del pepe a fine cottura. Molto quotata anche la versione con il riso, sazia che è una gioia.
  3. Lenticchie e borraggine (ma anche cavolo nero). Verdura nota da secoli, la borraggine è ricca di calcio e potassio, ha effetti benefici sulla pelle e sulle unghie e ha poche calorie: cotta assieme alle lenticchie, forma una accoppiata di grande gusto. Basta sbollentare le foglie di borraggine, fare il solito soffritto di cipolla e carota, aggiungere lenticchie e brodo di cottura della borraggine per poi terminare con le foglie a fine cottura. Una spolverata di pepe ed è pronta. Stesso discorso per la versione con il cavolo nero, un superfood quanto a proprietà antiossidanti, acido folico, calcio e ferro.
  4. Zuppa di lenticchie, avena e zenzero. Versione fighetto-alternativa per cambiare cereale e gusto. Si parte col classico soffrittino di cipolla e carote, quindi aggiunta di lenticchie da far tostare. Poi si passa al brodo vegetale per la cottura, si aggiunge l’avena precedentemente cotta e cuoce fino al tocco magico: il succo di zenzero aggiunto alla fine, ottenuto dallo zenzero fresco grattugiato e strizzato in un panno.
  5. Minestra di lenticchie e latte di cocco. Variante gustosa, densa e corposa della classica minestra di lenticchie. Il segreto è il latte di cocco, che si ottiene dalla polpa grattugiata del cocco e che si trova commercializzato principalmente in lattina. Molto diffuso in Malesia, India, Filippine e Thailandia e in tutta l’area del Sud-Est asiatico, conferisce un fondo leggermente dolce e morbido alla zuppa, che brilla con l’aggiunta di una nota piccante – provate con il peperoncino fresco invece che con il secco, e con una grattugiata di scorza di limone.
  6. Dhal di lenticchie. Il piatto che fa da scrigno ai segreti dell’India. Diffuso in tutto il subcontinente indiano, il termine dhal (o dal) indica tutta la famiglia di leguminose secche che non necessitano di ammollo per la loro preparazione. Per estensione, si allarga anche alle zuppe che con questi legumi sono preparate: masoor, tur, urad, moong e chana dal sono solo alcune. Alla base di lenticchie, cipolle e pomodori si possono aggiungere cumino, curcuma, peperoncino, curry verde o rosso, basta che la zuppa sia croccante, accompagnata dal pane chapati e finita con un tocco di ghee, il burro chiarificato.
  7. Dhal Makhani. Merita una menzione a parte questo tipo particolare di dhal, perché è il piatto della festa: servito in occasione di matrimoni e festività religiose, è una zuppa molto ricca, dove le lenticchie fanno da comprimarie e le spezie sono praticamente assenti. Il segreto sta tutto nella cremosità data dal burro salato, dal ghee e da un tocco di crema di latte: una lieve nota di affumicato a fine cottura, una punta di Garam masala e il gioco è fatto.
  8. Lenticchie e pollo. Altra preparazione che può giovarsi di tocchi orientaleggianti, quando piacciono. Altrimenti ottimi risultati anche solo con dosi generose di sedano e carote alla base, e con l’aggiunta di quelle parti di pollo che con una cottura prolungata ci guadagnano: leggi, alette di pollo, fusi di pollo, pollo in pezzi. Ci vuole un ottimo brodo a supporto, anche solo vegetale, una lenta cottura e una generosa spolverata di prezzemolo a chiudere.  Se poi volete esagerare, a scelta uno tra bacche di ginepro, paprika, curcuma, aglio e alloro. 
  9. Zuppa di lenticchie e maiale. Conosciuta anche con il difficile nome di Lötschentaler Linsensuppe, è una corposa zuppa invernale a base di lenticchie e carne di maiale tipica della valle dove si adagia Sankt Moritz: montagne e neve richiedono grasso in abbondanza, quindi avanti a pancetta, carne di maiale, patate, una buona manciata di timo e santoreggia e, per finire, un bicchiere da sfumare sul fuoco di Fendant, il vino tipico della zona.
  10. Ragù vegano. Non una zuppa, ma una preparazione a base di lenticchie che merita di essere citata. Proteina vegetale, per consistenza e sapore le lenticchie ben si prestano nel gioco del condimento per la pasta. Al classico soffitto di carote, cipolle e sedano si aggiungono le lenticchie con una buona dose di porcini secchi, funghi freschi, concentrato di pomodoro, harissa, miso e brodo vegetale. Una cottura prolungata, una sfumata di vino e un tocco di pepe per provare un piatto diverso.
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