Il Campus di Niko Romito innova la didattica gastronomica

14 Gennaio 2021

Laboratori di ricerca, aule didattiche, un centro di produzione di materiali, anche multimediali, e spazi aperti dedicati a sperimentazioni agronomiche, libere o guidate, affiancate a lezioni teoriche. Il tutto in 3700 metri quadrati, in cui passerà e si innoverà la didattica gastronomica tradizionale italiana, per renderla condivisibile e accessibile a tutti. È questo il progetto che lo chef Niko Romito ha pensato per il suo nuovo Campus di ricerca e alta formazione. Immaginato già all’inizio dell’anno scorso e perfezionato nel disegno durante le settimane di chiusura delle sue attività, il nuovo spazio dovrà nascere per “condividere conoscenza e sviluppare cultura a vari livelli“,  basata su valori come salubrità, sostenibilità, circolarità, solidarietà e accesso democratico.

Nei nuovi locali di un ex mobilificio, sempre nella sua Castel di Sangro, una delle missioni sarà dunque quella di lavorare ad ampio spettro sull’importanza del legame tra buon cibo e salute: sui processi di replicabilità e standardizzazione di un prodotto buono, sano e di qualità, su come renderlo accessibile al maggior numero di persone possibile. Ed è per questo che si farà ricerca e sviluppo, promuovendo l’alta formazione degli operatori del settore gastronomico, in un costante dialogo tra ricerca e produzione. Una volta terminati i lavori, inoltre, il Campus potrà anche avvalersi della collaborazione con l’università La Sapienza di Roma e con il Dipartimento di scienze e nutrizione.

Non è certamente la prima volta che lo chef si occupa di formazione: autodidatta, un passato evoluto dalla trattoria di famiglia alle 3 stelle Michelin del suo Reale, nel 2011 Romito ha già aperto l’Accademia, considerata a oggi tra le migliori scuole di formazione esistenti, in cui la ricerca è sempre stata uno dei punti focali.