Home Chef 12 dialoghi con chef e artigiani per conoscere la natura: La Via Selvatica

12 dialoghi con chef e artigiani per conoscere la natura: La Via Selvatica

di Stefania Pianigiani

La Via Selvatica è un appuntamento composto da 12 dialoghi in cui diverse personalità indagano il legame più personale e puro con la natura.

La Via Selvatica ormai è un appuntamento consolidato per chi consce la storia e i progetti della famiglia Ceretto. Un percorso lungo, un appuntamento al mese in cui si ricompongono i pezzi della parte più naturale onesta e verace che è l’anima selvatica del mondo. Il progetto, curato da Matteo Caccia e proposto dalla Famiglia Ceretto, si compone di 12 dialoghi che fanno emergere le esperienze profonde dei protagonisti. Un percorso articolato, che indaga sulla natura selvatica e autentica, le sue regole immutabili, la sua ostinata capacità di ripetersi, la sua ricerca di un’armonia smarrita, di un equilibrio virtuoso in cui l’uomo sia capace d’interagire con rispetto nella consapevolezza che la vera protagonista è la nostra terra madre.

La natura è da sempre un elemento importante per i Ceretto e tra Barbaresco e Barolo, è iniziata la ricerca dei terreni e dei vigneti da parte di Marcello Ceretto tantissimi anni fa. La tutela, la valorizzazione, l’amore verso queste terre hanno portato a una considerazione sempre più ampia verso il paesaggio agricolo delle Langhe e alla produzione dei grandi vini rossi e dei  bianchi di spessore come il Langhe D.O.C., l’Arneis Blangé, il  Langhe Bianco D.O.C. Monsordo Bianco, il Dolcetto d’Alba D.O.C. Rossana, Barbera d’Alba D.O.C. Piana, il Nebbiolo d’Alba D.O.C. Bernardina, Langhe Rosso D.O.C. Monsordo Rosso,il Barolo Chinato, fino ad arrivare al Barolo D.O.C.G e al  Barbaresco D.O.C.G.

E sempre qui, in queste terre speciali, c’è l’orto del ristorante Piazza Duomo di Alba che esprime la passione per il mondo vegetale dello chef 3 Stelle Michelin Enrico Crippa, che nella Tenuta Monsordo Bernardina dei Ceretto coltiva e attinge materia prima per i menu del suo ristorante nel centro storico della cittadina piemontese. Nato dalla comune visione di Enrico Crippa e della famiglia Ceretto, l’orto comprende una serra di coltivazione e un appezzamento, dove lo chef si reca personalmente ogni giorno per selezionare e raccogliere ortaggi, erbe e fiori.

Non è assolutamente  un caso se la chef stellata Ana Roš ha preso parte a un dialogo della Via Selvatica dal titolo Prime materie prime, in cui la chef racconta la sua vita, la storia del ristorante gestito con il compagno Valter e la scelta di diventare chef. “Nel cuore delle valli slovene, Ana Roš ha trasformato un ristorante per camionisti di passaggio in una meta da raggiungere per assaggiare il gusto e l’anima selvatica di una terra, e della sua gente. Dai fiori di campo, alla trota marmorata dell’Isonzo”. Il legame con la terra e le tradizioni accomuna Ana Roš con la famiglia Ceretto. “Quando ero bambino tutta l’azienda si spostava in vigna per la vendemmia. La nonna cucinava il pranzo per tutti e io mi divertivo ad andare sul trattore e ogni momento volevo fare qualcosa” racconta Alessandro Ceretto, figlio di Marcello, terza generazione alla guida del gruppo insieme alla sorella Lisa e ai cugini Federico e Roberta.

Gli appuntamenti della Via Selvatica

Scenario di questi dialoghi saranno i luoghi intatti e autentici all’interno dei territori Ceretto, dalle vigne, al ristorante Piazza Duomo, dalla Cappella del Barolo alla Casa d’artista, passando per le cantine della Tenuta Monsordo Bernardina e Bricco Rocche. Con La via selvatica un funambolo, un paesaggista, una lupologa, un allenatore sportivo, un musicista, ma anche una chef, un meteorologo, una scrittrice, uno storico, un navigatore, un semiologo e un esploratore, in un percorso lungo un anno, riveleranno l’essenza più autentica dell’uomo, necessaria per essere nuovamente capaci di ascoltare la natura e vivere in equilibrio con essa.

  • 12 gennaio: Emilio Previtali, Esploratore. Il lato nascosto e selvaggio di ognuno; dal Nanga Parbat alle colline dietro casa. Esplorare ha a che fare con il liberare l’istinto della scoperta.
  • 12 febbraio: Ambrogio Beccaria, Navigatore. Burrasche e calme; in mezzo all’acqua e al vento. Navigare i mari del mondo rimanendo vicini alla parte più selvaggia di sé.
  • 12 marzo: Luca Mercalli, Meteorologo. La furia e la dolcezza del clima; siamo abituati a vivere in un unico costante microclima: riscaldato in inverno. Rinfrescato in estate. Ma il clima sta cambiando e ci obbligherà a essere più onesti con noi e con lui.
  • 12 aprile: Mia Canestrini, Lupologa. Il ritorno dei lupi; i lupi sono tornati, o forse non se ne sono mai andati. Ce ne siamo accorti quando noi uomini abbiamo iniziato a disinteressarcene lasciando liberi e intatti gli spazi che i lupi si sono ripresi.
  • 12 maggio: Nadia Terranova, Scrittrice. La scrittura selvaggia, da Pavese a… Scrivere è un gesto solitario e selvaggio che deve infrangere le regole del civico pudore per liberare la sua energia. Scrivere è non essere domestici.
  • 12 giugno: Franco Cardini, Storico. Il territorio e la sua storia; la storia ci insegna qualcosa? La storia delle religioni ci racconta chi siamo? Addomesticare il passato per comprendere un presente che spesso ci sfugge.
  • 12 luglio: Tommy Kuti, Musicista. La musica non addomesticata; il Rap, la musica delle periferie, la voce di chi non aveva voce. Come le parole cesellate e incastonate in rime e versi liberano forze nuove in chi le ascolta.
  • 12 settembre: Stefano Bartezzaghi, Semiologo. Salvatico è chi si salva (Leonardo da Vinci); la lingua cresce in noi spontanea, coi suoi frutti, i fiori, i rovi, i veleni. Cultura, o coltura, è provarsi a ordinare la selva senza sradicarla e senza rinunciare all’energia che la origina.

La conclusione del progetto avverrà con un’esperienza a 4 mani con gli chef Ana Roš ed Enrico Crippa, impegnati a far scoprire il lato più selvatico della loro cucina. Gli interventi sono trasmessi e resi fruibili online ogni 12 del mese sul sito e a partire dal maggio 2021 il pubblico potrà finalmente assistere dal vivo agli incontri.